Ryan garcia critica shakur stevenson e contesta le richieste vada: paura e tensione nel match
Un possibile incontro tra Ryan Garcia e Shakur Stevenson si accende anche fuori dal ring, tra richieste sul controllo antidoping e accuse incrociate. Stevenson ha dichiarato di voler affrontare Garcia, ma ha indicato come condizione l’adozione di test VADA nel corso di tutto l’anno. La risposta di Garcia non si è fatta attendere: accuse di vecchie narrazioni, rivendicazioni personali e un tono acceso sono diventati il centro della discussione.
shakur stevenson: richiesta di test vada anno per anno
Shakur Stevenson ha mostrato interesse per il confronto con Ryan Garcia, spiegando che l’aspetto da chiarire riguarda il programma di controlli. Il pugile ha affermato che, quando Bill Haney e Devin Haney hanno avanzato richieste specifiche, riguardavano test effettuati con modalità anche fuori dal tradizionale periodo di allenamento. Stevenson ha quindi sostenuto che, in caso di incontro, tale approccio dovrebbe diventare obbligatorio.
condizione centrale: continuità dei controlli vada
La posizione di Stevenson si concentra sul principio secondo cui, prima di accettare la sfida, deve essere garantita la stessa formula di controlli richiesti in precedenza: VADA year-round, quindi test per tutto l’anno. L’idea è quella di eliminare margini e rendere la procedura uniforme.
ryan garcia replica: “sono delusionali” e rivendica controlli già effettuati
Ryan Garcia ha reagito in modo netto alle dichiarazioni di Stevenson. Il pugile ha sostenuto di essere stato sottoposto a test anche prima delle richieste avanzate dai Haney, definendo Stevenson e la famiglia Haney “delusionali”. Nella replica, Garcia ha collegato la propria difesa alla percezione di un comportamento basato su accuse datate.
accuse su motivazioni e precedenti controversie
Garcia ha affermato che Stevenson e Devin Haney starebbero “aggrappandosi” a vecchie insinuazioni, mosse dalla paura di ciò che sarebbe accaduto dopo eventi legati a Mario Barrios. Il tono della risposta è diventato ancora più diretto quando Garcia ha sostenuto che gli avversari, invece di dichiarare apertamente, si limiterebbero a posizionarsi in modo diverso, mentre lui riterrebbe di aver fatto testing continuo.
Nel racconto di Ryan, la propria attività di controllo sarebbe stata costante: “I test all the time”, con l’obiettivo di mostrare che le accuse non avrebbero basi solide. Garcia ha poi contestato la credibilità delle critiche rivolgendosi a più persone con giudizi personali, definendo interlocutori “idiots” e indicando che le affermazioni sarebbero false.
ryan garcia: il wbc e la prestazione su mario barrios come prova del cambiamento percepito
Parte della discussione ruota attorno alla convinzione di Ryan Garcia di aver modificato il modo in cui gli avversari lo percepiscono. Il pugile ha ricordato che earlier this year è riuscito a conquistare il titolo WBC dei pesi welter mettendo a segno una vittoria su Mario Barrios. Secondo quanto dichiarato, Barrios è stato messo al tappeto nel primo round, seguito da un controllo della sfida lungo 12 round fino a una decisione unanime.
da barrios alle nuove accuse: “steroidi di nuovo”
Garcia sostiene che, dopo quella prestazione, sarebbero riemerse accuse legate all’uso di sostanze. Il pugile ha detto che, improvvisamente, gli verrebbero attribuiti comportamenti di quel tipo, pur ritenendo che la propria traiettoria sportiva sia chiara e continua da anni. Nella narrazione di Ryan, l’idea che una prestazione appena realizzata possa riaccendere sospetti sarebbe priva di fondamento.
potenza e percorso: rivendicazioni su tempi e capacità di colpire
Nel confronto verbale, Ryan Garcia ha spostato l’attenzione su un argomento differente rispetto alla questione antidoping: la propria capacità di fare male agli avversari da molto tempo. Il pugile ha sostenuto di allenarsi e boxare da una giovane età, citando un percorso che risale all’infanzia.
garcia: colpire avversari da prima dell’ingresso nel professionismo
Secondo Ryan, la potenza non sarebbe una novità legata a periodi recenti. Ha raccontato di aver iniziato a far sentire il proprio impatto già da 11 o 10 anni, fino a ricordare un episodio in cui afferma di aver messo fuori combattimento un uomo adulto quando aveva 12 anni. La posizione mira a sostenere che non esista nulla di “strano” nella capacità di colpire, collegandola a una crescita lunga e coerente.
risposta alle provocazioni: linguaggio diretto e contestazione delle accuse
Garcia ha mantenuto un registro duro, affermando che le critiche sarebbero guidate dall’esigenza di coprire menzogne. Nel suo discorso, il punto centrale resta che le persone coinvolte riconoscerebbero la propria superiorità nel confronto e, proprio per questo, le accuse verrebbero riproposte con lo stesso schema.
personalità coinvolte nel confronto
Nel botta e risposta sul tema VADA, sul confronto potenziale e sulle accuse collegate alle prestazioni, sono emersi i seguenti protagonisti:
- Shakur Stevenson
- Ryan Garcia
- Devin Haney
- Bill Haney
- Mario Barrios
