Russell: la scia a Verstappen valeva 4 decimi, ma la vittoria è nata dove i rivali volevano battere Mercedes
George Russell ha dovuto trasformare gli ultimi dieci giri in una serie di giri da qualifica per difendere la vittoria dalla pressione di Max Verstappen. La Mercedes aveva mostrato un ritmo superiore per gran parte del fine settimana, ma la Safety Car ha riaperto una gara che sembrava già indirizzata, riportando la Red Bull in condizioni favorevoli per attaccare.
George Russell e la pressione di Max Verstappen
Russell aveva già indicato Verstappen come il principale pericolo dopo le qualifiche. Il pilota Red Bull era costretto a partire dall’ottava posizione a causa di un problema al motore, che con ogni probabilità gli aveva impedito di conquistare la prima fila. La neutralizzazione ha modificato gli equilibri e gli ha consentito di rientrare nella lotta per il successo.
La Mercedes aveva iniziato a considerare concreta la minaccia Red Bull già nella prima fase della corsa. Quando le vetture di Milton Keynes si sono riportate alle spalle di Piastri, Russell ha aumentato improvvisamente il ritmo per costruire un margine di sicurezza. Dopo l’intervento della Safety Car, però, non ha più potuto amministrare il vantaggio: è stato costretto a spingere al massimo, evitando qualsiasi errore.
Mercedes e il ritmo decisivo nel finale
Il ritmo imposto dalle due vetture di testa è stato particolarmente elevato, anche considerando la possibilità di sottoporre la gomma soft a uno sforzo intenso nei pochi giri conclusivi. Il dato più significativo riguarda il distacco da Isack Hadjar, che in appena dieci tornate ha perso circa sette secondi.
Per Russell aumentare il passo era indispensabile, perché Verstappen poteva sfruttare la scia sul lungo rettilineo finale. In aria libera, la Mercedes avrebbe potuto allungare con maggiore facilità; la Red Bull ha invece adottato una condotta aggressiva, aumentando la pressione e cercando di ottenere un vantaggio di quasi quattro decimi a ogni giro sul rettilineo.
Questa soluzione obbligava Russell a ricostruire continuamente il margine nei primi due settori. Proprio in quelle sezioni la Mercedes ha costruito il successo, sfruttando una caratteristica mostrata più volte dalla W17: l’efficacia in trazione e la capacità di trasferire la potenza sull’asfalto. Tale qualità risulta particolarmente importante sui tracciati caratterizzati da numerose ripartenze.
Il vantaggio Mercedes nei settori più guidati
La Mercedes non introduce da tempo aggiornamenti di grande rilievo, motivo per cui i rivali speravano di poter recuperare terreno nel secondo settore e nella zona del castello. Charles Leclerc ha evidenziato un aspetto preciso: a preoccupare non erano soltanto gli otto decimi persi in qualifica, ma soprattutto i decimi lasciati nel tratto più guidato, lontano dai rettilinei.
Nel finale la Mercedes ha modificato le mappe per ottenere un extra deployment nella prima parte del giro, mentre Verstappen ha dovuto fare i conti con l’aria sporca. Il rendimento di Russell nel settore centrale ha confermato che il risultato non dipendeva esclusivamente dalla potenza del motore. La competitività derivava dalla globalità del pacchetto Mercedes, con un equilibrio efficace tra trazione, gestione dell’energia e comportamento nelle curve.
Le curve spigolose di Baku, che limitano la possibilità di anticipare eccessivamente il taglio in ingresso, hanno permesso a Russell di valorizzare il proprio stile anche su una pista caratterizzata da un grip ridotto. Resistere alla pressione di Verstappen per tutta la fase conclusiva ha richiesto precisione assoluta, soprattutto considerando quanto accaduto nell’ultimo giro.
Il distacco finale di 196 millesimi
L’incidente di Valtteri Bottas ha provocato l’esposizione delle bandiere gialle in una delle curve più impegnative del circuito. Si tratta dello stesso punto che precede il tratto utile per costruire una buona scia verso il lungo rettilineo. Per evitare rischi, Russell ha rallentato in modo più marcato rispetto a Verstappen.
La scelta ha prodotto due effetti. Da una parte, Verstappen, frenando più tardi e portando maggiore velocità nella zona interessata dalle doppie bandiere gialle, ha recuperato circa mezzo secondo, dimezzando il margine abituale in quel punto. Dall’altra, il rallentamento più deciso di Russell ha impedito al turbo di essere immediatamente pronto.
La gestione dell’energia è cambiata di conseguenza e il britannico è arrivato alla staccata di curva 16, l’ultima prima del rettilineo principale, con 18 km/h in meno rispetto al pilota Red Bull. Il fatto che fosse l’ultimo giro ha favorito Russell: la batteria poteva essere scaricata completamente fino al traguardo, senza la necessità di conservare energia per la tornata successiva.
Il margine conclusivo di appena 196 millesimi evidenzia quanto sia stata serrata la sfida. Se la stessa situazione si fosse verificata un giro prima, con un’ulteriore tornata da completare, l’esito della gara avrebbe potuto svilupparsi in modo molto più incerto.
Protagonisti della sfida Mercedes-Red Bull
- George Russell, pilota Mercedes e vincitore della gara.
- Max Verstappen, pilota Red Bull e principale inseguitore nel finale.
- Charles Leclerc, riferimento per l’analisi delle prestazioni nei settori guidati.
- Andrea Stella, autore della valutazione sul rendimento complessivo della Mercedes.
- Isack Hadjar, penalizzato dal ritmo delle vetture di testa negli ultimi dieci giri.
- Oscar Piastri, coinvolto nella fase in cui la Mercedes ha aumentato il passo.
- Valtteri Bottas, il cui incidente ha determinato l’esposizione delle bandiere gialle.
