Rocky marciano sanguina, poi travolge ezzard charles al termine di una battaglia epica
Rocky Marciano ed Ezzard Charles si affrontarono il 17 settembre 1954 per il titolo mondiale dei pesi massimi, in una rivincita segnata dal sangue, dalla pressione costante e da un finale violentissimo. Marciano arrivò sul ring da campione imbattuto, mentre Charles cercava di diventare il primo ex campione dei massimi capace di riconquistare la corona.
Rocky Marciano ed Ezzard Charles: la rivincita per il titolo
Il confronto allo Yankee Stadium arrivò tre mesi dopo una prima sfida disputata sulla distanza di 15 riprese. Charles aveva creato enormi difficoltà al campione, tagliandogli l’occhio sinistro e imponendo per lunghi tratti una boxe più precisa. Marciano aveva comunque ottenuto una decisione unanime, guadagnandosi la possibilità di affrontare nuovamente il rivale.
La rivincita fu rinviata due volte a causa della pioggia. Quando i pugili salirono finalmente sul ring, Marciano presentava un record di 46 vittorie e nessuna sconfitta. Charles pesava 192 libbre e mezza, circa sette libbre in più rispetto al primo incontro. L’aumento sembrava indicare l’intenzione di cercare maggiore potenza, ma finì per renderlo un bersaglio più lento contro la pressione del campione.
La pressione di Rocky Marciano e le difficoltà di Charles
Charles colpì con precisione nel primo round, ma nel secondo fu mandato al tappeto da un destro di Marciano. Dopo essersi rialzato, il contendente adottò un atteggiamento più prudente. Marciano lo costrinse a combattere a corta distanza, attaccando con continuità braccia, costole e testa mentre Charles cercava lo spazio necessario per boxare.
Il peso aggiuntivo non aumentò in modo evidente l’efficacia dei pugni di Charles. Marciano continuò ad avanzare, riducendo le distanze e sottoponendo il rivale a un logoramento incessante. La sua azione offensiva fu accompagnata anche da diversi colpi irregolari.
Rocky Marciano e i colpi irregolari durante il combattimento
Quando Charles si piegava in avanti per sottrarsi agli attacchi, Marciano portava ripetutamente destri sulla parte posteriore della testa. Non si trattò soltanto di colpi sferrati nel momento in cui il rivale si girava: l’azione si ripeté in numerose riprese, spesso davanti all’arbitro Al Berl.
La posizione difensiva bassa di Charles offriva l’apertura, ma la nuca restava un bersaglio vietato. Marciano utilizzò inoltre i lacci e il tallone del guantone, colpì sotto la cintura e continuò a tirare anche dopo il suono del gong, senza subire penalizzazioni. La direzione arbitrale gli consentì una libertà molto ampia negli scambi ravvicinati.
Il naso di Marciano si apre e cambia la sfida
La svolta arrivò nel sesto round, quando Marciano uscì da una fase di clinch con la narice sinistra profondamente lacerata. Una parte del naso rimase penzolante e il sangue gli colò sul volto. L’angolo di Charles gli ordinò immediatamente di attaccare la ferita, ritenendo che un’interruzione medica rappresentasse la possibilità più concreta di conquistare il titolo.
Marciano aveva anche un taglio vicino all’occhio sinistro, ma non smise di avanzare. Alla fine del settimo round, Charles appariva in difficoltà e arrivò al gong provato dagli attacchi del campione.
La scelta di Marciano: colpire alla testa
Per l’ottava ripresa, il suo angolo gli consigliò di concentrarsi sui colpi al corpo. Marciano respinse l’indicazione e decise di puntare immediatamente alla testa. Il sangue rendeva rischioso prolungare il combattimento, poiché una sospensione avrebbe potuto compromettere il suo regno da campione.
La scelta rifletteva anche una precisa valutazione tattica: non c’era più tempo sufficiente per logorare Charles al corpo come nelle fasi abituali della sua azione. Marciano concentrò quindi la propria potenza sulle zone alte, cercando il colpo decisivo con la rapidità necessaria a proteggere il titolo.
Il ko di Rocky Marciano contro Ezzard Charles
Un lungo destro mandò Charles al tappeto per un conteggio di quattro. Dopo essersi rialzato, il contendente fu colpito da un gancio sinistro e da un altro destro, che lo fecero cadere nuovamente. Charles riuscì a superare a fatica il conteggio, ma Al Berl interruppe il combattimento a 2 minuti e 36 secondi.
Charles aveva affrontato Marciano per 23 riprese complessive nei due incontri. Lo aveva superato nella boxe, ferito e costretto a combattere con il naso lacerato, senza riuscire a fermarne l’avanzata. Il campione reagì alle lesioni aumentando la ferocia dell’assalto.
La prestazione resta legata sia alla straordinaria resistenza di Marciano sia alla presenza di numerosi colpi irregolari non sanzionati. Charles incassò ripetuti colpi alla nuca mentre cercava di abbassarsi in difesa, e la tolleranza arbitrale trasformò ogni piegamento in un’ulteriore occasione offensiva per il campione.
Il significato storico della vittoria
La rivista The Ring nominò il confronto Fight of the Year 1954. Con quella vittoria Marciano portò il proprio record a 47-0 e in seguito definì Charles l’avversario più duro mai affrontato. La sua capacità di resistere al sangue e di chiudere gli incontri rimase eccezionale, mentre la gestione permissiva dell’arbitraggio rappresentò un elemento inseparabile dalla ricostruzione della sfida.
Personaggi principali dell’incontro:
- Rocky Marciano, campione mondiale dei pesi massimi.
- Ezzard Charles, sfidante ed ex campione dei pesi massimi.
- Al Berl, arbitro del combattimento.
