Roberta Bruni attacca la Federazione: "Ti curo se sei ricco, mancato il supporto. Fuori Nazionale. Quei 15.000 euro...
Roberta Bruni ha denunciato pubblicamente la mancanza di sostegno ricevuto dopo un grave infortunio riportato ai Campionati Italiani di Firenze. La specialista del salto con l’asta, 32 anni e già protagonista ai massimi livelli internazionali, ha raccontato le difficoltà affrontate tra intervento chirurgico, esclusione dagli Europei di Birmingham e mancata conferma nella squadra nazionale per il finale del ciclo olimpico verso Los Angeles 2028.
Roberta Bruni e l’infortunio ai campionati italiani
Durante la competizione di Firenze, l’atleta romana ha subito un parziale distacco del tendine del bicipite femorale. La lesione ha richiesto un’operazione e le ha impedito di partecipare agli Europei di Birmingham. Il problema fisico è arrivato dopo una stagione particolarmente complessa, segnata dal recupero accelerato seguito alla frattura dell’osso sacro che le aveva permesso di gareggiare ai Mondiali di Tokyo nel 2025, dove aveva raggiunto la finale a pochi mesi dall’infortunio.
Bruni ha descritto l’ultimo periodo come un’annata estremamente difficile, spiegando che il corpo avrebbe risentito degli sforzi sostenuti per tornare rapidamente in pedana. L’atleta ha utilizzato l’immagine di una pianta capace di piegarsi senza spezzarsi per rappresentare la propria resistenza davanti alle difficoltà.
Il mancato supporto medico della federazione
La questione centrale della denuncia riguarda l’assistenza sanitaria riservata agli atleti della squadra nazionale. Pur facendo parte del gruppo azzurro, Bruni ha affermato di non rientrare nella fascia ristretta degli sportivi ai quali viene garantito un sostegno medico per gli interventi chirurgici.
Secondo quanto raccontato dalla saltatrice, l’operazione è costata 15.000 euro e la spesa è stata sostenuta dal padre. Senza questo aiuto familiare, l’intervento e il successivo percorso di recupero avrebbero rappresentato un ostacolo ancora più pesante. La vicenda ha portato Bruni a contestare un sistema nel quale il supporto sarebbe collegato soprattutto al livello di notorietà o ai risultati già ottenuti.
Roberta Bruni esclusa dalla squadra nazionale
L’atleta ha inoltre riferito di aver appreso la propria esclusione dalla squadra nazionale per il biennio olimpico conclusivo verso Los Angeles 2028. La motivazione sarebbe legata al mancato rispetto dei criteri di accesso, condizioni che Bruni considera impossibili da soddisfare dopo essersi infortunata durante i Campionati Italiani.
La saltatrice ha ricordato il proprio percorso sportivo: 12 titoli italiani, cinque finali di Diamond League, partecipazioni a finali mondiali, olimpiche ed europee e diversi record nazionali. Ha sottolineato di non essere una medagliata mondiale o olimpica e di non rappresentare forse un’atleta di grande interesse mediatico, ma ha rivendicato la continuità del proprio impegno e i risultati raggiunti nel corso della carriera.
Il sistema AEC secondo Roberta Bruni
Nel suo sfogo, Bruni ha messo in discussione il funzionamento del sistema AEC, sostenendo che non si tratti di un investimento continuativo sul percorso degli atleti. La sua interpretazione è quella di un meccanismo basato sui risultati già conseguiti: chi ottiene i risultati richiesti accede al sostegno, mentre chi si infortuna e non riesce a confermarli viene escluso.
La decisione le appare contraddittoria perché, a suo giudizio, il sistema avrebbe sostenuto il suo percorso nei primi due anni del ciclo olimpico per poi interrompere l’investimento proprio nella fase successiva all’intervento.
Il valore della squadra nazionale e il sostegno dei carabinieri
Essendo stata capitana della Nazionale in più occasioni, Bruni ha esteso la riflessione ad atleti, allenatori e famiglie. Un infortunio serio può colpire qualsiasi sportivo e, in assenza di risorse economiche, il costo di un’operazione può compromettere un’intera carriera. La vicenda riguarda quindi anche i genitori che sostengono per anni i propri figli e rischiano di vedere interrompersi il loro percorso per una spesa non sostenibile.
La saltatrice ha contestato anche l’idea di squadra presentata pubblicamente come una grande famiglia, sostenendo che nei momenti più delicati l’atleta possa ritrovarsi senza un sostegno concreto. Ha invece espresso gratitudine al Gruppo Sportivo Carabinieri, indicato come una realtà sempre disponibile ad aiutarla e capace di starle vicino durante la fase più complessa.
La protagonista della vicenda
La denuncia ha avuto come figura centrale una sportiva con un lungo percorso nella nazionale italiana e numerosi risultati di rilievo nel salto con l’asta.
- Roberta Bruni, saltatrice con l’asta italiana, finalista ai Mondiali di Tokyo 2025 e più volte capitana della Nazionale.
