Rivitalizzazione a riyadh: come la capitale saudita sta cambiando volto
Saul “Canelo” Alvarez ha risposto alle critiche con una prestazione ordinata, intensa e tecnicamente completa contro Christian Mbilli. La vittoria ai punti dopo dodici riprese ha mostrato un pugile nuovamente concentrato su velocità, difesa, varietà dei colpi e controllo della distanza, elementi che avevano caratterizzato alcune delle fasi migliori della sua carriera.
Canelo Alvarez supera Christian Mbilli ai punti
Nel combattimento disputato sabato pomeriggio, Canelo Alvarez ha battuto Christian Mbilli con verdetto unanime al termine di **dodici riprese**. Il messicano, accreditato di un record di 64 vittorie, 3 sconfitte e 2 pareggi con 39 successi per KO, ha imposto la propria esperienza contro un avversario dotato di maggiore freschezza atletica e di un record di 29 vittorie, una sconfitta e un pareggio, con 24 KO.
Dopo la netta sconfitta subita da Terence “Bud” Crawford nella stagione precedente, Alvarez era stato considerato da molti osservatori un pugile ormai lontano dal suo rendimento migliore. Contro Mbilli ha fornito una risposta diversa, apparendo **rapido, efficiente e pienamente reattivo** sia in fase offensiva sia in quella difensiva.
Canelo Alvarez ritrova difesa, jab e movimento
La principale novità tattica è stata l’adozione di una **guardia bassa con la mano avanzata**, utilizzando la guardia alta come soluzione secondaria. Alvarez ha inoltre recuperato il movimento della testa, una caratteristica che in passato era stata considerata tra le più efficaci della boxe mondiale.
Il jab è risultato particolarmente continuo e preciso, al punto da rappresentare il suo strumento più costante degli ultimi anni. Il messicano ha aggiunto numerose finte e ha alternato la velocità dei pugni, evitando di caricare ogni colpo con la massima potenza. Questa gestione gli ha consentito di **risparmiare energie** e, allo stesso tempo, di ridurre l’aggressività di Mbilli.
In una sfida che molti si aspettavano combattuta a distanza ravvicinata, Alvarez ha preferito la boxe pura e una difesa di alto livello. L’obiettivo era rallentare il ritmo e impedire all’avversario di sviluppare attacchi prolungati nel combattimento interno.
Canelo Alvarez controlla le prime riprese
Nei primi round Alvarez ha utilizzato una tattica basata sull’attesa, appoggiandosi alle corde e neutralizzando i colpi di Mbilli con schivate, abbassamenti del busto e blocchi. Quando l’azione tornava al centro del ring, il messicano replicava con **jab rapidi e ben calibrati** dalla media distanza.
Dopo quattro riprese, la pressione di Mbilli aveva perso parte dell’intensità iniziale. Alvarez ha così iniziato a trovare contrattacchi più puliti e incisivi durante gli scambi. Superata la metà del match, ha aumentato i movimenti laterali, ricorrendo meno frequentemente alle corde.
Canelo Alvarez usa finte e contrattacchi
In alcune circostanze Alvarez sfiorava le corde con la schiena per indurre Mbilli ad avanzare. Quando il francese entrava convinto di poterlo costringere a una fase difensiva, il messicano rispondeva con **combinazioni rapide e improvvise**, sfruttando il momento d’ingresso dell’avversario.
Dalla settima ripresa in poi, il match si è trasformato in una dimostrazione di boxe metodica. Alvarez ha confermato di poter ancora esprimere un livello tecnico elevato quando non si affida esclusivamente alla potenza dei propri colpi. Gli undicesimo e dodicesimo round sono stati più equilibrati, perché Mbilli ha tentato di chiudere con maggiore intensità, ma i colpi più puliti e pesanti sono rimasti quelli del messicano, che ha anche fatto vacillare l’avversario verso la fine della dodicesima ripresa.
Christian Mbilli non trova una risposta efficace
Mbilli non è mai riuscito a costruire un attacco continuo. Ogni iniziativa trovava una risposta precisa da parte di Alvarez, capace di alternare movimento, blocchi, jab e contrattacchi.
Nel confronto con Crawford, Alvarez aveva cercato soprattutto di imporsi fisicamente su un avversario percepito come naturalmente più piccolo. Crawford era riuscito a neutralizzare quella strategia grazie a una **difesa sofisticata** e a un controllo costante della media distanza.
La prestazione contro Mbilli ha mostrato un approccio differente. Alvarez ha rispolverato strumenti che erano mancati contro Crawford: l’impostazione del jab, il movimento della testa e il controllo dei piedi. Anche la sconfitta subita contro Mayweather aveva già evidenziato che la sola forza non è sufficiente per superare i migliori pugili, soprattutto quando possiedono difesa efficace e selezione intelligente dei colpi.
La sconfitta contro Crawford e il nuovo approccio
Durante la fase di dominio nella categoria dei 168 libbre, Alvarez sembrava essersi orientato verso una mentalità basata sulla ricerca costante del colpo risolutivo. Il piano appariva centrato sul logoramento e sulla distruzione dell’avversario, con minore attenzione alla gestione tattica.
La sconfitta contro Crawford potrebbe aver prodotto una revisione di quelle convinzioni. Il successo contro Mbilli ha rappresentato il ritorno a una boxe più completa, costruita su **precisione, pazienza, finte e difesa**. Questo cambiamento potrebbe accompagnare Alvarez verso una nuova corsa al titolo indiscusso dei supermedi prima del ritiro.
Le critiche alla telecronaca del combattimento
L’elemento più problematico della serata è stato individuato al di fuori del ring, nella prestazione della squadra di commento. Secondo la ricostruzione, alcune valutazioni avrebbero dato più risalto all’aggressività inefficace di Mbilli rispetto alla capacità di Alvarez di evitare i colpi e controllare gli scambi.
Todd Grisham ha anche sostenuto che Alvarez avrebbe ricevuto un verdetto favorevole contro Daniel Jacobs, nonostante quel successo fosse stato descritto come chiaro e deciso. Durante la telecronaca è stato inoltre citato un presunto incontro tra Alvarez e Derevyanchenko che non risulta mai disputato.
Nei round iniziali, quando Mbilli falliva combinazioni composte da sei o sette pugni, i commenti tendevano a elogiare l’iniziativa dell’attaccante invece della capacità di Alvarez di farlo mancare. Questa impostazione ha contribuito a influenzare la percezione del match, soprattutto tra gli spettatori meno esperti delle dinamiche tecniche della boxe.
La penalizzazione inflitta a Christian Mbilli
Nel corso dell’ottava ripresa, dopo diversi falli, Mbilli ha colpito con il palmo la parte posteriore della testa di Alvarez. L’arbitro ha separato i due pugili e ha accompagnato Mbilli al centro del ring, tenendogli il guantone mentre si preparava a sottrarre un punto.
Alvarez ha toccato la spalla del direttore di gara per protestare contro i falli, come spesso accade durante un combattimento. Quando l’arbitro ha proceduto con la penalizzazione, Grisham ha accusato Alvarez di aver spinto il giudice a prendere quella decisione. La dinamica mostrava invece che l’arbitro aveva già deciso di togliere il punto e che il pugile non aveva alcun potere per imporre una sanzione.
Alvarez avrebbe dichiarato che, in caso di un ulteriore fallo, avrebbe reagito calciando l’avversario. Si è trattato di una frase pronunciata per rabbia, non di un tentativo di influenzare l’arbitro attraverso il proprio nome o la propria posizione.
Il doppio standard sullo stile difensivo
Nel dopogara si è parlato poco del fatto che Alvarez abbia adottato contro Mbilli una strategia simile a quella usata da Crawford contro di lui. Il messicano ha evitato di restare fermo negli scambi e ha privilegiato il movimento, senza essere accusato di “scappare”.
Questa differenza evidenzia una valutazione spesso incoerente degli stili pugilistici. I combattenti che non accettano lo scontro ravvicinato continuo vengono talvolta accusati di sottrarsi al combattimento, mentre caratteristiche come **intelligenza difensiva, controllo della distanza e capacità di evitare i colpi** vengono riconosciute quando appartengono a pugili particolarmente apprezzati, come Crawford, Foster o Mayweather.
Il futuro di Canelo Alvarez nella boxe
Alvarez rimane una figura capace di dividere il pubblico, ma è difficile negare il suo ruolo di principale stella della boxe dopo il ritiro di Mayweather. La presentazione della sfida con Mbilli attraverso il messaggio “Return of the King” lascia pensare alla possibilità di una nuova corsa verso il titolo indiscusso dei 168 libbre.
L’obiettivo ideale sarebbe conquistare nuovamente tutte le cinture e aggiungere un’altra vittoria di grande prestigio. Si tratta di un percorso complesso per un pugile di 36 anni, soprattutto considerando il livello degli avversari necessari per completarlo.
Qualunque sarà la direzione scelta, Alvarez ha ricoperto un ruolo centrale in diversi momenti della boxe contemporanea. La sua carriera mostra che **grandezza e perfezione non coincidono**, mentre determinazione e dedizione possono restare intatte anche dopo aver raggiunto i traguardi più importanti.
Protagonisti del confronto e della telecronaca
Le figure principali legate alla sfida e alla discussione successiva sono:
- Saul “Canelo” Alvarez
- Christian Mbilli
- Terence “Bud” Crawford
- Todd Grisham
- Sergio Mora
- Daniel Jacobs
- Derevyanchenko
- Mayweather
