Riccardo moraschini ormai cantù è la mia seconda casa

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Riccardo moraschini ormai cantù è la mia seconda casa

Riccardo Moraschini torna a parlare del proprio futuro con l’Acqua S.Bernardo Cantù, commentando con soddisfazione il rinnovo di contratto appena definito. Le parole delineano un rapporto ormai consolidato con la squadra e con l’ambiente cittadino, oltre a una prospettiva chiara per la stagione che sta per iniziare, centrata su crescita, disciplina e ambizione.

rinnovo contratto Moraschini con acque s.bernardo cantù

Intervistato da Luca Pinotti su La Provincia, Moraschini ha espresso grande entusiasmo per il prolungamento del rapporto con la società. La decisione nasce da un confronto diretto con il gm, durante il quale ha manifestato la piena disponibilità ad allungare l’accordo. Per il giocatore, Cantù è diventata un punto di riferimento: “ormai Cantù è la mia seconda casa”, ha sottolineato, ricordando il benessere quotidiano e la capacità di centrare gli obiettivi ogni anno.

Un elemento significativo riguarda anche il rapporto con il pubblico: l’affetto percepito dai tifosi viene descritto come un valore impagabile, capace di rendere speciale la continuità. Moraschini attribuisce inoltre un peso preciso alla scelta societaria di allungare il contratto residuo, definendola un segnale chiaro: la volontà di proseguire insieme sarebbe il risultato di fiducia, rispetto e sostanza. Sul timing della trattativa, il giudizio è altrettanto positivo, con una conclusione caratterizzata da tempistiche rapide.

prospettive nuova stagione: migliorare e restare con i piedi per terra

Guardando alla nuova annata, Moraschini indica un obiettivo diretto: migliorare rispetto all’anno scorso. La valutazione parte da un dato di contesto, legato alla competitività della serie A, che ha reso evidente quanto sia difficile ogni fase del percorso. Da qui l’invito a partire con un atteggiamento concreto: l’esperienza maturata deve diventare insegnamento e spingere a mantenere una mentalità più solida e meno sognante del necessario.

Il concetto centrale riguarda la percezione del livello di gioco: la A non viene considerata automaticamente paragonabile alla A2. Moraschini richiama la necessità di un approccio adeguato al campionato, con la stagione vista come test utile per calibrare lavoro e aspettative. In questa cornice, il ruolo personale viene definito in modo operativo: il compito sarà far capire alla squadra che per ottenere soddisfazioni serve principalmente lavorare duramente in palestra.

futuro e carriera: fino a fine carriera?

Alla domanda se l’accordo possa rappresentare un’intesa valida fino a fine carriera, Moraschini collega la risposta a due elementi: l’età e la capacità di incidere. A 35 anni l’obiettivo non viene negato, ma viene riconosciuto che il fattore anagrafico esiste e non può essere ignorato. Il punto di equilibrio, secondo le sue parole, è la prestazione: “ho dimostrato di poter fare la differenza”, afferma, indicando che ciò che conta è l’impatto reale sul campo, oltre la carta d’identità.

La continuità sarebbe legata alla condizione personale: se sentirà di avere margini e possibilità, Moraschini si dichiara convinto di poter continuare a dare una mano. Il messaggio finale mette al centro voglia e determinazione, con l’intenzione di togliersi altre soddisfazioni.

figure citate nell’intervista

  • Riccardo Moraschini
  • Luca Pinotti
Categorie: Basket

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