Razgatlioglu furioso: "Ho finito la gara solo per rispetto verso Yamaha
La difficoltà nel trovare aderenza con le gomme Michelin ha trasformato il Gran Premio d’Austria di MotoGP in una delle gare più complicate della stagione per Toprak Razgatlioglu. Il pilota turco ha raccontato di aver preso in considerazione il ritiro, prima di decidere di proseguire per rispetto nei confronti della Yamaha.
Toprak Razgatlioglu e la crisi di grip in Austria
Il passaggio dalla Superbike alla MotoGP si è rivelato particolarmente impegnativo per il tre volte campione del mondo Superbike. Oltre al debutto con le moto prototipo, Razgatlioglu ha dovuto affrontare il cambiamento rappresentato dalle gomme Michelin e le difficoltà di una Yamaha poco competitiva.
A Spielberg la situazione è peggiorata a causa della carcassa posteriore più rigida portata da Michelin per contenere l’aumento delle temperature. La nuova M1 con motore V4 ha mostrato limiti di prestazione già presenti su altri circuiti, accusando in Austria un distacco ancora più marcato dalla concorrenza.
In qualifica Razgatlioglu era rimasto a circa due secondi dai piloti più veloci. Partito dalla 22ª e ultima posizione, ha terminato la gara al 20° posto, con un ritardo superiore ai 46 secondi dal vincitore Pedro Acosta.
La gara di Razgatlioglu tra pattinamento e frustrazione
Il pilota ha spiegato di aver avvertito una totale assenza di trazione già nei primi cinque giri. La moto pattinava continuamente e non riusciva a trasferire efficacemente la potenza sull’asfalto, rendendo difficili soprattutto le accelerazioni e il comportamento sul rettilineo.
La mancanza di grip lo ha portato a valutare il rientro ai box. Negli ultimi sei giri Razgatlioglu ha continuato a chiedersi come riuscire a completare la gara, descrivendo il passo della Yamaha come un disastro e ammettendo di non essersi divertito durante la corsa.
La decisione di restare in pista è maturata per rispetto verso Yamaha. Il pilota ha definito l’appuntamento austriaco la seconda gara peggiore della sua carriera, affiancandola a quella disputata in Thailandia, dove aveva sperimentato una sensazione analoga per l’assenza di aderenza.
Yamaha guarda al futuro con il motore V4
La casa giapponese sta attraversando una delle fasi più difficili della propria esperienza in MotoGP. Il passaggio al nuovo motore V4 previsto per il 2026 ha lasciato Yamaha ancora più distante dai rivali, mentre Fabio Quartararo ha criticato più volte la mancanza di miglioramenti concreti durante la stagione.
Razgatlioglu ha riconosciuto la delusione dell’intera squadra, sottolineando che tutti stanno lavorando per ottenere risultati migliori. Il pilota ha espresso fiducia nell’impegno del team e nella possibilità di preparare una moto più efficace in vista dei nuovi regolamenti del 2027.
Secondo Razgatlioglu, Yamaha dispone di diversi mesi per lavorare sul progetto della stagione successiva. L’obiettivo sarà individuare soluzioni tecniche capaci di migliorare il comportamento della moto e consentire una partenza competitiva, ritenuta fondamentale anche per recuperare motivazione.
Le personalità coinvolte nel Gran Premio d’Austria
La gara ha coinvolto direttamente alcuni dei principali protagonisti della stagione MotoGP e del progetto Yamaha:
- Toprak Razgatlioglu, pilota Yamaha e tre volte campione del mondo Superbike.
- Pedro Acosta, vincitore del Gran Premio d’Austria.
- Fabio Quartararo, pilota Yamaha uscente e critico verso i progressi della moto.
