Procura FIGC chiede 13 mesi di stop per Zappi, arbitro dell'AIA

Giampiero Colossi • Pubblicato il 12/01/2026 • 2 min

Un fascicolo disciplinare di rilievo mette in evidenza le dinamiche interne della governance arbitrale italiana. L’udienza odierna al Tribunale Federale Nazionale ha posto al centro della narrazione la figura di Antonio Zappi, presidente dell’AIA, chiamato a rispondere alle contestazioni mosse dalla Procura FIGC. L’esito potrebbe influire sugli equilibri all’interno degli organi tecnici di Serie C e Serie D e sullo stato della gestione arbitrale in Italia.

zappi inibizione 13 mesi: tribunale federale nazionale

L’udienza ha posto al centro la posizione del presidente dell’AIA, Antonio Zappi, chiamato a rispondere alle contestazioni della Procura FIGC per presunte pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D.

La Procura FIGC ha presentato la prima richiesta ufficiale: 13 mesi di inibizione per Antonio Zappi, evidenziando la gravità delle accuse legate alle stesse pressioni sui responsabili tecnici delle categorie coinvolte.

La prospettiva di una sanzione superiore ai due mesi comporterebbe la decadenza automatica dalla carica, come stabilito dallo Statuto FIGC e dal Regolamento AIA. Tale eventualità rende il procedimento particolarmente delicato per il vertice dell’associazione arbitrale.

La decisione finale del Tribunale Federale Nazionale è attesa e potrebbe segnare un passaggio cruciale per il futuro della governance arbitrale italiana.

Focus sull’epicentro della vicenda: la figura di Zappi emerge come elemento chiave nelle dinamiche interne all’AIA e nei rapporti con gli organi tecnici delle competizioni interessate.

  • Antonio Zappi – presidente dell'AIA
Antonio Zappi

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