Preziosi stronca malagò e svela retroscena su lewandowski al genoa: abete invece di abete?

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Preziosi stronca malagò e svela retroscena su lewandowski al genoa: abete invece di abete?

Enrico Preziosi torna al centro della scena del calcio italiano con un racconto diretto, in cui carriera dirigenziale, scelte di mercato e riflessioni sul sistema emergono insieme. A distanza di anni dalla sua esperienza alla guida del Genoa, l’ex presidente ripercorre tappe fondamentali tra Saronno, Como e Carrarese fino all’avventura rossoblù, offrendo una lettura ampia del movimento sportivo e dei suoi equilibri.

enrico preziosi e la carriera dirigenziale tra saronno, como, carrarese e genoa

L’intervista ripercorre l’attività amministrativa di Enrico Preziosi attraverso diverse realtà: Saronno, Como, Carrarese e, soprattutto, il periodo trascorso al Genoa. L’esperienza alla società rossoblù viene indicata come un percorso lungo, durato 18 anni, fino alla cessione avvenuta nel 2021.

elezioni FIGC e preferenze presidenziali: “abbiamo cambiato per non cambiare”

Un passaggio rilevante riguarda le elezioni per la presidenza della FIGC, vinte da Giovanni Malagò. Preziosi chiarisce che, tra i candidati, la sua preferenza sarebbe andata a Giancarlo Abete, accompagnando la posizione con una frase netta: “Abbiamo cambiato per non cambiare”. Il ragionamento si concentra sulla disponibilità a fare un passo indietro da parte di una figura descritta come legata allo sport da 65 anni, e la scelta dichiarata viene riassunta così: “Se avessi dovuto scegliere avrei scelto Abete non Malagò”.

stato del calcio italiano e ruolo degli stranieri: investitori e giovani

Preziosi allarga lo sguardo sul movimento italiano e sul rapporto tra investitori, club e valorizzazione dei giovani. Secondo quanto riportato, emerge un’idea di cambio profondo negli ultimi dieci anni, percepito come elemento di rischio per le società italiane. Il punto centrale riguarda la finalità dell’investimento: gli obiettivi degli investitori vengono descritti come orientati al profitto.

Nel quadro tracciato, la conseguenza sarebbe un impoverimento del sistema rispetto alle ambizioni sportive di lungo periodo. Viene segnalato che prima o poi qualcuno si possa annoiare e andare via, con un confronto implicito tra l’impostazione europea e quella statunitense. In aggiunta, viene indicato che la Nazionale non raggiunge i Mondiali per la terza volta, elemento usato come spunto di riflessione sull’intero modello.

investimenti, plusvalenze e formazione: il sistema come causa

Tra le cause elencate compaiono il fatto che le società gestiscono i club e che, in presenza di investimenti inferiori, emergono conseguenze strutturali. Viene affermato che si investe molto poco, mentre i club investono molto sugli stranieri. Di conseguenza, il discorso si sposta sui giocatori: i migliori che trovano spazio in Italia vengono indicati come stranieri e, secondo la lettura di Preziosi, i giovani italiani non ricevono un percorso di crescita adeguato.

spese e bilanci: “ho buttato circa 200 milioni”

Il racconto economico è uno dei punti più concreti dell’intervista. Preziosi quantifica l’impegno finanziario complessivo, affermando: “Ho buttato circa 200 milioni”. La cifra viene poi suddivisa: 40 milioni nel Como e 160 milioni nel Genoa.

Sul piano dei conti, viene indicato che il Genoa avrebbe introiti di circa 40 milioni a fronte di costi che superano i 70 milioni. In assenza di plusvalenze, spesso non realizzate, la gestione sarebbe orientata a un disavanzo di partenza: “Te parti già con un bilancio in difetto”. Il quadro economico viene descritto come una dinamica ricorrente, associata a minusvalenze su base annuale.

thiago motta e milito: operazioni e impatto sullo spogliatoio

Alla domanda sul colpo più importante, Preziosi risponde negando l’idea di un unico nome centrato su Milito e indicando invece Thiago Motta. Sul tecnico, viene ricordato che Gasperini non voleva l’operazione, bocciandola. L’incontro viene collocato a Desenzano del Garda, dove, secondo quanto riportato, Motta chiede tre anni di contratto e promette che i soldi sarebbero arrivati.

Il racconto prosegue con il fatto che, nelle prime gare, Motta non avrebbe giocato, mentre dopo l’infortunio di Milanetto avrebbe iniziato a scendere in campo segnando subito. Per quanto riguarda Milito, Preziosi afferma di averlo “pescato” in Argentina, dal Racing Avellaneda, portandolo in Serie B. Nel caso di Milito vengono sottolineati anche aspetti tecnici: “Faceva queste sterzate che mi piacevano tantissimo”.

Tra le tappe descritte, dopo il periodo al Genoa viene citata la cessione/passaggio al Saragozza in Spagna, richiamando anche il caso del contratto all’ultimo secondo. Il profilo dei due calciatori viene collegato non soltanto ai risultati, ma anche all’impatto sul gruppo: viene detto che Milito valorizzava merito e lavoro della squadra nello spogliatoio, così come Thiago Motta agiva come perno in campo e nello spogliatoio. L’efficacia di quella combinazione viene riassunta con l’idea di una collaborazione che ha reso più semplice raggiungere risultati.

retroscena di mercato: leawndowski e messi e le trattative sfumate

Preziosi racconta due situazioni di mercato legate a Robert Lewandowski e Lionel Messi, operazioni che avrebbero potuto cambiare i percorsi dei club citati.

lewandoWski e la trattativa annullata per motivi economici

Per Lewandowski, viene indicato che l’attaccante avrebbe già firmato per il Genoa ed era venuto a vedere la partita. Il retroscena riportato riguarda una variazione dell’ultimo minuto: l’agente, all’ultimo, avrebbe cambiato le condizioni per una procura da 500mila euro. Di fronte alla richiesta, Preziosi afferma di aver annullato l’operazione per questione di orgoglio. L’eventuale rientro della trattativa viene descritto come uno scenario sperato, ma l’accordo sarebbe stato definitivamente saltato.

messi al como: valutazioni sul fisico e stop dell’operazione

Nel caso di Messi, Preziosi riferisce di aver visto un filmato in cui veniva mostrato un ragazzino che giocava su un campo definito come “di patate”. In seguito, il giocatore sarebbe venuto con il padre. Al ritorno da Hong Kong, l’operazione sarebbe stata lasciata a Claudio Gentile e a Ninni Imborgia, che avrebbero giudicato la sua altezza come troppo bassa e avrebbero quindi annullato tutto. Nel racconto entra anche l’ipotesi che le visite mediche non sarebbero passate.

Preziosi aggiunge un ulteriore dettaglio: l’anno successivo Messi sarebbe andato al Barcellona, dove viene descritto un lavoro importante sul giocatore. Alla conclusione del retroscena, l’ex presidente afferma che lo avrebbe preso, con un costo stimato di 50mila dollari.

sampdoria nel caos e derby: parole dure su cellino

Il racconto include un riferimento al derby e alla situazione della Sampdoria. Secondo le parole attribuite a Preziosi, quanto avvenuto l’anno precedente viene definito “vergognoso”. Nel merito, viene indicato che Massimo Cellino sarebbe stato malvisto dal sistema e sarebbe quindi stato costretto a “scappare”.

Viene specificato che Preziosi avrebbe lavorato con Cellino, precisando però che non si tratta di un rapporto di amicizia. Un ulteriore passaggio riguarda la retrocessione o la permanenza in categoria: la Sampdoria in B viene definita “una vergogna”, con l’aspettativa che la squadra avrebbe dovuto stare in Serie C. L’interpretazione si chiude con l’osservazione che ci sarebbe qualcosa che non è noto.

top 11 di preziosi: formazione rossoblù con panchina a gasperini

In chiusura, Preziosi elabora una top 11 dei giocatori avuti durante la sua esperienza da presidente. La formazione prevede Gian Piero Gasperini come allenatore e una lista di nomi che compongono i ruoli riportati.

panchina e undici titolari

La top 11 include: Perin; Mesto, Papastathopoulos, Romero, Criscito; Miguel Veloso, Thiago Motta, Rossi; Palacio, Milito, Perotti.

personaggi citati nella trattazione

  • Enrico Preziosi
  • Michele Criscitiello
  • Giovanni Malagò
  • Giancarlo Abete
  • Gasperini
  • Milito
  • Thiago Motta
  • Milanetto
  • Claudio Gentile
  • Ninni Imborgia
  • Robert Lewandowski
  • Lionel Messi
  • Cellino
L'ex presidente del Genoa, Enrico Preziosi

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