Preston Campbell eredita il mito del padre Johnny, leggenda delle Baja americane
La narrazione di Preston Campbell intreccia passione, deserto e una sfida che arriva al cuore della competizione motoristica: la Dakar. Figlio della leggenda Johnny Campbell, undici volte vincitore della Baja 1000, Preston ha respirato fin da ragazzo l’ambiente delle corse, crescendo tra gare, viaggi e un ricco bagaglio di esperienze familiari. Oggi si avvicina all’emisfero africano della Dakar con il supporto del Monster Energy Honda HRC Rally Team, pronto a misurarsi con i migliori e con il necessario equilibrio tra velocità e navigazione.
preston campbell: origine, formazione e ambizioni
origine familiare e tracce di carriera
Sin dall’infanzia Preston ha assorbito la mentalità delle gare osservando il padre. Le prime apparizioni nelle competizioni nazionali hanno incluso eventi come la Mint 400 e il Sonora Rally, segnando l’ingresso in una routine orientata alle corse e al deserto. Il 2026 segna l’esordio nella Dakar nell’ambito del progetto Rally2 dedicato ai giovani, con i colori del Monster Energy Honda HRC Rally Team.
primi passi e consapevolezza
La risposta alle domande sulle origini motoristiche è semplice e determinata: tre anni quando è arrivato al primo contatto con una moto, ma solo intorno ai sedici anni ha allargato lo sguardo al vero impegno sportivo. In quegli anni la quotidianità era dominata da corse, viaggi e l’opportunità di crescere in un contesto familiare fortemente improntato all’adrenalina delle competizioni.
pressione, identità e ascolto
La pressione esterna è un aspetto presente, ma Preston riferisce che la saggezza del padre ha sempre posto l’accento sulla gioia e sull’impegno costante: divertiti, dai il meglio e non mollare mai. Il peso del cognome resta una componente, ma l’intento è mantenere una traiettoria personale, senza che il nome diventi una barriera.
memorie della Dakar e legame con il deserto
La Dakar è emersa come obiettivo grazie ai racconti del padre: una gara che conferisce una comprensione profonda del deserto e della dimensione internazionale della competizione. Preston ha interiorizzato la Dakar come sfida, storia e grande impresa, percependo i giorni di percorrenza tra Parigi e l’Africa come l’apice di una disciplina che vive anche di spirito di squadra e comunità.
deserto e senso di libertà
Abituale riferimento al Mojave Desert ha modellato un rapporto con la sabbia che si presenta come un luogo di libertà. L’oceano di dune e piste aperte è stato una costante di allenamento e di scoperta, simile anche ai paesaggi incontrati in Marocco o in Arabia Saudita, dove la familiarità con il territorio si traduce in fiducia nelle proprie capacità.
navigazione e velocità: due fronti della stessa sfida
Negli ultimi tempi l’attenzione si è spostata sulla navigazione: leggere un roadbook richiede una gestione diversa della corsa, meno spontaneità e più precisione. La velocità resta una componente familiare, ma la navigazione impone un’evoluzione: in Marocco è emersa una maggiore lucidità, avvicinando Preston a colleghi esperti come Brabec, Van Beveren e Cornejo come riferimenti tecnici.
perché la Dakar e quali obiettivi
La Dakar è vista come una piattaforma in cui confrontarsi con i migliori, ma anche come un palcoscenico di scoperta continua. L’attrazione nasce dall’ignoto e dalla modalità di sopravvivenza che la corsa richiede. L’obiettivo è ottenere i migliori risultati possibili dopo due settimane di gara, sfruttando una Honda CRF450RX Rally equilibrata e un’accresciuta consapevolezza della dinamica della rally2.
debutto alla Dakar: realismo e rispetto delle tempistiche
Il debutto si è presentato con l’andamento atteso, caratterizzato da una prima tappa positiva e da giornate di guida estese tra pietre e terreno tortuoso. Ogni giorno comporta ore di guida che possono superare le sei, sette o otto ore, richiedendo una gestione lungimirante e una lettura continua del contesto di gara.
capacità, squadra e prospettive future
Il livello della categoria Rally2 è elevato e la sensazione è quella di essere all’inizio di un percorso di apprendimento. La moto è valutata positivamente per la bilanciatura e per la guidabilità; l’esperienza si costruisce passo dopo passo con l’obiettivo di crescere e ottenere risultati concreti nel contesto della Dakar.
potenziamento del legame familiare in corsa
La presenza del padre nell’avventura è descritta come positiva e stimolante, offrendo un punto di riferimento senza generare pressione diretta. Questo supporto contribuisce a mantenere l’attenzione sull’obiettivo e sulla disciplina necessaria per affrontare una gara di tale portata.
– il team di motorsport.com
- Johnny Campbell
- Ricky Brabec
- Van Beveren
- Cornejo