Power Unit 2026: i tre fattori chiave per il successo delle scuderie

Giampiero Colossi • Pubblicato il 01/01/2026 • 3 min

Le power unit destinate alle monoposto dalla stagione 2026 rappresentano un’evoluzione mirata rispetto al passato, con basi comuni all’architettura ibride introdotta nel 2014 ma con margini di innovazione orientati a potenza, efficienza e gestione energetica. Il quadro tecnico resta definito da una combinazione tra motore termico, sistema di recupero energetico e l’interazione tra le due parti, finalizzata a garantire prestazioni competitive pur nel rispetto dei vincoli di costo.

power unit 2026: motore termico, parte elettrica e integrazione

motore termico: potenza e affidabilità

Il motore interno continua a essere un elemento centrale, richiedendo sia potenza sia affidabilità affidate. Sebbene i livelli di affidabilità siano ormai elevati, le differenze di prestazione tra i vari costruttori si determineranno attraverso scelte di progettazione mirate e gestione termica avanzata. La potenza del motore resta uno degli obiettivi principali per spingersi oltre i limiti attuali, senza compromettere la stabilità operativa della vettura.

sistema elettrico e MGU-K: efficienza e gestione dell’energia

La componente elettrica, guidata dalla MGU-K, dovrà fornire energia supplementare durante il giro, ma il parametro energetico sarà soggetto a limiti più stretti. Per massimizzare l’efficienza, team e piloti dovranno instaurare un dialogo stretto, così da mantenere attiva la sistema elettrico quanto più possibile e gestire meglio la quantità di energia disponibile nel corso del pit di giro. L’obiettivo è estendere la durata utile dell’energia impiegata in gara.

integrazione delle componenti: sinergia di sistemi

La riuscita operativa dipende dal lavoro di squadra tra motore termico, sistema elettrico e la gestione temporale dell’energia. La sfida consiste nel distribuire in modo transitorio l’energia disponibile, nel modulare l’uso della potenza e nel far convivere una vettura completamente nuova con le esigenze del pilota. Il controllo efficace di questa integrazione può fare la differenza tra una crescita di velocità in rettilineo e difficoltà lungo i tratti misurati della pista.

ADUO: opportunità di sviluppo e nuove omologazioni

In ottica di equità economica tra i costruttori, è stato introdotto il concetto di ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). All’inizio della stagione la prestazione media viene monitorata tra i vari costruttori; chi resta al di sotto di una soglia definita riceverà benefici che si tradurranno in risorse per lo sviluppo, ore aggiuntive al banco prova e una nuova omologazione del motore. L’obiettivo è permettere a chi è indietro di recuperare terreno e di avanzare nel ciclo di aggiornamenti.

In chiusura, il confronto tra potenza, efficienza e coordinazione tra le parti rimane il perno su cui ruoterà lo sviluppo delle power unit. Le soluzioni innovative mirano a offrire una dinamica di gara più incisiva, mantenendo al contempo la sostenibilità economica del progetto.

Figure chiave coinvolte nel processo di sviluppo delle power unit:

  • Hywel Thomas
  • Nikolas Tombazis
Categorie: Formula 1Motori

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