Power Unit 2026: i tre fattori chiave per il successo delle scuderie
Le power unit destinate alle monoposto dalla stagione 2026 rappresentano un’evoluzione mirata rispetto al passato, con basi comuni all’architettura ibride introdotta nel 2014 ma con margini di innovazione orientati a potenza, efficienza e gestione energetica. Il quadro tecnico resta definito da una combinazione tra motore termico, sistema di recupero energetico e l’interazione tra le due parti, finalizzata a garantire prestazioni competitive pur nel rispetto dei vincoli di costo.
power unit 2026: motore termico, parte elettrica e integrazione
motore termico: potenza e affidabilità
Il motore interno continua a essere un elemento centrale, richiedendo sia potenza sia affidabilità affidate. Sebbene i livelli di affidabilità siano ormai elevati, le differenze di prestazione tra i vari costruttori si determineranno attraverso scelte di progettazione mirate e gestione termica avanzata. La potenza del motore resta uno degli obiettivi principali per spingersi oltre i limiti attuali, senza compromettere la stabilità operativa della vettura.
sistema elettrico e MGU-K: efficienza e gestione dell’energia
La componente elettrica, guidata dalla MGU-K, dovrà fornire energia supplementare durante il giro, ma il parametro energetico sarà soggetto a limiti più stretti. Per massimizzare l’efficienza, team e piloti dovranno instaurare un dialogo stretto, così da mantenere attiva la sistema elettrico quanto più possibile e gestire meglio la quantità di energia disponibile nel corso del pit di giro. L’obiettivo è estendere la durata utile dell’energia impiegata in gara.
integrazione delle componenti: sinergia di sistemi
La riuscita operativa dipende dal lavoro di squadra tra motore termico, sistema elettrico e la gestione temporale dell’energia. La sfida consiste nel distribuire in modo transitorio l’energia disponibile, nel modulare l’uso della potenza e nel far convivere una vettura completamente nuova con le esigenze del pilota. Il controllo efficace di questa integrazione può fare la differenza tra una crescita di velocità in rettilineo e difficoltà lungo i tratti misurati della pista.
ADUO: opportunità di sviluppo e nuove omologazioni
In ottica di equità economica tra i costruttori, è stato introdotto il concetto di ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). All’inizio della stagione la prestazione media viene monitorata tra i vari costruttori; chi resta al di sotto di una soglia definita riceverà benefici che si tradurranno in risorse per lo sviluppo, ore aggiuntive al banco prova e una nuova omologazione del motore. L’obiettivo è permettere a chi è indietro di recuperare terreno e di avanzare nel ciclo di aggiornamenti.
In chiusura, il confronto tra potenza, efficienza e coordinazione tra le parti rimane il perno su cui ruoterà lo sviluppo delle power unit. Le soluzioni innovative mirano a offrire una dinamica di gara più incisiva, mantenendo al contempo la sostenibilità economica del progetto.
Figure chiave coinvolte nel processo di sviluppo delle power unit:
- Hywel Thomas
- Nikolas Tombazis