Pogacar dominerà finché non si stancherà, merlier miglior velocista e i sassolini di alberto

• Pubblicato il • 7 min
Pogacar dominerà finché non si stancherà, merlier miglior velocista e i sassolini  di alberto

Dopo un avvio di stagione difficile, caratterizzato da alcune cadute e da problemi fisici che lo hanno rallentato, Alberto Dainese guarda con fiducia alla seconda parte del 2026. Il velocista veneto della Soudal-QuickStep, inserito nella formazione belga con un contratto valido anche per il 2027, ha riassunto il ritmo di gara partecipando al Tour de Suisse e ai Campionati Italiani. In Svizzera e in Italia le possibilità non sono mancate, ma una sfortunata situazione ha condizionato le ambizioni, mentre ora l’attenzione è concentrata sulla preparazione di un finale di stagione che potrebbe includere la Vuelta a España, corsa che gli ha regalato l’ultima vittoria in un Grande Giro.

Alberto Dainese: preparazione del finale 2026 a Tignes

Il velocista è attualmente in ritiro a Tignes con la squadra fino al 26 luglio. Da lì il programma prevede passaggi successivi verso alcune gare di rilievo, con l’obiettivo di mettere insieme continuità e condizione. Il calendario indicato punta poi al Tour de l’Ain, al Czech Tour e, con alta probabilità, alla Vuelta, lasciando intendere la volontà di una seconda parte di stagione più lineare rispetto all’inizio.

obiettivi di gara e ricerca della migliore condizione

La strategia dichiarata mette al centro la possibilità di far funzionare meglio quanto costruito nelle settimane successive: la speranza è che la stagione possa girare in modo più favorevole, con risultati più vicini a quelli attesi. Il focus resta sull’ottenere performance importanti che diano concretezza ai sacrifici del lavoro in ritiro.

Tour de Suisse e Campionati Italiani: la sfortuna che cambia i piani

La partecipazione al Tour de Suisse e ai Campionati Italiani rappresenta un ritorno in gruppo e un passaggio utile per misurare lo stato di forma. Nei Campionati Italiani, però, un evento negativo ha inciso sul risultato: una caduta della catena a circa 150 metri dall’arrivo avrebbe probabilmente impedito il successo, ma il podio risultava alla portata. La corsa fino a quel momento era stata gestita con efficacia, con una chiusura compromessa dall’imprevisto.

quinto, sesto, settimo? la direzione è verso un bilancio realistico

Dainese descrive la prestazione con un atteggiamento consapevole: il risultato finale non rispecchia pienamente ciò che avrebbe potuto essere, soprattutto per l’impatto dell’episodio meccanico che ha fatto perdere diverse posizioni. Nonostante ciò, rimane l’indicazione di una prova comunque buona, su un tracciato impegnativo e in presenza di caldo intenso, con elementi positivi nel modo in cui è stata affrontata la competizione.

Soudal-QuickStep e ruolo nello “sprint”: lavorare e finalizzare

Il rapporto con la struttura di squadra viene definito molto positivo, anche perché nelle gare disputate il velocista ha spesso condiviso il lavoro con compagni differenti, tutti dotati di esperienza. L’aspetto che Dainese sottolinea con maggiore attenzione riguarda la fase di transizione tra supporto e resa finale: l’aspettativa è riuscire a finalizzare quanto costruito a livello collettivo.

tim merlier e la logica dello sprint senza “treno” fisso

Un esempio concreto riguarda l’Ungheria, dove il velocista racconta l’esperienza di supporto a Tim Merlier. Nella visione del campione, il punto di riferimento non è un “treno” rigido: preferisce essere affiancato da un paio di corridori per poi rimontare da solo sfruttando le scie, evitando di dover disputare la volata già posizionato in testa. Dainese dichiara di seguire questo approccio anche in vista delle prossime gare, indicando inoltre quanto sia rilevante l’apprendimento dal corridore: c’è molto da imparare sul modo di gestire lo sprint.

Giro d’Italia, scelta sulla squadra e obiettivo vittorie entro fine anno

La partecipazione al Giro d’Italia non era presentata come un traguardo predefinito. L’impostazione della squadra prevedeva un focus su Paul Magnier, scelta che Dainese identifica come produttiva. Per lui, invece, la priorità diventa un obiettivo personale: tornare a vincere entro la fine dell’anno. In caso di disponibilità per la Vuelta, l’aspettativa è alta, perché si tratta di una corsa che si adatta alle sue caratteristiche e che custodisce un valore emotivo particolare.

vuelta come tappa importante della carriera

Il legame con la Vuelta è legato alla vittoria precedente in un Grande Giro, con ricordi definiti come bellissimi. L’idea di puntare di nuovo su questa corsa si inserisce nella volontà generale di chiudere la stagione con risultati significativi e con maggiore serenità.

Vittorie e motivazioni: il desiderio di tornare a vincere “per sé”

Dainese evidenzia un’interrogazione centrale: dopo il digiuno recente iniziato dal 2024, la possibilità di ottenere un successo potrebbe rappresentare un passaggio concreto. L’obiettivo non riguarda solo la vittoria in sé, ma anche il bisogno di confermare a se stesso la presenza competitiva: tornare a vincere significa dimostrare di essere ancora pienamente nel gioco. Le ultime due stagioni vengono descritte come non semplici, e questo, inevitabilmente, pesa sui risultati.

dal 2022 alle difficoltà recenti: bilancio tra gratitudine e ambizione

Il velocista ricorda la prima vittoria al Giro nel 2022, che aveva innalzato le aspettative. Da allora, le cose non sono andate come sperato, ma resta la consapevolezza che anche da parte sua alcuni errori ci siano stati, sia nella preparazione sia sul piano fisico e mentale. L’ambizione di fondo resta tuttavia viva: anche in caso di stop, non ci sarebbe la sensazione di aver concluso con soddisfazione, perché risulterebbe come lasciare qualcosa di incompiuto. La motivazione si collega anche alla volontà di ripartire con serenità verso il futuro.

Sprint nei Grandi Giri e dominio di Pogacar: i punti di vista di Dainese

Il tema della difficoltà per i velocisti viene affrontato ricordando la riduzione delle tappe più adatte nei Grandi Giri. Le occasioni per gli sprinter esistono ancora, anche se il livello è molto alto e ogni giorno comporta il rischio di rientrare senza il risultato desiderato. Dainese mette in evidenza che l’intensità aumenta fin dalle prime tappe e richiede una grande resistenza.

spettacolo e tipologie di arrivo: la preferenza per la volata

Il discorso si collega a un confronto tra spettacolo e copione: viene richiamata l’idea che spesso si veda un corridore andare via da lontano e arrivare da solo, riducendo la sensazione di incertezza. Dainese dichiara di preferire una tappa più “interlocutoria”, risolta in volata, rispetto a frazioni in cui il risultato appare già delineato. Il riferimento include anche un riconoscimento al livello di Pogacar, senza cambiare l’impostazione personale sulle gare.

quanto può durare il dominio di pogacar

Secondo Dainese, il dominio di Tadej Pogacar potrebbe protrarsi finché non arriverà un momento di stanchezza oppure finché non emergerà con forza la crescita di Seixas. Per quanto riguarda Vingegaard, viene indicato un posizionamento leggermente inferiore rispetto a Pogacar, descritto come un “gradino sotto” Tadej. L’auspicio è che la rivalità continui a lungo anche “per il bene del ciclismo”, perché l’equilibrio tra i grandi duelli rappresenta un elemento di continuità nello scenario attuale.

Il miglior velocista e il futuro di Dainese: durata e desideri

Alla domanda sul miglior velocista al mondo, la risposta indica Tim Merlier come riferimento principale. La motivazione è collegata al modo in cui riesce spesso a vincere le volate e anche a creare differenze in modo determinante. Per il futuro personale, Dainese rimarca che il tempo di permanenza in gruppo dipenderà dalle condizioni, dalla voglia di fare fatica e dai risultati che arriveranno.

anni nel ciclismo giovane: gestione del rischio e serenità dopo lo stop

Nel ciclismo moderno, l’indicazione è che non ci si può permettere errori: un passo falso può compromettere un’intera stagione. Arrivare a competere fino ai 35 anni, con ritmi simili, viene considerato un traguardo già significativo. Dainese dichiara inoltre di sentirsi sereno perché immagina che, una volta smesso, ci sarà modo di reinventarsi, con una preoccupazione minore rispetto al passato. L’attenzione resta comunque sul presente.

un sogno di tappa e ritorno al Giro sulle strade di casa

Il desiderio per la seconda parte della carriera include una tappa al Tour de France, aggiungendo al profilo già costruito: una vittoria è stata ottenuta sia al Giro sia alla Vuelta. In parallelo, emerge la volontà di tornare a correre il Giro d’Italia e riuscire di nuovo a vincere sulle strade di casa, riconoscendo ai Grandi Giri un significato speciale e la possibilità di regalarsi un’ulteriore soddisfazione in quelle gare.

personaggi citati

  • Alberto Dainese
  • Tim Merlier
  • Paul Magnier
  • Tadej Pogacar
  • Seixas
  • Vingegaard
  • Girmay
  • Pogacar
Alberto Dainese
Categorie: Ciclismo

Per te