Poeta: senza cuore e impegno non possiamo competere, niente alibi
La sconfitta di Milano contro il Real Madrid ha evidenziato difficoltà profonde sul piano dell’atteggiamento, della costruzione del gioco e della continuità durante la partita. In sala stampa, il coach ha richiamato la squadra alla necessità di mettere maggiore intensità e responsabilità in ogni possesso, soffermandosi anche sulle condizioni di Peters e sulle scelte adottate durante il match.
Milano, il coach chiede più cuore dopo la sconfitta contro il Real
Secondo l’allenatore, non è sufficiente analizzare gli aspetti tattici quando viene meno il coinvolgimento agonistico. Senza il giusto atteggiamento e senza la volontà di competere su ogni pallone, non è possibile giocare a basket a qualsiasi livello. Una parte della squadra ha mostrato il necessario impegno, mentre altri giocatori non hanno avuto lo stesso approccio. Il risultato è stato un rendimento caratterizzato da un cuore espresso solo a metà.
Il coach ha riconosciuto la presenza di problemi evidenti nella gestione del gioco e nella sua costruzione, precisando che queste difficoltà non possono diventare un alibi. A incidere sulla gara sono stati anche i blackout alternati tra fase offensiva e fase difensiva, episodi capaci di condizionare sia l’andamento della partita sia l’umore del gruppo. La discontinuità nei due lati del campo resta uno dei principali problemi da risolvere.
Milano, l’ingresso di Ricci e le difficoltà di Peters
L’utilizzo di Ricci è stato deciso con l’obiettivo di modificare l’inerzia della gara e dare una scossa alla squadra attraverso una soluzione differente. Il coach ha ricordato l’importanza delle gerarchie, soprattutto in Eurolega, sottolineando allo stesso tempo che Ricci è un giocatore sempre disposto a impegnarsi senza risparmiarsi.
La scelta non sarebbe stata determinata dalle sollecitazioni del pubblico, ma da alcuni errori commessi da Peters in momenti specifici della partita. Peters sta attraversando una fase complicata e il suo impiego limitato a soli 14 minuti rappresenta un problema per la squadra. L’allenatore ha spiegato di voler affrontare direttamente la situazione, assumendosi le proprie responsabilità, lavorando con il gruppo in palestra e cercando le soluzioni disponibili per riaccendere la squadra.
Milano, Hall e Bolmaro chiamati a guidare la reazione
Alla domanda sulla possibile assenza di un leader, il coach ha indicato Hall e Bolmaro come giocatori dotati di carisma e capaci di esporsi in prima persona. Il loro contributo, però, deve essere seguito dal resto del gruppo per permettere alla squadra di muoversi con una direzione comune. La responsabilità deve essere condivisa da tutti, senza lasciare il peso della reazione soltanto a pochi elementi.
L’obiettivo immediato è ottenere una risposta già nella prossima partita di giovedì. Il calendario impone tempi ravvicinati e l’aspettativa dell’allenatore è chiara: ogni giocatore dovrà affrontare la gara con la massima intensità, combattendo su ogni pallone e mettendo in campo tutta l’anima necessaria.
Milano, i protagonisti citati dal coach
Le dichiarazioni hanno riguardato in modo diretto alcuni giocatori coinvolti nelle scelte e nelle responsabilità emerse dopo la gara:
- Peters, alle prese con una fase di difficoltà e con un impiego limitato a 14 minuti.
- Ricci, inserito per provare a cambiare l’inerzia della partita.
- Hall, indicato tra i giocatori con carisma e disponibilità ad assumersi responsabilità.
- Bolmaro, chiamato a rappresentare un punto di riferimento per il gruppo.
