Piganzoli trionfa sul san luca e riporta il giro dell’emilia al successo italiano
Il Giro dell’Emilia torna a celebrare un vincitore italiano al termine di una gara combattuta e ricca di attacchi. Davide Piganzoli firma un’azione decisiva nel finale, sfrutta la discesa e conquista l’edizione numero 109 della corsa, disputata sulla distanza di 197,9 chilometri tra Ferrara e Bologna. Il successo permette alla competizione di ritrovare un corridore azzurro sul gradino più alto del podio a otto anni dall’affermazione di Alessandro De Marchi.
Giro dell’Emilia, la vittoria di Davide Piganzoli
Il portacolori del Team Visma | Lease a Bike ottiene la settima vittoria della carriera professionistica. L’attacco arriva quando mancano poco più di quattro chilometri al traguardo, con Piganzoli capace di aumentare progressivamente il margine sugli inseguitori e di respingere ogni tentativo di rimonta. L’italiano conclude la prova con tre secondi di vantaggio su Tom Pidcock, mentre Oscar Onley completa il podio. Lorenzo Fortunato chiude invece in una positiva settima posizione.
Giro dell’Emilia, la fuga iniziale e il ricongiungimento
La corsa entra subito nel vivo con un attacco composto da otto corridori: Amanuel Ghebreigzabhier, Ådne Holter, Manuele Tarozzi, Ben Granger, Tommaso Nencini, Diego Pablo Sevilla, Kevin Pezzo Rosola e Andrii Ponomar. Il gruppo dei battistrada raggiunge un vantaggio massimo di due minuti e quaranta secondi.
Tommaso Nencini perde contatto a poco più di ottanta chilometri dall’arrivo, mentre Diego Pablo Sevilla si stacca quando restano meno di sessanta chilometri. Il plotone riduce gradualmente il distacco e completa il ricongiungimento a 37,6 chilometri dalla conclusione.
Giro dell’Emilia, gli attacchi sulle salite finali
Prima del passaggio sul San Luca, l’azione di Pello Bilbao favorisce la nascita di un gruppo di sei uomini insieme ad Andrew August, Luke Plapp, Rémy Rochas, Quentin Pacher e Marcel Camprubí. I fuggitivi guadagnano circa quindici secondi, ma vengono successivamente ripresi. Bilbao, Plapp e Pacher sono gli ultimi a essere riassorbiti.
A circa venti chilometri dalla fine Piganzoli prova ad aumentare il ritmo. Brandon McNulty risponde immediatamente e anche il tentativo di Matteo Jorgenson non produce una selezione definitiva. La successiva accelerazione della maglia iridata favorisce un gruppo formato da McNulty, Adam Yates, Ben Healy, Oscar Onley, Matteo Jorgenson e Tom Pidcock. Poco dopo si aggiunge Jhonatan Narváez.
Giro dell’Emilia, il gruppo decisivo e l’attacco finale
Il drappello degli inseguitori raggiunge i battistrada e si forma un gruppo di sedici corridori. Ne fanno parte Brandon McNulty, Adam Yates, Jhonatan Narváez, Pello Bilbao, Lenny Martinez, Ben Healy, Simone Gualdi, Thymen Arensman, Oscar Onley, Lorenzo Mark Finn, Matteo Jorgenson, Davide Piganzoli, Ben Tulett, Lorenzo Fortunato, Tom Pidcock e Michael Storer.
L’attacco di Jorgenson porta alla formazione di un terzetto con Onley e Healy. A circa sette chilometri dal traguardo rientrano Pidcock e Piganzoli. Quando mancano 4,6 chilometri, l’italiano accelera in discesa, guadagna terreno e prosegue in solitaria fino all’arrivo, difendendo il vantaggio con pieno successo.
Giro dell’Emilia, i protagonisti della gara
- Davide Piganzoli, vincitore della corsa
- Tom Pidcock, secondo classificato
- Oscar Onley, terzo classificato
- Lorenzo Fortunato, settimo all’arrivo
- Matteo Jorgenson, protagonista di un attacco nel finale
- Ben Healy, autore di un’azione decisiva nella selezione
- Brandon McNulty, tra i principali inseguitori
- Pello Bilbao, animatore della fase centrale della gara
