Petrucci loda gravina buon presidente ma su rigore a zenica punterei su mancini

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Petrucci loda gravina buon presidente ma su rigore a zenica punterei su mancini

Gianni Petrucci, attuale presidente della Federbasket e già ex presidente del Coni, commenta le dimissioni di Gabriele Gravina dalla guida della FIGC. Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, Petrucci entra nel merito del quadro che ha accompagnato la decisione e difende l’operato del dirigente, toccando anche temi legati alle prospettive del calcio italiano e ai profili ritenuti più idonei a ricoprire ruoli istituzionali.

dimissioni gravina e valutazione di gianni petrucci

Petrucci lega le dimissioni al clima venutosi a creare, affermando che non c’era altra strada per arrivare a quella scelta. Nel giudizio complessivo, sottolinea il lavoro svolto da Gravina, citando come risultato l’esito positivo degli Europei. Nel commento emerge anche un riferimento a un momento specifico legato alla dinamica di una partita: Petrucci richiama infatti l’ipotesi che, se Gravina avesse avuto occasione di tirare un rigore, il risultato avrebbe potuto cambiare.

punti chiave sull’eredità istituzionale

La valutazione di Petrucci è centrata su un equilibrio tra contesto e risultati: da un lato il riconoscimento dell’azione svolta e dall’altro il richiamo alle circostanze che rendono comprensibile l’evoluzione della situazione alla guida della FIGC.

ipotesi malagò e criterio per il consenso

Il discorso si allarga al tema delle candidature e alla costruzione di un percorso politico-istituzionale nello sport. Petrucci ribadisce che, oltre alle doti ideali, servono voti a sostegno. In questa cornice osserva che, senza un’adeguata base di consenso, potrebbero essere proposte alternative ironicamente definite “fuori contesto”. Il punto centrale riguarda il criterio con cui orientare il sostegno: Petrucci afferma che il consenso dovrebbe andare a chi comprende quanto il rapporto con il governo sia imprescindibile.

Rispetto a una possibile candidatura di Malagò, Petrucci specifica il proprio rapporto personale: è suo amico da una vita, e dichiara di non volerlo “bruciare” esprimendo giudizi. L’attenzione resta quindi su una valutazione legata alle condizioni e alla capacità di instaurare relazioni istituzionali efficaci.

relazione con il governo come elemento determinante

Il passaggio sul rapporto con le istituzioni viene presentato come variabile concreta, da considerare nel momento in cui si sceglie un candidato e si costruisce la legittimazione necessaria.

ex campioni e stanza dei bottoni: quali competenze contano

Petrucci si concentra anche sull’idea di un eventuale ritorno di ex calciatori in ruoli istituzionali. Da un lato dichiara che non basta essere stati ottimi calciatori per guidare incarichi istituzionali. Dall’altro riconosce che alcuni grandi giocatori hanno potuto maturare anche un background dirigenziale, citando figure specifiche.

nomi citati da petrucci

Nel ragionamento vengono menzionati Demetrio Albertini, indicato come presidente del Settore Tecnico, Paolo Maldini, richiamato per posizioni di prestigio nel Milan, e Damiano Tommasi, indicato come presidente per anni del sindacato dei calciatori.

mancini ct azzurro e modello di comunicazione

Un ulteriore blocco del discorso riguarda la guida della Nazionale. Petrucci richiama che l’ultimo successo in ambito azzurro è stato firmato da Roberto Mancini. Commentando le percezioni sulla Federazione, afferma di sorridere leggendo che si sarebbe lasciato male: sottolinea che non tutti se ne vanno con applausi, inserendo il tema in una visione più ampia sul modo in cui si chiudono i cicli.

La scelta del tecnico, secondo Petrucci, dovrebbe ricadere su chi ha dimostrato di saper vincere: indica Mancini come esempio. Viene inoltre definito un criterio relativo allo stile comunicativo: Petrucci afferma di amare allenatori che parlano di argomenti diversi dal loro sport. Secondo la prospettiva citata, con Mancini il confronto sarebbe più ampio, mentre l’obiettivo sarebbe evitare un c.t. che, in televisione, si presenti come “Einstein”.

rinnovamento del calcio e osservazioni sulla classe politica

Petrucci affronta anche l’idea secondo cui il calcio non saprebbe rinnovarsi. La risposta fornita sposta il ragionamento sul piano politico: se il rinnovamento non avviene, la riflessione viene indirizzata sulla capacità della politica di farlo. In Parlamento, secondo quanto riferito, risulterebbero presenti molte persone da legislature e legislature. Nel commento compare anche un riferimento polemico ai “fenomeni”, con l’evocazione di chi scopre “la penicillina” e l’assenza, a suo avviso, di figure analoghe nello scenario descritto.

gianni petrucci parla anche di figure nello sport italiano

Nel quadro complessivo delle dichiarazioni emergono diversi riferimenti a personalità dello sport e delle istituzioni calcistiche:

  • Gabriele Gravina
  • Gianni Petrucci
  • Malagò
  • Demetrio Albertini
  • Paolo Maldini
  • Damiano Tommasi
  • Roberto Mancini
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