Peterhansel: "Sfortuna non ferma il Defender, il progetto 2026 è solido
La presenza del Defender alla Dakar viene analizzata attraverso dati concreti su posizioni, tempi e dinamiche di squadra, offrendo una lettura chiara delle sfide tecniche affrontate, del potenziale del progetto e del modo in cui la vettura si adatta al contesto della competizione. L’attenzione è rivolta alle prestazioni, agli episodi tecnici e alle scelte strategiche che hanno guidato la corsa in questa stagione.
defender alle dakar: bilancio e prospettive
In classifica, quarto posto nella Stock per la vettura guidata dal pilota di riferimento, Stephane Peterhansel, dietro Rokas Baciuska e Sara Price, con una positione 86esima assoluta. Dopo un avvio promettente, sono emersi diversi guasti meccanici all’inizio della seconda settimana, proseguendo durante la marathon. Nonostante le difficoltà, la carovana corre ad alta velocità e la squadra guarda al progetto Defender come a un’iniziativa portatrice di visione a lungo termine.
la visione del progetto e l’esperienza di guida
Il progetto Defender viene descritto come una sfida interessante. Durante le tappe, il Defender è risultato piacevole da guidare in dune, superando in parte le previsioni iniziali. Sono stati registrati problemi tecnici che hanno causato un notevole rallentamento, ma, valutando il quadro complessivo, le due vetture che precedono nella categoria Stock confermano una posizione positiva per il team.
l’approccio e gli obiettivi di squadra
Il focus del team non è orientato a competere contro le vetture di punta della classifica maggiore. L’obiettivo primario è mantenere una buona posizione nella Stock e portare a termine ogni tappa. La priorità, quindi, è assicurare la riuscita della vettura nell’arco dell’intera manifestazione, più che inseguire la supremazia assoluta nella categoria regina.
la gestione della novità e l’accettazione della sfida
Per chi è abituato a posizioni di vertice, si tratta di una sfida diversa che richiede un cambio di mentalità. L’ingresso nel progetto Defender ha comportato un’impostazione improntata sull’obiettivo principale: proseguire la corsa e offrire una crescita continua del programma nel tempo. Il coinvolgimento è stato accolto come parte di un percorso più ampio, con la consapevolezza che i riconoscimenti possano arrivare attraverso i risultati consistenti nel medio termine.
prestazioni e condizioni ottimali per il defender
Il miglior risultato è stato ottenuto in una giornata particolarmente rapida: tappa 7 chiusa in 34° assoluto. Le condizioni ideali per la vettura si verificano quando il ritmo è elevato e il tracciato risulta molto scorrevole: maggiore è la velocità, migliore è l’espressione della vettura.
problemi meccanici e riparazioni
- Nella tappa 8 è stata rilevata la cinghia di trasmissione dell’alternatore, una componente non sostituibile in speciale, costringendo l’equipaggio a tornare al bivacco con l’assistenza di un concorrente.
- Nella tappa 9, marathon refuge è stato necessario attendere il T5 per eseguire riparazioni: è stato effettuato l’intervento su ampiezza di ammortizzatore e sul differenziale posteriore che presentava una perdita.
l’evoluzione della Dakar e il confronto tra moto e auto
Per quanto riguarda il comparto moto, il distacco tra tempi è diminuito rispetto al passato: oggi si parla di 2-3 minuti anziché di decine di minuti. L’impegno e la gestione di tecnica di guida, velocità e navigazione sono fondamentali per determinare la posizione finale. Il livello di difficoltà dipende anche dal contesto di provenienza dei piloti: alcuni hanno spazi considerevoli per l’allenamento quotidiano, altri meno, con riflessi sui tempi. Alcuni nomi nel motomondiale sono Daniel Sanders, Ricky Brabec e Toby Price, esempi di competitività avanzata; l’incidenza del deserto e della varietà dei terreni rimane una variabile chiave per chi corre fuori dall’Europa.
Nominativi presenti nel testo:
- Stephane Peterhansel
- Rokas Baciuska
- Sara Price
- Daniel Sanders
- Ricky Brabec
- Toby Price