Perugia direttore tecnico Max Colaci: compiti e obiettivi per la stagione

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Perugia direttore tecnico Max Colaci: compiti e obiettivi per la stagione

Massimo Colaci si avvicina all’avvio ufficiale di un nuovo capitolo professionale all’interno della Sir Susa Scai Perugia, assumendo il ruolo di dirigente e muovendo i primi passi verso le responsabilità di direttore tecnico. Anche se, formalmente, resterà ancora in campo fino al 30 giugno, la transizione verso l’ambiente dirigenziale è già in corso, con confronti e prime analisi delle attività che lo attendono nei mesi a venire.

massimo colaci dirigenza sir susa scai perugia: il passaggio in chiave tecnica

Pur con lo status di giocatore valido fino alla fine di giugno, Colaci sta iniziando a orientare il proprio lavoro sul futuro ruolo dirigenziale. Le conversazioni avviate riguardano i passaggi operativi necessari per comprendere le dinamiche interne e i compiti assegnati dal Presidente, con un lavoro di coordinamento che coinvolge figure chiave della società.

Il libero bianconero, legato alla maglia per le ultime nove stagioni consecutive, ha indicato che sono già in programma attività di impostazione e di lettura delle responsabilità: confronto con il direttore sportivo goran, dialogo con andrea piacentini sul settore giovanile e con il team manager davide candellaro per affinare la conoscenza delle procedure e delle scelte che coinvolgeranno l’area organizzativa.

ruolo di direttore tecnico: coordinamento e rappresentanza

Colaci torna nella dirigenza bianconera con un incarico che in passato era stato anche dell’attuale direttore sportivo goran vujevic. Il profilo del nuovo lavoro unisce impegni di rappresentanza e coordinamento su più fronti: dalla programmazione generale alle trattative di mercato, fino alla valutazione di aspetti legati ai contratti e alle prospettive future.

Nel descrivere l’incarico, Colaci sottolinea la necessità di acquisire esperienza e di adattare il modo di interagire con i precedenti compagni di squadra. Tra le attività previste rientrano un maggior coinvolgimento nel settore giovanile, un’attenzione più intensa al mercato italiano e una ricerca di profili anche più giovani. A queste linee si aggiungono compiti di rappresentanza, con la possibilità di sostituire il Presidente in alcune circostanze, oltre al supporto a Goran in determinati momenti relativi alla prima squadra e alle decisioni da prendere.

obiettivo: presenza dirigenziale nel vivaio

Tra i punti centrali della transizione emerge l’intenzione di essere vicino ai ragazzi delle giovanili, rendibile attraverso una presenza concreta della società. L’obiettivo dichiarato è far percepire l’interazione tra dirigenza e settore giovanile come elemento di stimolo e valore organizzativo, con attività da pianificare lungo l’arco dell’anno in base alle situazioni che emergeranno.

da giocatore a dirigente: lavoro “dietro le quinte” e nuove relazioni

Il passaggio di Colaci viene presentato come una sfida capace di mantenere il legame con l’ambiente, ma con prospettiva e modalità operative differenti. La durata pluriennale in spogliatoio ha generato amicizie e legami che restano, mentre cambia il contesto relazionale: il dirigente deve assumere un ruolo diverso rispetto al giocatore, con una maggiore attenzione al funzionamento complessivo della società.

Nel racconto del nuovo percorso, l’aspetto tecnico resta parte dell’identità, ma viene affiancato dall’impegno “dietro le quinte”. In una realtà strutturata come quella descritta, il lavoro distribuito coinvolge molte persone e diversi processi, con un’esigenza di collaborazione ampia e costante. L’incarico è quindi impostato come una nuova sfida, coerente con l’impostazione mentale già sperimentata in carriera, ma tradotta in responsabilità dirigenziali.

La motivazione principale viene ricondotta anche alla presenza di obiettivi, indicati come elemento determinante per la continuità dell’impegno.

stanza dei trofei: 19 coppe e l’emozione della carriera bianconera

Nei giorni scorsi, Colaci è stato presso il quartier generale dell’azienda del Presidente gino sirci. Insieme al Presidente è entrato nella stanza dei trofei e ha avuto modo di constatare un patrimonio complessivo di 19 trofei nei quali risulta presente. Il percorso richiamato comprende il primo trofeo assoluto, la Supercoppa vinta a Civitanova l’8 ottobre 2017, fino alla Champions League conquistata a Torino lo scorso 17 maggio.

19 trofei negli ultimi nove anni: uno storico condiviso

Colaci descrive l’ingresso nella sala come un momento capace di rendere la misura numerica dei risultati e della continuità: i trofei sarebbero arrivati negli ultimi nove anni, con almeno una coppa ottenuta ogni anno. L’emozione viene collegata al sentimento di appartenenza, con la percezione che i trofei siano stati vissuti come propri, pur riconoscendo che il contributo personale non sarebbe stato sufficiente senza l’apporto degli staff, dei ragazzi in campo, del Presidente e dei dirigenti.

Viene inoltre ricordato che la Champions League rappresenta l’ultimo trofeo da giocatore, mentre ora l’attenzione si sposta sulla volontà di ricominciare una nuova carriera e di aggiungere risultati anche con il ruolo dirigenziale.

nuova stagione e obiettivi: partire per conquistare i trofei disponibili

Colaci inizierà ufficialmente il lavoro da direttore tecnico a luglio. L’incarico è indicato come triennale e il triennio partirebbe subito con una stagione in cui il club affronterà le competizioni per i trofei disponibili. La programmazione viene descritta in continuità con quanto già raggiunto: i trofei per cui si giocherà nell’anno in corso sarebbero stati guadagnati sul campo, con i dirigenti impegnati nella costruzione della squadra in vista del futuro.

ruolo e responsabilità: non coinvolto nelle decisioni di mercato fino a pochi giorni prima

Nel delineare la condizione personale, Colaci precisa che fino a pochi giorni prima il suo ruolo era differente e di conseguenza non avrebbe avuto incarichi legati a mercato o a specifiche decisioni. L’avvio del percorso dirigenziale porta con sé stimoli legati alla competitività: chi non ha vinto nell’anno precedente punterà a superare la squadra, generando pressione positiva e volontà di misurarsi sui trofei.

Il messaggio conclusivo ribadisce la centralità della mentalità di conquista: quello che è stato vinto non può essere tolto, mentre la stagione successiva si presenta come un percorso per confermare risultati e affrontare le sfide in programma.

figure citate: goran vujevic; andrea piacentini; davide candellaro; gino sirci

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Categorie: Calcio

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