Pagelle Kitzbuehel 2026: Odermatt riconosce il talento di Franzoni, Paris in cerca del colpo
Sabato 24 gennaio, la discesa di Kitzbühel offre una prova intensa di tecnica, resistenza e aggressività in una Streif che premia chi osa e gestisce ritmi alti. In una giornata memorabile, i nomi in pista hanno mostrato progressi significativi, confermando o rilanciando ambizioni per la stagione e per le prossime Olimpiadi. L’equilibrio tra potenza, controllo e gestione della quota ha delineato una classifica che rimarrà nella mente degli appassionati.
franzoni: dominio e potenziale sulla streif
Franzoni, 10 e lode, si presenta come il prototipo dello sciatore moderno, evolutosi dal gigante verso la velocità e affrontando un grave infortunio tre anni fa con una rinnovata prontezza. La sua sciata appare naturale e fluida, capace di abbinare controllo e velocità fino a dare l’impressione di aver toccato un livello tecnico vicino a quello di Odermatt. La Streif, per lui, diventa una pietra miliare: solo tre italiani hanno precedentemente conquistato la discesa in questa pista leggendaria, Kristian Ghedina, Dominik Paris e Peter Fill. La prestazione di Franzoni alimenta la discussione sullo stato di forma dell’élite e sull’intensità del confronto con Odermatt, fornendo uno spunto evidente per il proseguo della stagione.
marco odermatt: lacrime al podio e aspirazione mancata
Marco Odermatt, 10, è stato protagonista di una prova impeccabile che non è bastata a conquistare la vittoria: ha gestito la discesa con precisione, non ha commesso errori e ha chiuso secondo, ma ha versato lacrime sul podio perché mancava ancora il trionfo sulla Streif. La sua prestazione, pur senza il lieto fine, testimonia una caratura umana che va oltre i risultati: resta uno dei principali riferimenti dell’era dello sci alpino e, nonostante la delusione, conferma la capacità di dominare diverse condizioni di gara. La sfida con Franzoni aggiunge ulteriore livello al duello tecnico della stagione.
maxence muzaton: grande gara a 35 anni
Maxence Muzaton, 8,5, disputa la gara della vita: davanti a una timeline di carriera priva di podi in discesa, a 35 anni conquista la terza posizione nel tempio di Kitzbühel con il pettorale 29. La sua prova ha messo in discussione la distanza tra giovani promesse e veterani capaci di salire sul podio in una delle piste più impegnative al mondo, generando una crescita immediata di consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Per lui, un risultato che resta memorabile e che denota una stagione in continua evoluzione.
florian schieder: casa streif continua
Florian Schieder conferma la Streif come casa sua, dove ha ottenuto due dei suoi tre podi in carriera. A lungo ha sognato di replicarsi, ma la beffa provocata da Muzaton ha limitato la gioia del pubblico. Il quarto posto ha però un sapore rivelatorio, perché premia la costanza di rendimento e rinforza la prospettiva di una convocazione olimpica Milano Cortina 2026.
dominik paris: costanza e assenze di acuti
Dominik Paris resta tra i protagonisti con una serie di posizioni tra discesa e superG: sesto, quinto, ritirato, sesto, ottavo, settimo negli ultimi appuntamenti. Si tratta di una costanza su buoni livelli, ma con difficoltà a trovare l’acuto decisivo in una stagione che chiede picchi di rendimento. L’unico podio stagionale è arrivato in Val Gardena, segno di una competitività costante ma non sempre accompagnata dal definitivo tocco di eccellenza.
mattia casse: partenza promettente, ma picco mancante
Mattia Casse parte con il pettorale n. 1 e firma una discesa solida, chiudendo vicino alla top10. In questa stagione manca ancora il momento di massima espressione, quel picco che possa trasformare una prova positiva in un risultato di rilievo. La prestazione, tuttavia, testimonia continuità e affidabilità sul tratto più veloce della pista.
