Orsato e la nuova linea arbitrale: gli errori sono miei, voglio restituire l’emozione di collina e rosetti

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Orsato e la nuova linea arbitrale: gli errori sono miei, voglio restituire l’emozione di collina e rosetti

Daniele Orsato ha assunto l’incarico di designatore per i campionati di Serie A e Serie B, portando nella nuova funzione l’esperienza maturata sui campi internazionali. Al Festival dello Sport di Trento ha illustrato il proprio metodo di lavoro, soffermandosi sul rapporto diretto con gli arbitri, sulla gestione degli errori, sulla coerenza tecnica e sulle prospettive del professionismo arbitrale.

Daniele Orsato e il nuovo ruolo da designatore

Il passaggio dalla direzione delle partite alla guida degli arbitri ha mantenuto per Orsato un forte valore emotivo. L’ex direttore di gara ha spiegato di voler restituire ai propri arbitri la stessa emozione provata quando riceveva le designazioni per gli appuntamenti più importanti, comprese quelle comunicate da figure come Collina e Rosetti per una finale di Champions League.

Il metodo era già stato sperimentato durante l’esperienza con gli arbitri di Serie C. La scelta principale consisteva nel contatto telefonico diretto con ogni componente dell’organico, così da trasmettere personalmente la designazione e percepire dalla voce lo stato d’animo del direttore di gara.

Il rapporto umano con gli arbitri

Per Orsato, la comunicazione tra la commissione e gli arbitri non può limitarsi agli aspetti tecnici. Ascoltare la voce dei direttori di gara permette di capire se stanno bene e se affrontano il lavoro nelle condizioni migliori. La salute e l’equilibrio personale vengono considerati prioritari anche rispetto alla valutazione immediata di un errore.

Il nuovo designatore ha ricordato anche il proprio passato professionale, definendosi un elettricista prestato al calcio. Un’esperienza lontana dal mondo arbitrale che fa parte del percorso personale costruito prima dell’affermazione sui campi di gioco.

Gli errori arbitrali e le decisioni interne

La ripetizione degli errori commessi all’inizio della stagione rappresenta, secondo Orsato, un segnale della necessità di migliorare il lavoro della commissione. La responsabilità viene attribuita direttamente al designatore, mentre il rendimento complessivo degli arbitri viene valutato separatamente.

Le eventuali decisioni sulle sospensioni o sulle esclusioni dalle designazioni spettano esclusivamente al responsabile dell’organico. I media non partecipano a queste scelte e le valutazioni non vengono comunicate all’esterno. La gestione interna deve restare riservata, nel rispetto del lavoro degli arbitri e delle responsabilità della commissione.

La linea tecnica fino alla fine del campionato

Orsato ha annunciato l’intenzione di mantenere la stessa impostazione fino al 30 maggio, senza modificare la linea tecnica durante il campionato. Un cambio di direzione in corsa potrebbe destabilizzare gli arbitri e compromettere la continuità del percorso.

Gli errori hanno riguardato sia le decisioni prese sul terreno di gioco sia gli interventi del VAR. L’obiettivo è raggiungere una maggiore uniformità nelle situazioni più rilevanti, mentre gli episodi realmente interpretabili possono continuare a generare valutazioni differenti.

Il metodo di lavoro e la gestione degli arbitri

Le telefonate per comunicare le designazioni venivano effettuate in una fascia oraria precisa, tra le 12 e le 14. La regolarità dell’orario consentiva agli arbitri di organizzarsi, considerando gli impegni di studio e le altre attività personali. Orsato ha raccontato di aver effettuato alcune chiamate anche da luoghi isolati, così da poter parlare liberamente e modulare il tono della voce secondo le necessità.

Il carico di lavoro arbitrale è considerato particolarmente impegnativo. Il tempo effettivo, il conteggio delle situazioni di gioco e la necessità di mantenere alta la concentrazione producono una forte stanchezza. L’arbitro deve restare concentrato sulla gara e rimandare l’analisi dell’errore al termine della partita. Anche un problema fisico apparentemente marginale deve essere comunicato, perché stare bene è una condizione essenziale per arbitrare.

La compattezza del gruppo arbitrale

Il gruppo viene descritto come un insieme molto coeso, nel quale ogni elemento contribuisce alla stabilità dell’intera struttura. Se uno dei componenti si sfila, l’equilibrio collettivo rischia di risentirne. La presenza di una linea tecnica condivisa ha favorito una competizione interna orientata a migliorare le prestazioni.

Particolare attenzione viene riservata agli arbitri più giovani. Il sostegno sul piano umano può aiutarli a raggiungere e mantenere la Serie A con maggiore continuità. L’obiettivo è ampliare il numero di direttori di gara pronti per i big match e innalzare il livello generale dell’organico. Chi non riuscirà a garantire standard adeguati potrà essere sostituito.

Organico, infortuni e richieste dall’estero

La gestione delle designazioni deve tenere conto anche delle richieste provenienti dai campionati arabi e asiatici, interessati agli arbitri italiani. L’organico comprende 43 direttori di gara, mentre ogni fine settimana ne servono 35. La situazione diventa complessa in presenza di infortuni: in alcune occasioni gli indisponibili sono arrivati a otto, riducendo notevolmente le alternative disponibili.

Il compito dei responsabili è anche proteggere gli arbitri dalle conseguenze eccessive delle loro decisioni. La possibilità di sbagliare senza essere paralizzati dalla paura viene considerata parte del percorso di crescita personale. L’esperienza maturata da Orsato come arbitro, secondo la sua ricostruzione, ha contribuito alla formazione dell’uomo.

Il professionismo arbitrale

Il professionismo viene considerato positivamente quando è finalizzato a migliorare la qualità degli arbitri. La sua eventuale introduzione, però, deve procedere insieme alla crescita dell’intero movimento. Il rafforzamento della parte alta del sistema non deve interrompere il lavoro svolto alla base, che resta indispensabile per garantire continuità e sviluppo.

La figura di Daniele Orsato

Daniele Orsato concentra nel nuovo incarico competenze tecniche, esperienza internazionale e attenzione alla dimensione umana. Il suo progetto punta a tutelare gli arbitri, mantenere una linea coerente, gestire in modo riservato gli errori e aumentare il numero di direttori di gara pronti per le partite più importanti.

  • Daniele Orsato, designatore di Serie A e Serie B ed ex arbitro internazionale.
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