Open var, analisi di rocchi su episodi chiave roma atalanta: le sue dichiarazioni
Open VAR entra nel dettaglio degli episodi più discussi di Roma-Atalanta, con un focus specifico sulle decisioni chiamate in causa dalla sala VAR e sulle motivazioni ricostruite nel momento in cui il gioco si è acceso. Il responsabile della CAN Rocchi analizza due situazioni chiave: dal gol di Krstovic al 12’ fino al fallo contestato con richiesta di espulsione, definendo con precisione i criteri che hanno portato a non punire alcuni contatti e, parallelamente, a escludere il rosso per Pisilli.
open var roma-atalanta: analisi del gol e del tocco di mano
La moviola di Open VAR prende avvio dall’azione del 12’ che porta al gol di Krstovic. Il punto di discussione nasce da un intervento di De Roon: i giocatori giallorossi hanno ritenuto l’azione irregolare per un presunto tocco di mano. L’arbitro Marcenaro ha lasciato proseguire e il VAR ha confermato la scelta, giudicando il contatto non punibile.
La valutazione, come ricostruita nell’analisi, si concentra sull’idea che il contatto sia da considerare fortuito e che non abbia inciso direttamente sull’azione conclusasi in rete. Un elemento determinante è anche il fatto che De Roon non fosse l’autore del gol nell’immediatezza dell’episodio.
opinione rocchi su punibilità e contatto fortuito
Rocchi riassume il ragionamento con una lettura centrata sulla punibilità del tocco di mano. Il responsabile CAN precisa che, in quel caso, la valutazione deve riguardare esclusivamente se il contatto debba essere sanzionato: «Sostanzialmente, in questo caso dobbiamo valutare solo la punibilità del tocco di mano, e sono d’accordo con l’arbitro nel non valutarlo tale. Secondo me ci induce anche troppo, perché appare fortuito già dalla prima impressione. Sarebbe stato punibile, se il giocatore in questione (De Roon) avesse segnato nell’immediatezza».
open var roma-atalanta: fallo pisilli e richiesta di rosso
Nel prosieguo del confronto viene analizzato anche un episodio diverso per natura e conseguenze: il fallo di Pisilli su Zalewski. L’Atalanta ha chiesto il cartellino rosso, ma la valutazione finale non ha portato a un’espulsione. L’esito deriva dall’assenza degli elementi necessari per configurare un DOGSO (ovvero un’occasione da gol chiarissima).
assenza di dogso: parametri insufficienti
Secondo l’analisi, mancano quasi tre dei quattro parametri che consentono di arrivare al rosso. In particolare, la direzione e la distanza risultano fuori portata rispetto ai presupposti del DOGSO. Viene quindi esclusa la possibilità di interpretare la giocata come un’occasione davvero nitida e immediatamente realizzabile verso la porta.
gestione marcenaro: spiegazione rapida e accettazione
La gestione di Marcenaro viene descritta come corretta non solo sul piano tecnico, ma anche per la capacità di comunicare rapidamente la decisione ai giocatori. Nell’episodio emergono anche le interazioni con le proteste: l’arbitro richiama il fatto che la traiettoria sarebbe andata verso la zona della panchina, elemento che contribuisce a comprendere perché non si configuri l’occasione da gol chiarissima. L’esito viene indicato come determinante anche per come viene accettato in campo.
parole rocchi sul mancato rosso per pisilli
Rocchi chiarisce il motivo della mancata espulsione con un ragionamento basato sui criteri richiesti: «Mancano quasi tre dei quattro parametri per dare il rosso. Non c’è DOGSO. Direzione e distanza sono sicuramente fuori dalla portata del DOGSO. Marcenaro giustamente lo fa notare a chi protesta per il rosso e dice ‘ma se sta andando verso la panchina’. Decisione ottima presa in campo, e ripeto che questa cosa fa la differenza. Anche per come viene accettata poi dai giocatori in campo».
figure chiave in roma-atalanta: protagonisti dell’analisi
Gli episodi analizzati ruotano attorno a figure centrali coinvolte nella dinamica di gioco e nelle decisioni ufficiali esaminate dalla moviola di Open VAR. I nominativi richiamati nell’analisi sono:
- Rocchi
- Marcenaro
- De Roon
- Krstovic
- Pisilli
- Zalewski
