Olimpia Milano: tutti i protagonisti alla sfilata all’Unipol Forum per celebrare la storia

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Olimpia Milano: tutti i protagonisti alla sfilata all’Unipol Forum per celebrare la storia

Durante l’intervallo della celebrazione dei 90 anni dell’Olimpia Milano sono sfilati diversi personaggi legati alla storia della società, in un percorso che mette al centro figure tecniche e dirigenziali decisive. Tra i nomi presenti, venti di loro risultano inseriti nella Hall of Fame societaria, a testimonianza del peso lasciato nel tempo da allenatori, collaboratori e protagonisti della gestione.

personaggi Olimpia Milano ai 90 anni: Hall of Fame e figure chiave

La sequenza di apparizioni ha incluso professionisti che hanno contribuito a costruire identità e risultati, con percorsi sportivi differenti ma collegati da un filo comune: la crescita della squadra e la continuità di idee capaci di portare trofei.

Franco Casalini e la scalata guidata da Dan Peterson

Franco Casalini, nato a Milano il 1° gennaio 1952, ha dedicato la propria vita professionale all’Olimpia, facendo parte della “fabbbrica di allenatori” associata al club. Dopo le partenze di Cesare Rubini e Sandro Gamba, l’Olimpia lanciò Casalini. Il giovane Franco fu tra i due assistenti di Pippo Faina e poi di Dan Peterson, diventando progressivamente una sorta di “replicante” di quel modello gestionale. Peterson lo valorizzò coinvolgendolo nella gestione della squadra e preparandolo come sostituto.

Quando nel 1987 Peterson si ritirò davvero, Casalini completò la propria ascesa fino a diventare capo allenatore. Al primo tentativo vinse Coppa Intercontinentale e Coppa dei Campioni, mentre al secondo arrivò anche lo scudetto. In seguito allenò Roma, Forlì, lavorò in Svizzera e tornò all’Olimpia nella parte finale della stagione 1997/98, chiusa con una finale di Coppa Europa persa con lo Zalgiris. Casalini è morto il 28 luglio 2022 a Milano.

Filippo Faina: dal rinnovo al ritorno in Serie A

Filippo Faina, nato a Roma il 19 ottobre 1944, diventò capo allenatore dell’Olimpia a soli 30 anni, ereditando la squadra da Cesare Rubini. Il suo primo anno si chiuse con una squadra in fase di rinnovamento che raggiunse il terzo posto. La stagione seguente portò alla retrocessione in A2, ma allo stesso tempo, grazie alla possibilità di utilizzare Mike Sylvester da straniero di Coppa, l’Olimpia conquistò la Coppa delle Coppe per la terza volta nella propria storia.

La fase successiva vide Faina vincere il campionato di A2 con un record di 18-4 e riportare la squadra in semifinale di Coppa delle Coppe. Nell’ultimo anno in panchina, l’Olimpia neopromossa si classificò sesta e raggiunse la semifinale di Coppa Korac. Faina ebbe anche il merito di “battezzare” l’esordio in Serie A di Mike D’Antoni. Dopo il periodo da capo allenatore, rimase all’Olimpia come assistente con D’Antoni e poi tornò a ricoprire il ruolo di capo allenatore.

Claudio Trachelio: preparazione atletica e sei titoli italiani

Claudio Trachelio ha lavorato per circa un ventennio come preparatore atletico dell’Olimpia. Dopo una carriera di livello internazionale nell’atletica leggera, soprattutto come velocista, diventò collaboratore di fiducia di Dan Peterson durante le vittorie della squadra. Successivamente lavorò con Casalini e con D’Antoni, fino alla carriera con Bogdan Tanjevic, chiudendo con la conquista anche dello scudetto del 1996.

Nel complesso, Trachelio ha conquistato sei titoli italiani, due Coppe dei Campioni, altre tre coppe internazionali e due Coppe Italia.

Bogdan Tanjevic: idee provocatorie e giocatori “inventati”

Bogdan Tanjevic, nato il 13 febbraio 1947 in Bosnia, è stato indicato come uno dei più grandi allenatori europei di tutti i tempi. La sua personalità venne descritta come provocatoria nelle idee e, in alcune occasioni, visionaria, con una carriera longeva e di successo anche con le nazionali, tra cui Jugoslavia, il periodo definito “Italia d’oro” nel 1999 e la Turchia. Con i club, a partire dal Bosna Sarajevo, la sua traiettoria arrivò anche a Milano.

A Milano rimase poco, al termine di un idillio con Bepi Stefanel: in quel periodo vinse scudetto e Coppa Italia nel 1996, giocando due finali di Coppa Korac consecutive. La sua attenzione si spostò progressivamente verso qualcosa “più alto” rispetto alle sole vittorie, con l’obiettivo di far emergere giocatori giovani e riconoscere talenti, dimostrando la validità di idee considerate atipiche. Tra gli esempi citati ci sono scelte di mercato come l’arrivo di Oscar Schmidt a Caserta, la presenza di Tato Lopez come guardia uruguagia e l’inserimento di un centro bulgaro, Georgi Glouchkov.

Secondo la ricostruzione proposta, almeno tre giocatori importanti dell’Olimpia sarebbero stati “letteralmente inventati” da lui: Nando Gentile, Dejan Bodiroga e Gregor Fucka.

staff tecnico e preparazione atletica: trofei e continuità di lavoro

Oltre ai ruoli da allenatore, la celebrazione richiama anche figure specialistiche, con numeri e percorsi che sottolineano la costruzione dei risultati attraverso metodo e preparazione.

Giustino Danesi: stile dissacrante e 15 trofei

Giustino Danesi viene indicato come il preparatore atletico con il maggior numero di trofei nella storia dell’Olimpia: 15 trofei complessivi, inclusi sei scudetti e le Final Four di Eurolega raggiunte nel 2021. Nato a Teramo nel 1967, ex ostacolista, ha lavorato anche in altri sport come tennis e pallamano, fino all’arrivo nel basket, prima nelle minori e poi con tappe a Livorno e Montegranaro, prima di approdare a Siena e nel 2013 a Milano.

Danesi fu voluto da Luca Banchi e rimase nello staff di Jasmin Repesa, Simone Pianigiani ed Ettore Messina fino al 2025. Nel complesso, viene riportato un totale di 12 stagioni e, appunto, 15 trofei, con uno stile definito dissacrante e capace di parlare “al cervello oltre che ai muscoli”.

Jasmin Repesa e la corsa di quattro trofei consecutivi

Jasmin Repesa, nato a Capljina in Croazia il 1° giugno 1961, viene presentato come uno degli allenatori più precoci d’Europa, capace di vincere in Croazia, in Turchia e a Bologna in Italia, prima di arrivare a Milano nell’estate del 2015. Nel biennio all’Olimpia, la ricostruzione indica uno scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa, con quattro trofei consecutivi.

Simone Pianigiani: ciclo di Siena e scudetto con la “stoppata”

Simone Pianigiani è descritto come protagonista da capo allenatore del grande ciclo di Siena, dove era nato il 31 maggio 1969. La carriera proseguì con esperienze al Fenerbahce in Turchia e all’Hapoel Gerusalemme in Israele, con la vittoria di un titolo nazionale. Nell’estate 2017 arrivò a Milano e, in due anni, conquistò uno scudetto legato alla “stoppata risolutiva di Andrew Goudelock”, oltre a due Supercoppe consecutive tra Forlì e Brescia.

Ettore Messina: terza stella e cultura europea

Ettore Messina è indicato come uno dei più grandi allenatori nella storia del basket europeo e un punto di riferimento per i tecnici della propria generazione. Nato a Catania il 30 settembre 1959, cresce a Venezia dove inizia ad allenare a 16 anni. La carriera lo porta tra Mestre, Udine e Bologna, con il ruolo di assistente di Alberto Bucci nel momento in cui la Virtus conquista lo scudetto del 1984 battendo l’Olimpia in finale.

Nel 1989 viene nominato capo allenatore e prende avvio una carriera straordinaria che lo porta anche a guidare la Nazionale all’argento europeo del 1997 a Barcellona. I successi riportati includono quattro vittorie in Eurolega (due a Bologna e due al CSKA Mosca), oltre alla conduzione di Benetton Treviso e Real Madrid. Sono indicate anche due esperienze in NBA: una breve ai Los Angeles Lakers e una di cinque anni al fianco di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs.

Nel 2019 Messina arriva a Milano come allenatore e presidente delle Basketball Operations. La ricostruzione attribuisce al suo lavoro la restituzione al club di una cultura europea oltre che vincente: tre scudetti, due Coppe Italia, tre Supercoppa e soprattutto le Final Four di Eurolega raggiunte nel 2021. La memoria lo colloca come coach della terza stella.

dirigenza e ingaggi strategici: dalle panchine alle decisioni societarie

Accanto ai percorsi sportivi, la celebrazione include anche figure con ruoli decisivi sul fronte organizzativo e gestionale, capaci di influenzare scelte tecniche e traiettorie di lungo periodo.

Toni Cappellari: dal coaching al general manager

Toni Cappellari è indicato come il general manager della squadra nei tempi di Dan Peterson, con il ruolo di chi ingaggiò il coach per conto di Bogoncelli. Milanese (nato nel 1948) con famiglia veneta, Treviso per l’esattezza, Cappellari aveva un passato da giocatore nei club minori e una carriera migliore da allenatore. Tra le tappe riportate: la conduzione di Vicenza nella sezione femminile, le Forze Armate e l’incarico da assistente nella Nazionale donne.

È citato anche come parte della galassia Olimpia nelle giovanili, con un ingresso formale nel 1975 come assistente di Faina. Un anno dopo, a seguito dell’uscita definitiva di Rubini, diventa general manager ad appena 28 anni, mantenendo la posizione per tutti gli anni ’80. In seguito, torna a lavorare all’Olimpia soprattutto nei momenti di difficoltà del club.

Gianmario Gabetti: visione europea e ingaggio di Mike D’Antoni

Gianmario Gabetti completa il quadro con un ruolo legato alla proprietà e alle idee societarie. Viene ricordato che il padre Giovanni era stato sponsor a Cantù, fino a incontrare Dan Peterson e far scattare l’interesse. Fu poi acquistata l’Olimpia da Bogoncelli. Gianmario, figlio, nato a Torino il 28 febbraio 1951, viene descritto come una figura con idee innovative e moderne: una lega europea nel progetto e l’idea di un pubblico abituato a grandi occasioni.

Nel racconto della governance, viene indicata la scelta di Lello Morbelli come presidente, pur con la specifica che Morbelli ne fosse il proprietario. Gabetti volle la squadra per sé quando Silvio Berlusconi la stava acquistando dal padre, arrivando così a esserne il presidente. La ricostruzione attribuisce a Gabetti anche l’intuizione di nominare Mike D’Antoni allenatore, facendolo passare dal campo alla panchina in un giorno.

Sotto la sua gestione, l’Olimpia avrebbe vinto due titoli europei, quattro coppe internazionali, cinque scudetti e due Coppe Italia, oltre a disputare nove finali scudetto.

elenco personaggi presenti nella sfilata

  • Franco Casalini (rappresentato dal fratello Paolo)
  • Filippo Faina
  • Claudio Trachelio
  • Bogdan Tanjevic
  • Giustino Danesi
  • Jasmin Repesa
  • Simone Pianigiani
  • Ettore Messina
  • Toni Cappellari
  • Gianmario Gabetti
Categorie: Basket

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