Ocon lascia la Haas: "Non è per le prestazioni, merito la F1". Ma Komatsu non ci sta ed era ora di cambiare
La separazione tra Esteban Ocon e Haas al termine della stagione è ormai definita e riflette una valutazione maturata nel tempo. Il rendimento del pilota francese, il percorso di crescita di Oliver Bearman e le prospettive del team hanno contribuito a orientare una scelta che non dipende soltanto dai risultati delle gare più recenti.
Esteban Ocon lascia Haas dopo una valutazione complessiva
La decisione di non proseguire con Ocon non è stata presa esclusivamente sulla base degli ultimi appuntamenti del calendario. Haas ha considerato l’intero periodo trascorso insieme, compresa la seconda parte della stagione precedente, quando dal pilota francese ci si aspettava un rendimento più incisivo.
All’inizio della sua esperienza, Ocon aveva assunto un ruolo importante grazie alla propria esperienza. Il team stava affrontando una fase complessa, aggravata dai problemi aerodinamici emersi in Australia nel 2025, e il francese era stato chiamato a offrire stabilità e indicazioni tecniche. Con il passare delle gare, però, Oliver Bearman ha mostrato una crescita sempre più evidente, ottenendo risultati convincenti nonostante fosse al debutto in Formula 1.
Già alla fine della stagione precedente, il Team Principal Ayao Komatsu aveva lasciato intendere di attendersi qualcosa in più da Ocon. L’ingaggio del francese era stato motivato non soltanto dalla sua esperienza, ma anche dalla capacità di garantire velocità e prestazioni decisive in una squadra in fase di sviluppo. Nel 2026, secondo la valutazione del team, il rendimento complessivo non ha raggiunto le aspettative.
Il confronto con Oliver Bearman ha pesato sulla scelta
Nelle prime gare della stagione, Haas puntava a diventare un riferimento nella fascia centrale dello schieramento. In quella fase Ocon ha incontrato difficoltà nel trasformare il potenziale della vettura in punti, mentre Bearman è riuscito a sfruttare con maggiore efficacia le opportunità disponibili.
Il pilota francese ha ritrovato maggiore velocità negli ultimi Gran Premi, ma il bilancio degli ultimi diciotto mesi ha evidenziato una continuità inferiore alle attese. Il problema non riguardava l’assenza di picchi prestazionali: quando ogni elemento funzionava correttamente, Ocon era ancora in grado di esprimersi a livelli molto elevati. A incidere sul giudizio è stata soprattutto la difficoltà nel mantenere quel rendimento con regolarità.
Ocon rivendica il contributo allo sviluppo della vettura
Ocon ha respinto l’idea che la fine del rapporto con Haas sia direttamente legata alle sue prestazioni. Secondo il francese, il lavoro svolto negli ultimi mesi ha permesso alla squadra di comprendere meglio i problemi della monoposto e di migliorare la costanza del comportamento in pista.
Dalla gara di Budapest in avanti, il team avrebbe trovato una maggiore stabilità, accompagnata da un incremento della performance. Anche gli appuntamenti di Madrid e Baku avrebbero potuto concludersi con un risultato a punti: a Madrid, la zona punti è sfumata durante il pit stop, mentre la vettura ha tagliato il traguardo in undicesima posizione.
Il pilota ha sottolineato di essere stato tra i primi a segnalare le criticità della vettura, comprese le differenze di rendimento riscontrate tra componenti appartenenti alla stessa specifica. Haas, infatti, aveva dovuto effettuare diversi scambi tra le monoposto per individuare l’origine delle anomalie. Ocon ha attribuito una parte del miglioramento al lavoro svolto in collaborazione con il team.
Il pilota francese difende il proprio impegno in Formula 1
Ocon ha ribadito di aver continuato a investire molto nella propria attività professionale. Il suo approccio, ha spiegato, consiste nel mettere per primo in discussione il proprio operato quando qualcosa non funziona, cercando poi di individuare una soluzione.
Il francese ha ricordato il lavoro svolto al simulatore, nelle riunioni tecniche e in fabbrica, sostenendo di aver sempre dedicato grande attenzione alla preparazione e allo sviluppo della vettura. Per questo motivo ritiene di avere ancora le qualità necessarie per competere in Formula 1 e di meritare un’opportunità per il futuro.
La sua attenzione è rivolta alle possibilità che potranno presentarsi, senza concentrarsi sul passato. Il pilota considera positivo il fatto che i problemi della monoposto siano stati individuati in una fase relativamente precoce della collaborazione con Haas, permettendo alla squadra di trarne beneficio nel processo di crescita.
Haas riconosce la velocità di Ocon ma chiede maggiore continuità
Ayao Komatsu non ha mai messo in dubbio la velocità pura di Ocon. Quando la vettura, l’assetto e le condizioni di gara si allineavano, il francese riusciva a esprimere talento e rapidità a un livello molto alto.
La valutazione della performance, però, comprende anche altri elementi oltre alla velocità sul giro. Per Haas, il rendimento generale deve includere la continuità, la capacità di trasformare il potenziale in risultati e l’efficacia mostrata durante l’intero arco della stagione. Proprio sotto questo profilo, il bilancio non è stato considerato sufficiente rispetto alle aspettative legate all’ingaggio.
Komatsu ha scelto di non entrare nei dettagli delle conversazioni private avute con il pilota, ma ha indicato nel cambiamento la soluzione più adatta per il team. La decisione non cancella il valore di Ocon nelle giornate migliori, ma nasce dalla necessità di costruire il futuro su una base differente.
Haas punta su un altro giovane talento
La componente economica può rappresentare un vantaggio nella scelta del prossimo pilota, ma non viene considerata l’elemento principale. La direzione sembra orientata soprattutto verso un giovane talento con margini di crescita, seguendo la stessa logica già adottata con Bearman.
Tra i profili valutati figurano un pilota di riserva McLaren reduce da due titoli consecutivi e il leader del campionato di Formula 2 sostenuto con convinzione dalla Ferrari. Bearman, a sua volta, era arrivato con il supporto della Ferrari, ma Haas aveva valutato direttamente il suo potenziale prima di affidargli un posto titolare. Le prestazioni mostrate in pista hanno confermato la bontà di quella scelta.
Nel caso di un possibile arrivo di Camara, l’annuncio non sarebbe imminente. Komatsu ha anche escluso che la presenza di due giovani legati alla Ferrari possa far perdere alla squadra la propria identità. Secondo il dirigente, qualsiasi decisione genererebbe interpretazioni legate al programma di appartenenza del pilota, sia nel caso di un profilo sostenuto da Toyota, sia con un nome collegato alla Ferrari o alla McLaren.
Le personalità coinvolte nella scelta di Haas
La successione di Ocon si inserisce in un contesto che coinvolge piloti, dirigenti e giovani prospetti appartenenti a diversi programmi sportivi.
- Esteban Ocon, pilota francese destinato a lasciare Haas.
- Oliver Bearman, giovane compagno di squadra protagonista di una crescita significativa.
- Ayao Komatsu, Team Principal di Haas.
- Leonardo Fornaroli, pilota di riserva McLaren indicato tra le alternative.
- Rafa, profilo legato al programma Ferrari menzionato tra le ipotesi.
- Hirakawa, pilota associato al programma Toyota.
- Camara, giovane talento il cui possibile arrivo in Haas non è ancora vicino all’annuncio.
