Neven spahija: la squadra che non molla mai e lotta fino in fondo

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Neven spahija: la squadra che non molla mai e lotta fino in fondo

La Reyer Venezia torna a giocare la finale scudetto dopo la vittoria ottenuta nelle semifinali playoff contro la Virtus Bologna. Il successo, arrivato nonostante un contesto complesso e la presenza del fattore campo a favore di Bologna, viene descritto dal coach Neven Spahija come una serata capace di segnare un passaggio importante per la storia del club.

Il tecnico croato, in sala stampa, parla di una partita che ha permesso alla squadra di compiere l’impresa dopo tre anni di difficoltà e di attese. Il traguardo della finale viene collegato soprattutto alla mentalità mostrata lungo tutto l’arco dell’incontro, con la capacità di restare sempre agganciati anche nei momenti in cui l’attacco non ha prodotto con continuità la precisione cercata.

reyer venezia in finale scudetto: vittoria in semifinale playoff su virtus bologna

Neven Spahija definisce il risultato come una vittoria contro i campioni d’Italia, ricordando la difficoltà legata al fatto che la partita si giocava con il campo a vantaggio degli avversari. Secondo il coach, la finale ora in programma non ripropone lo scenario consueto, perché la sfida diventa Reyer-Milano, dopo una semifinale vinta su Bologna.

Nel commentare la partita, Spahija enfatizza la costruzione del risultato attraverso l’atteggiamento: anche quando la squadra ha sbagliato molti tiri, è riuscita a rimanere sempre in lotta, senza smettere di lottare. Il coach sottolinea che l’obiettivo si è trasformato in esecuzione progressiva: una volta compreso cosa serviva, la squadra ha trovato il modo per tornare a colpire con efficacia da lontano, sfruttando momenti di ritmo decisivo.

mentalità e costanza: il punto chiave indicato da neven spahija

La spiegazione principale del successo viene ricondotta a un concetto: mentalità. Spahija evidenzia che l’andamento non si è basato su una serata di tiri perfetti, ma sulla capacità di restare nel match e di continuare a cercare soluzioni credibili. Il tecnico racconta che, pur con numerosi errori, la squadra ha maturato la convinzione che, se avessero costruito il tiro necessario, l’esito sarebbe potuto cambiare.

Il passaggio decisivo, secondo la lettura del coach, è stato l’allineamento tra approccio e numeri: l’idea espressa è che con tiri da tre costruiti nel modo corretto e con la ricerca di più opportunità di quel tipo, la squadra sarebbe tornata a competere fino alla fine. Nel finale, quel piano ha trovato realizzazione.

orgoglio per il gruppo: staff, società e tifosi nella lettura del tecnico

Spahija dedica ampio spazio al riconoscimento dell’ambiente che ha accompagnato la stagione. I complimenti sono rivolti ai ragazzi e all’intera società, con un riferimento particolare ai sostenitori veneziani, descritti come una parte essenziale del percorso.

Il coach sottolinea inoltre l’orgoglio per staff tecnico e giocatori, evidenziando l’importanza di giocare una finale in una lega descritta come molto competitiva e forte, contro un avversario di Eurolega che partiva con il vantaggio del proprio campo.

serie scudetto e preparazione: la richiesta di umiltà per la finale

Il tecnico sposta rapidamente l’attenzione sul futuro, indicando la necessità di affrontare la finale con la testa giusta. Spahija afferma di comprendere bene le dinamiche di una finale, essendo un allenatore con esperienza, e richiama l’importanza di rimanere umili per preparare al meglio una serie contro la miglior squadra in Italia, secondo la valutazione espressa in sala stampa.

Nel delineare l’approccio alla partita, il coach si sofferma anche sugli aspetti di gestione: l’esigenza di trovare assetti adatti durante l’incontro e la capacità di rispondere ai momenti della partita con scelte di campo coerenti con il contesto.

quarto decisivo e scelte in campo: come nasce il vantaggio

Spahija entra nel dettaglio del quarto quarto, presentando un momento specifico come passaggio determinante: la squadra realizza due tiri da tre con Jordan Parks. Secondo il tecnico, in quella fase vengono effettuati anche cambi e viene impiegato un quintetto con una composizione diversa rispetto ad altri momenti dell’incontro.

Il coach collega questa combinazione alla capacità di “rubare” qualcosa nel gioco, sottolineando che gli avversari non si aspettavano quel tipo di risposta da parte della Reyer.

assetto senza centro e rotazioni: decisione di neven spahija

Alla domanda sull’impostazione senza centro, con Wiltjer in campo al posto di Tessitori, Spahija chiarisce che si tratta di una decisione personale. Il tecnico aggiunge che questa scelta non rappresenta un fatto isolato: se ne è già avuta evidenza nel corso della stagione. L’aspetto decisivo, nella lettura del coach, resta comunque il merito della partita disputata.

riconoscimento dei protagonisti: tessitori, cole e parks

Spahija risponde anche con una battuta sui protagonisti: da Tessitori a Cole fino a Parks, con una richiesta che mette al centro la responsabilità dei giocatori anche nei momenti difficili. Il coach ricorda infatti che nel primo tempo e anche nella parte iniziale di un quarto successivo sono stati commessi errori rilevanti, ma la risposta del gruppo resta coerente con l’identità descritta come “non mollare”.

cuore e qualità: perché la vittoria viene letta oltre l’emotività

Alla domanda se si sia trattato di una “vittoria di cuore”, Spahija amplia l’analisi. Il cuore rimane presente, ma la vittoria viene attribuita anche alla qualità dimostrata. Secondo il coach, battere una squadra con il talento e la fisicità attribuiti a Bologna richiede sia intensità sia capacità tecnica: viene citato anche l’impatto di Niang, descritto con un riferimento al livello della Nba.

meriti riconosciuti a bologna e lavoro tecnico della reyer

Il coach rivolge anche complimenti a Bologna, riconoscendo una prestazione positiva e la continuità mostrata. Spahija sottolinea che Bologna non è una squadra che “molla” e che non risulta fuori forma, smentendo letture precedenti legate a un presunto calo dopo una serie di sconfitte. Nella valutazione del tecnico, la Reyer ha dimostrato di poter giocare in ogni condizione, anche contro avversari solidi.

Spahija rivendica inoltre il ruolo del lavoro tecnico: qualità tecnica e tattica, scouting, game plan e game execution. Viene ricordato anche un riferimento a un confronto precedente in cui la squadra sarebbe stata underperforming, portando la narrazione al miglioramento e all’esecuzione finale.

dedica collettiva e retroscena con obradvic nel tunnel

La dedica della vittoria storica non viene attribuita a un singolo destinatario. Spahija afferma di dedicare questi momenti ai giocatori, agli allenatori, al proprietario e ai tifosi, precisando che in quel contesto non esiste una sola persona a cui rivolgere la dedica: il risultato viene presentato come frutto del lavoro di tutti. Il coach richiama anche i mesi di lavoro duri, i momenti in cui sono arrivate critiche e la capacità di reagire restando concentrati.

Infine, Spahija racconta un retroscena sul saluto nel tunnel con Obradović: il tecnico riferisce che l’ex allenatore avversario ha fatto i complimenti, citando la lunga conoscenza reciproca legata al periodo in cui si sono incrociati da giocatori e poi da allenatori, descrivendo il dialogo come parte di una storia condivisa.

personaggi citati

  • Neven Spahija
  • Wiltjer
  • Tessitori
  • Jordan Parks
  • Cole
  • Niang
  • Obradović
Categorie: Basket

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