Nbl australiana, arrivano le schiacciate e i tiri punti?
La NBL australiana sta prendendo in considerazione una serie di interventi sperimentali pensati per rendere le partite più spettacolari e ampliare il pubblico interessato al campionato. Le ipotesi riguardano soprattutto il valore di alcune conclusioni offensive e la gestione dei timeout, con l’obiettivo di introdurre situazioni di gioco capaci di aumentare l’impatto visivo delle gare.
NBL australiana, le nuove regole allo studio
Tra le proposte valutate dalla lega figurano le schiacciate da tre punti e i canestri da quattro punti realizzati dal logo di metà campo. Si tratta di modifiche sperimentali al regolamento che attribuirebbero un valore superiore a due specifiche conclusioni: la schiacciata e il tiro dalla zona centrale del parquet.
La possibile introduzione di questi punteggi punta a modificare alcune dinamiche delle partite, aumentando il peso di azioni particolarmente spettacolari. La NBL considera tali soluzioni nell’ambito di un progetto rivolto alla crescita dello spettacolo e alla capacità del torneo di attirare nuovi spettatori.
Sperimentazione delle regole durante il Blitz di preseason
La lega avrebbe programmato di testare le novità in occasione del Blitz di preseason a Bendigo. La sperimentazione, però, non avrebbe potuto essere realizzata perché mancava il tempo necessario per completare la procedura di autorizzazione richiesta dalla FIBA, la Federazione internazionale di pallacanestro.
Basketball Australia aveva inizialmente dato il proprio approvazione alle modifiche. In un secondo momento è emersa la necessità di ottenere anche il via libera della FIBA. L’iter autorizzativo non si sarebbe concluso entro le tempistiche disponibili per il torneo preparatorio, impedendo quindi di applicare le nuove regole durante l’evento di Bendigo.
Timeout da 30 secondi chiamato dal giocatore
Tra le altre ipotesi al vaglio compare un timeout di 30 secondi richiedibile esclusivamente dal giocatore che si trova in possesso del pallone. La proposta modificherebbe l’attuale gestione delle interruzioni, attribuendo direttamente a un atleta in campo la possibilità di fermare il gioco.
Durante questo intervallo potrebbero restare coinvolti soltanto i cinque giocatori presenti sul parquet. Sarebbero esclusi gli allenatori e gli altri componenti della panchina, mentre non sarebbe consentito effettuare sostituzioni. La pausa avrebbe quindi una durata limitata e una partecipazione ristretta ai giocatori già impegnati nella fase di gioco.