Nazionali azzurre, giudizi rimandati dopo gli europei: cosa considerare
Una giornata senza impegni per la VNL maschile fa da contraltare al rientro a casa dell’Italia di De Giorgi, uscita ai quarti. Dalla parte femminile, invece, la settimana precedente aveva lasciato un segno più luminoso: un bronzo ottenuto dopo una sequenza che aveva visto due ori consecutivi, cioè tre podi nelle ultime quattro edizioni. Nel complesso, l’idea condivisa è che, dopo anni di risultati altissimi, questa Volleyball Nations League non dovesse diventare un obbligo aggiuntivo: era ragionevole non pretendere oltre.
VNL maschile e rientro dell’italia di de giorgi
Per chi era ancora in gioco, è arrivata una giornata di sosta. Poi, per l’Italia guidata da De Giorgi, si è chiusa la corsa: eliminazione ai quarti e ritorno a casa. La valutazione complessiva spinge a inquadrare la VNL come una fase di lavoro, non come un traguardo che imponga di vincere a ogni costo.
rotazioni e sperimentazioni: come viene usata la VNL
Per restare ai livelli richiesti, serve anche fermarsi: rilassare i muscoli, rientrare nei ritmi e ripartire. Proprio per questo entrambi i ct, nella gestione del torneo, hanno concesso riposi lunghi a molti atleti e atlete e hanno inserito volti nuovi, con forze fresche e talenti su cui costruire prospettive.
un torneo lungo: tra utilità e criticità
La VNL viene descritta come un contesto da usare per sperimentare, allenare e ruotare più giocatori, sfruttando i suoi tempi. Tuttavia, viene sottolineato che la durata complessiva pesa: due mesi sono paragonati a un mini campionato, più che a una semplice competizione. Inoltre, l’alternanza di quattro partite in cinque giorni per diverse settimane viene indicata come un rischio di infortunio troppo elevato, in un periodo in cui anche i club risentono di carichi già molto intensi.
italia maschile: giannelli, servizio e letture dell’eliminazione
Passando al racconto della maschile, emerge un riferimento forte al capitano: Simone Giannelli, dopo il secondo mondiale vinto con la postura celebrativa, con la maglia di Lavia ben visibile, gli occhi lucidi e una voce spezzata dall’emozione, viene rappresentato come un esempio di momento sportivo da conservare. La cornice resta quella di una pagina che resta nella memoria, anche quando il racconto sportivo comprende sconfitta ed eliminazione.
il servizio come fattore decisivo
Un’altra riflessione ruota attorno al ruolo del fondamentale del servizio. Con i risultati ottenuti anche grazie agli ace di Romanò e Bottolo in un contesto di vertice, continua però a rimanere aperta la domanda: in una fase del gioco in cui le squadre si assomigliano sempre più e la differenza si gioca su dettagli, la battuta pesa in modo eccessivo. Se la battuta entra, si vince; se non entra, si perde, secondo una lettura descritta come regola quasi matematica. L’interpretazione proposta invita a decidere con chiarezza quale modello di pallavolo maschile si intende perseguire.
il peso delle assenze nella narrazione
Viene criticata la narrazione che attribuisce l’eliminazione a una semplice motivazione legata all’assenza di specifici giocatori, come “Michieletto non c’era” o “Keita Santo Subito”. Se la partita si rompe su ricezione e su scambi in cui il servizio avversario risulta più incisivo, indicare chi fosse presente o assente viene descritto come una perdita di energia poco utile. Nel riferimento al match viene citato un dato sugli ace subiti: 14 a 5, senza considerare le occasioni in cui gli ace non sono stati registrati ma hanno comunque prodotto danno.
Keita e Michieletto: tempi e aspettative
Per quanto riguarda i calendari futuri, viene indicato che Keita non sarebbe disponibile per l’Italia prima del 2027, mentre su Michieletto si afferma una difficoltà concreta a vederlo agli Europei. Rimane l’auspicio di eventuali smentite.
italia vs stati uniti: formazioni e medie d’età
Particolare attenzione è posta sulle formazioni titolari di Italia e Stati Uniti, aggiungendo una cifra numerica ritenuta significativa: le età medie. Da un lato, in Italia: Giannelli (29 anni), Romanò (29), Lavia (26), Bottolo (26), Sanguinetti (26), Mati (19), Balaso (30). Dall’altro, negli Stati Uniti: Christenson (33), Hanes (28), Anderson (39), Champlin (24), Averill (34), McHenry (25), Shoji (36).
La media indicata è di 26 anni per la squadra italiana e 31 anni per gli statunitensi. Pur riconoscendo che il dato non significhi automaticamente una spiegazione unica, il confronto viene mantenuto come elemento capace di aumentare la sensazione di stupore e di perplessità davanti alla lettura che vede gli avversari più forti in quel momento.
nazionale femminile: velasco cambia e torna al punto di partenza
La sezione femminile descrive un percorso di prova e riprova. Con il tempo, il lavoro viene ricondotto a un punto di partenza: si ripresenta il nodo dell’attacco da posto 4, identificato anni prima come elemento decisivo. Nel corso delle scelte, Antropova schiacciatrice viene citata non solo per mantenere in campo una tra lei ed Egonu, ma anche con l’obiettivo di costruire una banda capace, quando serve, di incidere con numeri importanti.
limiti nella sperimentazione e bilanciamento tattico
La sperimentazione viene descritta come arrivata a limiti non trascurabili. Convocare Kate da schiacciatrice avrebbe comportato conseguenze sul resto dell’equilibrio: citato il rischio di lasciare a casa Giovannini oppure Omoruyi. In entrambi i casi, il problema sarebbe diventato tattico, con ricadute sull’assetto e sul cambio di ruoli.
nuove gerarchie: antropova opposta e egonu di riserva
La svolta sembra portare anche a un cambio di gerarchie: Antropova viene indicata come opposta titolare, mentre Egonu come opposta di riserva. Le ragioni riportate ruotano attorno a due punti: la prima sarebbe oggi più forte, la seconda in questa VNL risulterebbe non al top della condizione. La scelta di Velasco viene presentata come chiara e netta, con la possibilità di ripensamenti.
Il ct viene inoltre descritto come deciso e, allo stesso tempo, capace di lucidità e cinismo: modificare, tornare indietro e ripensarci, perché ciò che funziona in un momento non è detto che funzioni anche nel successivo. Per questo, sugli effetti sul rendimento e sull’andamento della squadra, non ci sarebbero preclusioni.
strategie per gli europei: uomini e donne
La domanda finale riguarda il percorso verso gli Europei. Per gli uomini, l’ipotesi è che la squadra sappia creare quadrato, isolarsi e lavorare sui dettagli non pienamente convincenti, trasformando un inciampo in uno scatto. Per le donne, invece, la prospettiva è legata all’atteggiamento: nelle settimane successive si guarderebbe in faccia la situazione e si tornerebbe in campo con un atteggiamento combattivo, descritto come uno “stomaco brontolone” tipico di chi è pronto a dare tutto.
In entrambi i gruppi, viene evidenziata la pressione: occhi puntati addosso e avversari pronti a sfruttare ogni occasione per conquistare lo scalpo. Sul fronte della gestione delle critiche, rimane un’area in cui ci sarebbe spazio per crescere.
Personaggi citati: Simone Giannelli, Julio Velasco, De Giorgi, Anna Danesi, Diego Abatantuono.


