Napoli e maradona come li ho conosciuti tra bologna e papà savoldi

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Napoli e maradona come li ho conosciuti tra bologna e papà savoldi

Una partita che diventa memoria, un ricordo che si trasforma in emozione. Lunedì sera, allo stadio Maradona, Napoli e Bologna si affrontano in un confronto carico di significato per Gianluca Savoldi, chiamato a misurarsi con la distanza e con i legami che hanno segnato la vita di papa Beppe Savoldi. Tra scelte di cuore, città dell’anima e un incontro destinato a restare impresso, le dichiarazioni raccontano una storia in cui calcio, famiglia e affetto si intrecciano con naturale intensità.

napoli e bologna: le città che uniscono il destino di beppe savoldi

Le due formazioni non sono solo avversarie: rappresentano due poli fondamentali della vicenda sportiva e personale di Beppe Savoldi. Savoldi sottolinea che, oltre a Bergamo, Napoli e Bologna restano le città in cui la famiglia ha vissuto e in cui il “destino” si è incrociato. L’idea centrale è affidata a un principio chiaro: l’amore per entrambe esclude il meccanismo del tifo contrapposto, perché conta ciò che hanno significato quelle esperienze.

una scelta emotiva: “non devo tifare per chi ha bisogno”

Nel parlare della sfida, Savoldi ribadisce il proprio approccio, legato alla sensibilità e ai sentimenti. Evidenzia l’intenzione di guardare la partita con serenità e la convinzione che nessuna delle due parti corra rischi, evitando così di trasformare l’incontro in una scelta forzata. Il ragionamento si sviluppa attorno all’affetto per entrambe le città, mantenuto in equilibrio.

no alle classifiche: le emozioni che hanno guidato la vita

Accanto alla cornice emotiva, emerge anche il rifiuto delle logiche legate alle “classifiche”. Le emozioni considerate più importanti sono quelle che hanno determinato la vita: Savoldi richiama il modo in cui il calcio ha coinvolto l’intera famiglia. Da un lato la nascita e l’identità bolognese con la sorella; dall’altro il matrimonio e l’esperienza a Napoli.

la scelta del napoli e il ritorno al bologna di beppe savoldi

Il racconto entra nel merito delle decisioni che hanno caratterizzato la carriera di Beppe Savoldi. La fase napoletana viene descritta come un periodo di quattro anni intensissimi, descritti come pieni di un affetto particolare. Savoldi ricorda che il padre scelse il Napoli con forza, preferendolo a Juve, Inter e Milan. Nella stessa linea di fedeltà personale ai progetti, si inserisce anche un desiderio di ritorno: Beppe Savoldi volle tornare al Bologna.

ricordi tra maradona, bologna e lo stadio san paolo

La narrazione si concentra su immagini e dettagli che compongono un mosaico: luoghi, gesti quotidiani, incontri e rituali legati al mondo calcistico. Al centro resta l’esperienza condivisa con il padre, tra Bologna e Napoli, fino all’incontro con Diego Armando Maradona.

bergamo: radici, casa e la tana ai piedi della maresana

Prima di arrivare alle due città protagoniste, Savoldi separa Bergamo con una nota particolare. È la città in cui Beppe Savoldi nacque e dove costruì la casa negli anni Settanta, ai piedi della collina Maresana, vicino allo stadio. Viene definita come la tana, le radici di cui sentirsi fieri.

ultima volta insieme a bologna: viale risorgimento, porta saragozza e la zuppa inglese

Un ricordo legato al tempo trascorso insieme a Bologna emerge con forza. Savoldi richiama una mangiata in campagna da amici, oltre a dettagli concreti: la casa in viale Risorgimento e il parco di Porta Saragozza, con un’immagine condivisa in cui lui e il padre tirano calci a un pallone. Il racconto include anche un tratto gastronomico significativo: la zuppa inglese di Ivo alla Braseria, che Beppe Savoldi adorava.

la vostra napoli: parco ruffo, via orazio e i cani a casa bruscolotti

Napoli viene descritta attraverso indirizzi e abitudini. La casa al parco Ruffo e la seconda a via Orazio, non lontano da quella di Diego. Savoldi ricorda la presenza di Carmando, indicato come figura che faceva da balia al San Paolo mentre il padre si allenava. Compare anche l’immagine dei primi calci della vita sull’erba di quello stadio.

Nel 2022, secondo quanto raccontato, ci siamo “stati insieme per l’ultima volta” sia in città sia a Ischia. A Napoli Savoldi afferma di aver imparato anche ad amare i cani, citando Mark, un boxer tigrato: l’immagine è quella del figlio che si addormenta addosso a lui mentre Mark rimane immobile, con l’interpretazione che la calma fosse legata alla paura di svegliarsi.

incontro con maradona: at al san marco e allo stadio

Il legame con Maradona viene collocato con precisione: Bergamo nel 1984, all’arrivo in Italia. Savoldi descrive la dinamica come un “privilegio” di essere figlio di Savoldi, ricordando che la sera prima di Atalanta-Napoli il padre andò a salutare i vecchi compagni in hotel al San Marco. Carmando, secondo il racconto, accompagnò Gianluca nella camera di Diego.

La scena riportata è dettagliata: Maradona era sul letto a guardare “Fantastico” con i calzettoni bianchi di spugna; ballava Heather Parisi. Il giorno dopo, Savoldi afferma di averlo rivisto allo stadio: si riscaldava nel corridoio degli spogliatoi, avanti e indietro, con un rituale descritto come tipico dell’epoca.

i miti del bologna e gli incontri che hanno segnato il percorso

Nel descrivere l’ambiente bolognese, Savoldi cita figure specifiche legate ai ricordi del padre e ai momenti di vita condivisa. I personaggi elencati compongono un riferimento chiaro alle amicizie e agli orizzonti di quegli anni.

perani, bulgarelli, mancini e il gruppo di riferimenti

Savoldi richiama Perani, indicato come bergamasco come Beppe Savoldi e uno dei migliori amici del padre. Il ricordo prosegue con Bulgarelli, con cui la famiglia andava al mare a Riccione e a Milano Marittima. Tra le immagini affiora anche la presenza di un giovane: Roberto Mancini, menzionato come colui che il padre riteneva destinato a diventare un grandissimo.

Nei racconti torna anche l’aspetto dei raggiungimenti: Mancini veniva chiamato a raggiungere il gruppo a Riccione. Nel ricordo restano poi i nomi di altri protagonisti: Colomba, Bellugi, Roversi e Pecci.

lunedì allo stadio: l’emozione del percorso e il desiderio al dall’ara

Quando si parla del lunedì e dell’accesso allo stadio, il racconto è diretto: Savoldi afferma di non aver mai nemmeno sfiorato l’idea di andare a vedere la partita. L’invito arriva in modo inaspettato per Napoli-Milan, e viene descritto come molto emozionante per l’opportunità di “toccare con mano” l’amore per il padre.

Il richiamo torna anche su Bergamo, dove si è verificata una situazione analoga. Per chiudere il cerchio, Savoldi esprime un desiderio preciso: andare al Dall’Ara, con l’idea che l’appuntamento possa arrivare magari all’ultima giornata.

Personaggi citati: Beppe Savoldi, Diego Armando Maradona, Heather Parisi, Ivo, Carmando, Mark, Carmando, Perani, Bulgarelli, Roberto Mancini, Colomba, Bellugi, Roversi, Pecci, Bruscolotti.

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Categorie: Calcio

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