Mouratoglou lancia l’allarme sugli infortuni: serve cambiare rotta
Gli infortuni nel tennis contemporaneo stanno assumendo dimensioni sempre più rilevanti e coinvolgono anche i protagonisti più importanti del circuito. Il forfait di Jannik Sinner agli US Open, causato da un problema al ginocchio destro, e il rientro di Carlos Alcaraz dopo quattro mesi di stop per un infortunio al polso riportano l’attenzione sulle condizioni fisiche degli atleti e sulle caratteristiche del tennis moderno.
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz simboli di un problema crescente
A New York si verifica una situazione particolarmente significativa. Alcaraz, finalista dell’edizione 2025, torna in campo dopo un lungo periodo di assenza, mentre Sinner, vincitore dell’ultima edizione, è costretto a rinunciare alla competizione. Due dei principali interpreti del tennis attuale si trovano così a vivere, nella stessa stagione, situazioni opposte ma legate allo stesso tema: la crescente frequenza degli infortuni.
Il fenomeno non riguarda soltanto i due campioni. Osservando il ranking ATP, emerge una lista molto ampia di giocatori assenti, alle prese con problemi fisici oppure reduci da periodi di inattività. A colpire è anche l’età di numerosi tennisti coinvolti: non si tratta esclusivamente di veterani vicini al termine della carriera, ma di atleti ancora nel pieno della maturità agonistica, quando preparazione, prevenzione e medicina dello sport dovrebbero offrire strumenti sempre più efficaci.
Patrick Mouratoglou analizza le cause degli infortuni
Patrick Mouratoglou ritiene che il calendario non rappresenti l’unica spiegazione possibile. Il coach francese osserva che l’ampliamento di alcuni tornei Masters 1000 non comporta automaticamente un incremento proporzionale del numero di partite disputate. Per questo motivo, l’attenzione dovrebbe concentrarsi soprattutto sull’evoluzione dello stile di gioco e sulle condizioni in cui vengono affrontati gli scambi.
Superfici più lente e scambi da fondo campo
Secondo Mouratoglou, le superfici sono diventate più lente e omogenee, riducendo la varietà tattica del tennis. Questa trasformazione favorisce scambi prolungati dalla linea di fondo, caratterizzati da elevata intensità, grande potenza e ripetizione continua dei colpi.
Una simile dinamica sottopone a sollecitazioni molto pesanti soprattutto braccio, gomito e spalla. I giocatori sono chiamati a colpire la palla con forza per numerose volte consecutive, sia durante gli allenamenti sia nelle partite, aumentando il carico complessivo sugli arti superiori.
Il ruolo delle palline nel carico fisico
Un altro elemento indicato dal tecnico francese riguarda le palline. Peso, velocità e comportamento possono variare sensibilmente da una settimana all’altra. Quando una pallina perde vivacità, l’atleta deve imprimere più energia al colpo per ottenere profondità e velocità adeguate.
La maggiore forza richiesta, moltiplicata per migliaia di colpi eseguiti tra allenamenti e incontri ufficiali, rappresenta un fattore che necessita di un’analisi approfondita. La crescita delle problematiche agli arti superiori sembra collegarsi proprio a questa combinazione di materiali, superfici e modalità di gioco.
Gli infortuni coinvolgono tutto il corpo
I dati citati dalla PTPA indicano un aumento significativo degli infortuni nel tennis negli ultimi anni. Le difficoltà non riguardano soltanto spalle, gomiti e braccia: anche ginocchia, caviglie, schiena e muscoli sono sottoposti a carichi elevati in un’attività sempre più basata su velocità, potenza e continuità dello sforzo.
Mouratoglou chiede quindi agli organi di governo del tennis di esaminare con attenzione le superfici, le palline e ogni altro fattore potenzialmente collegato alla crescita degli infortuni agli arti superiori. L’obiettivo indicato è individuare con precisione le cause e definire soluzioni concrete, considerando che i numeri relativi alla salute dei giocatori non possono essere ignorati.
Protagonisti coinvolti nel tema degli infortuni
- Jannik Sinner, costretto a rinunciare agli US Open per un problema al ginocchio destro.
- Carlos Alcaraz, rientrato dopo quattro mesi di stop per un infortunio al polso.
- Patrick Mouratoglou, coach francese che ha analizzato il rapporto tra stile di gioco, attrezzatura, superfici e aumento degli infortuni.
