MotoGP ogura vittoria col brivido abbassatore aprilia faceva le bizze
Assen ha restituito un’emozione attesa a lungo: dopo oltre vent’anni dall’ultimo successo casalingo di Makoto Tamada nel 2004, il Giappone torna alla vittoria in MotoGP. Ai Ogura conquista la sua prima, storica affermazione in sella, in una gara dai continui cambi di posizione e da momenti decisivi nei passaggi chiave tra i giri.
ai ogura vince ad assen dopo una gara intensa e ricca di sorpassi
La partenza vede Ogura scattare bene dalla seconda posizione, prendendo subito il comando. L’equilibrio dura poco: Jorge Martin lo supera rapidamente, e in seguito anche Raul Fernandez riesce a passare prima della fine del primo giro. Da lì in avanti, la corsa si trasforma in un susseguirsi di tentativi di rientro e controsorpassi, con Ogura pronto a reagire alle variazioni di ritmo e alle opportunità nate in pista.
All’inizio del secondo giro, nel tentativo di rientrare davanti, Ogura commette una piccola sbavatura: questa fase permette a Marc Marquez e Marco Bezzecchi di superarlo, seguito poi da Pecco Bagnaia. Ogura si ritrova sesto, ma la dinamica della gara gli offre una finestra immediata: sfrutta praticamente subito la caduta di Bezzecchi, supera Bagnaia all’ultima chicane e, al quinto giro, realizza un ulteriore sorpasso nello stesso punto ai danni di Marquez.
Risalito fino al terzo posto, Ogura si avvicina a Martin e Fernandez, che erano riusciti ad andare in fuga. Il gruppo si riassetta quando perde nuovamente contatto a causa dell’abbassatore posteriore rimasto attivato; una volta risolto il problema, riprende la marcia e si lancia sui due leader. Al 18° giro Ogura elimina Martin, poi supera Fernandez due giri più tardi, iniziando a costruire il margine decisivo per conquistare la sua prima vittoria in MotoGP.
emozioni e parole di ai ogura dopo l’arrivo
Al termine della gara Ogura mantiene un atteggiamento controllato, restando fedele alla propria flemma, pur riconoscendo l’intensità del momento. Alla comunicazione ufficiale del campionato dichiara di essere molto, molto felice e sottolinea il valore dell’esperienza: oltre alla vittoria, emerge il riconoscimento per il gruppo che lo segue, con un ringraziamento rivolto ai giapponesi e al team Trackhouse.
In conferenza stampa Ogura aggiunge ulteriori dettagli emotivi: richiama la lunga attesa e la persistenza dopo tre secondi posti consecutivi, arrivando finalmente alla vittoria. La gara viene descritta come molto dura, con un passo estremamente efficace e con sorpassi giudicati positivi. L’obiettivo del successo diventa anche un momento di condivisione con i tifosi: la speranza è che i sostenitori giapponesi abbiano potuto apprezzare l’andamento della corsa.
la gestione della gara: ritmo, holeshot device e abbassatore
Prima della corsa, Ogura aveva indicato di puntare alla vittoria a patto di non perdere posizioni nei primi giri. Il confronto iniziale con Raul Fernandez rende la fase temprata e complessa: Ogura racconta che, nelle prime tornate, non immaginava una battaglia così intensa e che questo lo porta a perdere posizioni e tempo. Superata quella fase, Ogura afferma di aver trovato la propria forza e di essere riuscito a risalire verso i leader.
Durante la gara emerge uno spavento legato all’holeshot device. Ogura dichiara di essere rimasto preoccupato per la moto in quel momento: con 26 giri in programma, il problema si è presentato una sola volta, e poi la moto ha ripreso a funzionare normalmente. Nel dettaglio spiega che l’azione è stata correlata alla gestione dell’abbassatore.
Nel racconto tecnico, Ogura indica di aver attivato l’abbassatore all’uscita dell’ultima chicane e di averlo sbloccato alla prima curva. L’abbassatore si sarebbe riattivato tra le curve 1 e 3, ipotizzando un possibile contatto accidentale su un pulsante, definito come un errore personale. La situazione viene descritta come spaventosa, ma senza un impatto eccessivo sul tempo perso, elemento che contribuisce a mantenere la gara sotto controllo.
il piano di rimonta: nessuna fretta, gestione del ritmo e attesa del momento giusto
Quando la corsa prende la direzione della rincorsa sui due leader, Ogura afferma di non aver avvertito la necessità di “forzare” in anticipo. Valuta la situazione osservando la distanza e comprende che il proprio ritmo è leggermente migliore rispetto a quello di Martin e Fernandez. Da lì, la strategia diventa una gestione continua: Ogura parla di una condotta guidata dal proprio passo, senza fretta, concentrandosi sulla costruzione del momento in cui scattare.
La fase centrale viene ricordata anche per la percezione psicologica del tempo: Ogura racconta che, quando mancavano quattro o cinque giri, il tratto finale è sembrato lungo, pur ritenendo di aver amministrato bene la pressione fino al momento decisivo. Il finale conferma la traiettoria: il sorpasso su Martin arriva al momento giusto, poi quello su Fernandez consente di scavare un gap sufficiente per chiudere per primo.
assapon di assen per ai ogura: una vittoria che amplifica un legame già forte
Ogura lega la vittoria anche all’affinità personale per il circuito: Assen viene indicato come uno dei circuiti preferiti. Nella memoria recente richiama anche un precedente successo in Moto2 sullo stesso tracciato e il fatto di poter correre con i tifosi presenti rende la giornata ancora più speciale. Al momento del taglio del traguardo, la soddisfazione viene descritta come immensa.
personaggi e protagonisti citati nella cronaca di gara
- Ai Ogura
- Jorge Martin
- Raul Fernandez
- Marc Marquez
- Marco Bezzecchi
- Pecco Bagnaia
- Makoto Tamada
