Motogp, mir costretto a fermarsi: la stanchezza gli impediva di vedere bene
Joan Mir torna a disposizione per il Gran Premio della Malesia dopo una lunga pausa legata a problemi fisici che lo avevano costretto a interrompere la gara di Misano. Il pilota spagnolo, campione del mondo nel 2020, ha ricevuto l’idoneità medica per affrontare l’intero fine settimana sul circuito di Sepang e ha spiegato per la prima volta le difficoltà incontrate negli ultimi mesi.
Joan Mir pronto a correre a Sepang
Il pilota Honda HRC non saliva in moto dal Gran Premio di San Marino, concluso in anticipo a causa di condizioni fisiche diventate difficili da gestire. Successivamente era stato costretto a saltare anche il Gran Premio d’Austria e i primi tre appuntamenti della trasferta asiatica, disputati in Giappone, Indonesia e Australia.
Durante la permanenza del campionato a Phillip Island, Mir ha registrato un miglioramento delle proprie condizioni e ha annunciato la presenza al diciannovesimo appuntamento stagionale. Il controllo effettuato dall’équipe medica della MotoGP, guidata dal dottor Ángel Charte, ha confermato la possibilità di partecipare a tutte le sessioni del fine settimana.
La stessa autorizzazione è stata concessa a Luca Marini, compagno di squadra del pilota maiorchino, che in Australia era riuscito a completare soltanto due giri nella giornata di venerdì dopo essere stato colpito da un virus.
Joan Mir racconta i problemi di vista e la stanchezza
Dopo la visita medica, Mir ha illustrato le ragioni che lo hanno portato a fermarsi. Il problema principale riguardava un calo della vista associato a una stanchezza estrema, una condizione che aveva iniziato a manifestarsi già nella prima parte della stagione e che era progressivamente peggiorata.
Secondo la spiegazione del pilota, i disturbi visivi erano collegati a un problema già affrontato in passato. Lo stress avrebbe contribuito ad aggravarlo, fino a renderlo incontrollabile durante il Gran Premio di San Marino. L’impatto mentale della situazione è stato significativo, soprattutto perché per diverso tempo non è stato possibile individuare una soluzione efficace.
Mir ha precisato di non voler entrare nel merito della diagnosi medica, limitandosi a descrivere i sintomi sperimentati. Le difficoltà più preoccupanti erano la perdita di lucidità visiva e l’affaticamento intenso, condizioni incompatibili con le esigenze della guida in MotoGP.
Il recupero di Joan Mir dopo lo stop
Il trattamento inizialmente non aveva prodotto gli effetti sperati, aumentando l’incertezza sul recupero. La situazione è cambiata nei giorni precedenti al Gran Premio d’Australia, quando il pilota ha iniziato a sentirsi meglio, pur senza essere ancora tornato in sella.
Nelle prime settimane trascorse a casa, Mir ha limitato le attività. In seguito ha ripreso gradualmente ad allenarsi e ad aumentare gli impegni quotidiani. Il miglioramento ottenuto gli ha permesso di avere una visione più chiara di quanto accaduto durante la stagione 2026.
Il pilota ha spiegato di avere ora molte più risposte sulle difficoltà affrontate, pur scegliendo di mantenere private alcune informazioni. La pausa forzata gli ha consentito di recuperare energie e di arrivare a Sepang in condizioni sensibilmente migliori rispetto al periodo precedente allo stop.
Joan Mir e i protagonisti del rientro in MotoGP
Il ritorno in pista coinvolge il pilota Honda HRC, l’équipe medica del campionato e il compagno di squadra, anch’egli dichiarato idoneo alla partecipazione del fine settimana.
- Joan Mir, pilota Honda HRC e campione del mondo MotoGP 2020.
- Luca Marini, compagno di squadra di Mir in Honda HRC.
- Ángel Charte, responsabile dell’équipe medica della MotoGP.
