Motogp, marquez racconta la prima curva: eravamo in quattro affiancati e siamo andati lunghi
Marc Marquez ha trasformato una Sprint che sembrava proibitiva in un risultato decisivo per il campionato. Sul circuito di Mandalika, considerato uno dei tracciati più complessi per il pilota Ducati, il successo nella gara breve gli ha permesso di conquistare per la prima volta in stagione la leadership iridata in solitaria, con un vantaggio di quattro punti su Jorge Martin.
Marc Marquez conquista la Sprint di Mandalika
La partenza ha subito modificato gli equilibri della gara. Marc Marquez ha cercato di portarsi davanti alla prima staccata, ma si è ritrovato stretto tra la Ducati di Fabio Di Giannantonio e l’Aprilia di Marco Bezzecchi, con Raul Fernandez all’esterno. I quattro piloti hanno frenato molto tardi e sono finiti lunghi.
La dinamica ha avuto conseguenze soprattutto per Bezzecchi e Fernandez, entrambi finiti a terra. Jorge Martin ne ha approfittato per inserirsi all’interno e passare dalla quinta alla prima posizione, davanti proprio a Marquez. Il pilota Aprilia, però, avrebbe accusato un problema legato alla pressione della gomma anteriore.
La pressione degli pneumatici cambia la gara
A cinque giri dalla conclusione, Martin è stato costretto a rallentare per consentire alla pressione dell’anteriore di rientrare nei valori corretti. Marquez, che si trovava alle sue spalle, ha così potuto superarlo. Poco dopo, il madrileno è arrivato lungo alla curva 16, arretrando fino al quarto posto.
Il risultato ha consegnato a Marc Marquez la quinta vittoria stagionale nella Sprint secondo il conteggio riportato, un successo maturato su una pista che alla vigilia sembrava favorire soprattutto l’Aprilia. L’esito della gara breve ha quindi avuto un peso rilevante nella lotta per il titolo.
Le parole di Marc Marquez dopo la vittoria
Marquez ha spiegato di aver affrontato il fine settimana con l’obiettivo di limitare i danni su un circuito considerato difficile. Il lavoro è partito dalla qualifica, nella quale il pilota Ducati ha ottenuto un buon tempo nel primo tentativo effettuato senza riferimento diretto. Nel secondo attacco della Q2 ha invece scelto una strategia diversa, riuscendo a precedere Martin e a partire dalla quarta posizione.
Durante la Sprint, il pilota ha dichiarato di aver spinto al massimo delle proprie possibilità, riconoscendo il ruolo della pressione degli pneumatici nell’evoluzione della gara. La sua gomma anteriore aveva raggiunto una pressione molto elevata perché si trovava alle spalle di Martin, mentre quella dell’avversario si era abbassata procedendo senza una moto davanti. La gestione delle gomme ha quindi favorito il sorpasso e la vittoria di Marquez.
La dinamica della prima staccata
Il pilota Ducati ha definito particolarmente delicato il momento iniziale della gara. Quattro moto si sono presentate quasi affiancate alla frenata, con ciascun pilota impegnato a osservare il riferimento di quello immediatamente vicino. Bezzecchi guardava la frenata di Fernandez, Marquez quella di Bezzecchi e Di Giannantonio quella di Marquez.
Il risultato è stato un effetto domino: tutti sono arrivati lunghi e Martin ha potuto sfruttare lo spazio disponibile per passare rapidamente dal quinto al primo posto. La situazione ha reso ancora più importante la successiva rimonta del pilota Ducati.
Marc Marquez e le partenze senza abbassatori anteriori
Marquez ha parlato anche della propria efficacia nelle partenze dopo il divieto degli abbassatori anteriori. Secondo il pilota, la procedura richiede oggi un controllo più manuale e una gestione più precisa della frizione. In passato la partenza risultava più semplice da eseguire, mentre attualmente è più facile commettere errori.
Quando la procedura viene eseguita correttamente, però, può rappresentare un vantaggio significativo. Marquez ha ricordato di aver commesso a sua volta alcuni errori, citando in particolare la partenza del Gran Premio d’Austria.
I protagonisti della Sprint di Mandalika
- Marc Marquez, pilota Ducati e vincitore della Sprint.
- Jorge Martin, rivale per il campionato e pilota Aprilia.
- Fabio Di Giannantonio, coinvolto nella frenata della prima curva.
- Marco Bezzecchi, pilota Aprilia finito a terra dopo la prima staccata.
- Raul Fernandez, coinvolto nella dinamica iniziale e nella caduta.
