MotoGP, i piloti preoccupati: "Sarà molto triste" perdere Phillip Island
Phillip Island si prepara a salutare la MotoGP dopo decenni di gare spettacolari e ricordi indelebili. Il Gran Premio d’Australia in programma questo fine settimana sarà l’ultima apparizione della classe regina sul circuito, destinato a lasciare il calendario dal prossimo anno per fare spazio al nuovo tracciato cittadino di Adelaide.
Phillip Island, un circuito unico nel calendario MotoGP
Il tracciato australiano misura 4,4 chilometri ed è apprezzato dai piloti per la combinazione di curve veloci, continui cambi di pendenza e caratteristiche tipiche dei circuiti della vecchia scuola. La pista sorge a sud di Melbourne, direttamente affacciata sull’oceano, e offre un contesto naturale considerato parte integrante del suo fascino.
La conformazione del circuito permette al talento del pilota di emergere anche quando la moto non è perfettamente regolata. Le traiettorie veloci richiedono grande precisione, mentre vento, impennamenti e sbacchettamenti obbligano a una gestione costante del mezzo. Il risultato è una guida intensa, tecnica e particolarmente coinvolgente.
I piloti MotoGP raccontano il fascino di Phillip Island
Jack Miller e il legame con il circuito australiano
Per Jack Miller, unico pilota australiano presente in griglia e portacolori del team Pramac, Phillip Island rappresenta una delle piste più simboliche dell’intero campionato. Il pilota ha sottolineato l’intensità delle emozioni legate al circuito e la sua capacità di essere teatro di alcune delle gare più memorabili della storia della MotoGP.
Miller considera decisiva la possibilità di fare la differenza attraverso il ritmo, anche quando l’assetto non è ideale. La sua moto si comporta bene nell’inserimento in curva e, secondo il pilota, una corretta gestione dello scorrimento potrebbe permettere di lottare per le posizioni di vertice.
Pedro Acosta e il confronto con i templi del motociclismo
Pedro Acosta, in forza alla KTM, ha descritto l’ultimo fine settimana a Phillip Island come un appuntamento dai sentimenti contrastanti. L’atmosfera promette di essere speciale grazie alla vicinanza dei tifosi, mentre l’addio al circuito renderà l’evento particolarmente malinconico.
Secondo il pilota spagnolo, Phillip Island appartiene alla ristretta cerchia dei tracciati leggendari del Mondiale, insieme a piste come Mugello e Jerez. Proprio per questo, l’assenza del circuito australiano dal calendario della stagione successiva sarà difficile da accettare per l’intera griglia.
Marc Marquez e il rispetto per una pista velocissima
Marc Marquez, vincitore per due volte del Gran Premio d’Australia, ha indicato Phillip Island tra i suoi circuiti preferiti. La pista gli permette di divertirsi particolarmente, ma impone anche un livello di attenzione elevatissimo per la velocità e la ristrettezza del tracciato.
Gli errori possono condurre rapidamente nella ghiaia, rendendo necessario un approccio sempre rispettoso. Marquez ha paragonato il timore reverenziale suscitato da Phillip Island a quello associato ad Assen. Il settore finale, soprattutto nei primi giri, resta uno dei passaggi più impressionanti dell’intero weekend.
Il valore dell’esperienza oltre la pista
Jorge Martin, rivale di Marquez nella corsa al titolo, ha evidenziato il carattere completo dell’esperienza australiana. I piloti spesso scelgono di soggiornare in case vacanza invece che nei tradizionali alberghi, vivendo a stretto contatto con la natura dell’isola.
Per Martin, il circuito richiede tecnica e velocità, ma anche un approccio diverso rispetto alle altre tappe. Il pilota ha ricordato di averlo amato fin dai tempi della Moto3 e ha descritto positivamente la possibilità di fare surf e rilassarsi in un ambiente naturale. La combinazione tra pista e territorio renderà ancora più forte la nostalgia dopo l’addio al calendario.
Il passaggio da Phillip Island ad Adelaide
Il futuro del circuito era già stato messo in discussione dalle strutture ormai datate e dalla disponibilità limitata di sistemazioni alberghiere. Il governo dello Stato dell’Australia Meridionale ha raggiunto un nuovo accordo per portare la MotoGP ad Adelaide, dove la classe regina correrà a partire dal 2027.
Le perplessità iniziali dei piloti sul nuovo circuito cittadino sono state ridimensionate dopo le rassicurazioni dell’organizzazione sulla sicurezza, accompagnate dalla diffusione di un video onboard generato dall’intelligenza artificiale. L’accettazione di Adelaide non ha cancellato il dispiacere per la perdita di Phillip Island.
Il ricordo delle gare e del trofeo speciale
Luca Marini, pilota Honda, ha ricordato il valore di Phillip Island per lo spettacolo, per il pubblico televisivo e per gli appassionati presenti sul posto. Alcune edizioni disputate tra il 2017 e il 2018, insieme a quelle degli anni successivi, sono rimaste impresse per l’intensità dei duelli.
Marini ha inoltre parlato del particolare trofeo assegnato al vincitore, considerato un oggetto dal forte valore storico e riconoscibile per il suo stile. Non essendo mai riuscito a salire sul podio australiano, il pilota Honda tenterà di conquistare il premio nell’ultima gara della classe regina sul circuito, anche in condizioni di pista bagnata.
Marco Bezzecchi, portacolori dell’Aprilia, ha ricordato che le piste più belle sono spesso capaci di regalare gare memorabili. A Phillip Island i duelli hanno mantenuto negli anni un livello particolarmente spettacolare e proprio lì Bezzecchi ha ottenuto il suo primo podio in MotoGP, trasformando il circuito in un luogo legato a un ricordo personale significativo.
I piloti e le personalità citate
- Jack Miller, pilota australiano del team Pramac
- Pedro Acosta, pilota KTM
- Marc Marquez, due volte vincitore del Gran Premio d’Australia
- Jorge Martin, rivale di Marquez per il titolo
- Luca Marini, pilota Honda
- Marco Bezzecchi, pilota Aprilia
- Alex Marquez, nominativo presente nel contesto del team Gresini Racing
