MotoGP Fernández eroico sabato con la schiena bloccata non pensavo al podio
Al Sachsenring la prestazione di Raúl Fernández ha avuto una genesi fatta di rincorsa, gestione delle distanze e condizioni fisiche non al meglio. Dopo una partenza in cui si è trovato inizialmente dietro ai ritmi imposti dai fratelli Márquez, il pilota del team Trackhouse ha impostato la gara sulla scia dei leader, arrivando poi a difendere il risultato sul finale contro una progressione sempre più rapida.
Raúl Fernández al Sachsenring: gara di rincorsa e gestione delle posizioni
Partito con la sua Aprilia privata, Fernández ha preso immediatamente la direzione dell’inseguimento, puntando al leader Marc e a Alex. Nel corso dei primi giri, però, Alex è scivolato, aprendo un quadro diverso: Marc ha guadagnato vantaggio e si è portato in fuga solitaria, mentre Fernández si è ritrovato secondo.
A quel punto la strategia è stata soprattutto di non eccedere. Le sensazioni raccontate indicano che la Desmosedici #93 appariva in quel momento imprendibile, rendendo la priorità la tenuta della posizione. Alle spalle la pressione è salita gradualmente: Ai Ogura ha iniziato a ridurre il gap fino a diventare una minaccia concreta.
Ai Ogura attacca e conquista la seconda piazza
La progressione di Ogura ha continuato a farsi sentire giro dopo giro, trasformandosi in un tentativo d’attacco che, secondo quanto emerso, ha portato a sfilare a Fernández la piazza d’onore. Il passaggio di posizione ha definito l’assetto del podio: Marc in testa, Fernández in terza posizione, con Ogura protagonista nella fase finale.
condizioni fisiche e terzo posto: Fernández racconta il post-gara
Nel post-gara Fernández ha chiarito che il risultato non è nato da una disponibilità piena. Le sue condizioni fisiche risultavano tutt’altro che buone per salire in moto con continuità. Il punto di svolta è stato collegato a quanto accaduto durante le Libere 2 del sabato: un problema alla moto ha generato un movimento brusco, fino a bloccare la schiena e impedirgli di proseguire come avrebbe voluto.
Il pilota ha spiegato di aver effettuato principalmente trattamenti e massaggi, arrivando anche a saltare le attività previste con i media. Nella giornata successiva, al risveglio, è riuscito a muoversi con maggiore facilità e ha attribuito un ruolo decisivo alle cure:
“Sono veramente contento perché durante le Libere 2 di sabato mattina ho avuto un problema sulla moto che mi ha fatto fare un movimento brusco; la schiena mi si è bloccata e non sono riuscito a fare più nulla”.
“Ho fatto solamente trattamenti e massaggi, saltando anche le attività coi media. Stamattina, quando mi sono svegliato, riuscivo a muovermi abbastanza bene e quindi non posso far altro che ringraziare il mio fisioterapista Elu: ha fatto un lavoro incredibile e quindi è grazie a lui e alla squadra di fisioterapisti che la MotoGP porta in pista se sono qui ora”.
Aprilia-Trackhouse e messa a punto: più fiducia in frenata
Oltre alla gestione del momento gara, Fernández ha indicato un aspetto tecnico fondamentale: il lavoro effettuato con il team nella messa a punto. A partire da alcune gare, l’impostazione adottata gli ha permesso di esprimersi con maggiore efficacia, soprattutto nella parte iniziale del giro e nei punti di frenata.
lavoro sull’anteriore e nuovo modo di frenare
Lo spagnolo ha collegato i progressi a quanto ottenuto nella settimana di Barcellona, quando è stato possibile lavorare sulla componente anteriore. Il risultato descritto è una più fiducia in frenata e una maggiore capacità di staccare e rilasciare il freno secondo un timing più vicino a quello usato prima dell’approdo in MotoGP.
“Nella settimana di Barcellona siamo riusciti a lavorare sulla parte anteriore che mi dà molta più fiducia in frenata, riuscendo a staccare e a rilasciare il freno nel modo in cui facevo prima di arrivare in MotoGP; questo mi consente di guidare più forte ed essere più competitivo, da allora non ho più toccato nulla sulla moto”.
partenza e episodio in curva 3
Fernández ha inoltre riferito alcuni passaggi che hanno condizionato la prima parte della gara. In partenza ha corso un rischio per essersi dimenticato di sbloccare l’abbassatore, e in curva 3 ha strisciato per terra. Successivamente è riuscito a rimettere a posto la situazione.
difesa contro Ogura e ritmo legato alle gomme
La dinamica finale è stata influenzata dal confronto diretto con Ogura. Fernández ha spiegato che, dopo l’arrivo del rivale, le possibilità di difesa si sono ridotte, anche per la natura dell’avversario: un pilota leggero in grado di conservare più a lungo le gomme e quindi più incisivo negli ultimi giri.
“Dopo è arrivato Ai e lì non ho potuto fare molto, anche perché è molto impegnativo lottare con lui visto che è un pilota leggero che conserva maggiormente le gomme per gli ultimi giri. Al via fatica qualche tornata a scaldarle, ma dopo ne ha di più degli altri e quindi non c'è molto da fare”.
Fernández ha indicato anche un elemento di scenario: se l’attacco fosse arrivato subito a Marc, avrebbe potuto cambiare l’equilibrio, mentre nel suo caso la corsa si è giocata sulla capacità di arrivare nelle migliori condizioni a fine gara con la tenuta delle coperture.
personaggi coinvolti nella gara e nel racconto
Le dinamiche descritte ruotano attorno ai protagonisti che hanno definito la classifica e l’evoluzione sul Sachsenring:
- Raúl Fernández
- Marc
- Alex
- Ai Ogura
- fratelli Márquez
