MotoGP Bagnaia scherza sulla Q2 all’ultimo giro: thriller in pista
Un venerdì intenso e dai risvolti imprevedibili ha definito l’andamento del pomeriggio del Gran Premio d’Olanda di MotoGP per Pecco Bagnaia. A pochi minuti dagli ultimi passaggi utili, una situazione tutt’altro che semplice ha aperto la strada a un finale thrilling, con la necessità di recuperare posizioni e conquistare un accesso diretto alla Q2 nonostante l’assenza di una gomma nuova.
Pecco Bagnaia MotoGP: finale in rimonta e accesso alla Q2
Al momento decisivo della sessione, Bagnaia si trovava fuori dalla top 10. Questo scenario ha reso necessario un tempo immediato per rientrare tra i piloti qualificati e assicurarsi la Q2 alla ripartenza.
La complicazione principale è stata la gestione degli pneumatici. Il pilota Ducati ha infatti spiegato che non aveva la possibilità di montare una gomma aggiornata: al suo arrivo in box non era presente quella attesa, con un momento definito un po’ difficile. In ogni caso, l’ultimo giro con la combinazione disponibile si è rivelato determinante, permettendo di scalare fino al quinto posto.
giro decisivo con bandiera rossa a 3’08”: dalla difficoltà alla prestazione
Il passaggio più delicato è coinciso con una bandiera rossa comparsa a 3’08” dalla fine della sessione, elemento che ha contribuito a rendere il finale estremamente concitato. Bagnaia ha sottolineato la necessità di dare tutto nell’unica opportunità rimasta, pur sapendo che la gomma non poteva avere lo stesso potenziale di una appena montata, pur avendo sei giri.
Il bilancio della giornata è stato considerato comunque positivo, anche se il pomeriggio non si era avviato nel modo migliore: un intervento iniziale avrebbe infatti peggiorato la GP26. Una volta individuata la direzione corretta, il rendimento è cambiato in modo netto.
assetto e passo a brno: ritmo vicino alle aprilia
La ripresa dopo la fase iniziale non favorevole ha portato a miglioramenti concreti. Bagnaia ha raccontato che, nelle fasi iniziali, le aspettative relative alla soft non si sono materializzate; dopo analisi e prove, è emerso che il problema non era legato alla gomma, bensì a un setup non in linea con ciò che si cercava.
Secondo quanto dichiarato, sono servite due uscite per capire l’origine della difficoltà, poi con un altra modifica di setup le prestazioni sono cresciute in modo evidente. A quel punto, la sensazione in pista è diventata positiva e la capacità di girare forte è stata raggiunta.
confronto sul passo: bezzecchi riferimento, bezzecchi e bagnaia simili
Con la media, Bagnaia ha indicato che il passo era simile a Bezzecchi, descritto come il pilota più veloce. Il pilota ha inoltre riconosciuto che, con la soft, il gruppo di testa appare più rapido, con riferimento al fatto che le Aprilia abbiano occupato tre delle prime quattro posizioni. Nonostante ciò, nel corso della giornata il margine a ritmo è stato avvicinato.
temperature oltre i 50 gradi: movimenti al posteriore e impatto sulle gomme
Il contesto meteo è risultato determinante. Bagnaia ha evidenziato temperature molto elevate, con oltre 50 gradi d’asfalto, definite particolarmente inusuali per l’Olanda. Il caldo produce movimenti al posteriore che lo hanno condizionato già nello scorso weekend in Repubblica Ceca, con una frequenza che a Brno sarebbe aumentata con il progredire della sessione.
problema da secondo giro: generazione del movimento costante
Il pilota ha descritto il meccanismo come il risultato del surriscaldamento dello pneumatico: quando la gomma entra in temperatura, inizia a generare un movimento costante che risulta fastidioso. La ripetizione del fenomeno dal secondo giro a causa delle condizioni climatiche implica la necessità di interventi mirati nel box, con ingegneri già operativi per individuare le soluzioni possibili.
cadute diffuse e gestione della qualifica: evitare il caldo in gara
Nel corso della giornata sono state registrate tante cadute, con il coinvolgimento del centro medico per Alex Marquez e Fermin Aldeguer. Bagnaia ha collegato questi episodi alle condizioni termiche, affermando che la percezione in pista ricorda la situazione in India, con particolare attenzione alle gomme che risentono del caldo in modo progressivo.
Il ragionamento è stato esplicitato: più giri vengono effettuati, più le gomme risultano influenzate dalla temperatura, e questo può alterare il comportamento, soprattutto quando si guida in scia e si è costretti a gestire dinamiche differenti con l’anteriore.
obiettivo: partire davanti e qualificarsi in modo efficace
Bagnaia ha evidenziato la necessità di ottenere una grande qualifica ed evitare di ritrovarsi in gara alle spalle di molte moto. La partenza davanti, secondo quanto dichiarato, tende a funzionare meglio; al contrario, muoversi dietro può portare a grossi problemi con l’anteriore nel contesto di temperature elevate.
Per questo l’obiettivo è rendere la guida estremamente veloce in qualifica, così da costruire una strategia che riduca l’esposizione alle condizioni avverse durante i turni decisivi.
freno Brembo e disco 355 mm: variante per tutte le piste
Un ulteriore elemento emerso riguarda l’utilizzo di una specifica variante del freno. Bagnaia ha spiegato che da alcune gare sta utilizzando un disco da 355 mm realizzato per essere impiegato su tutte le piste, senza essere limitato solo agli impianti più impegnativi per quanto riguarda la frenata.
Il pilota ha dichiarato di trovarsi molto bene con questa soluzione, attribuendo il lavoro a Brembo, descritta come responsabile di un contributo considerato molto positivo. Bagnaia ha aggiunto che, a suo avviso, pochi sarebbero a conoscenza o stanno impiegando tale configurazione, senza però indicare con certezza gli altri utilizzatori.
Il piano di impiego riguarda anche i prossimi appuntamenti: il pilota ha fatto riferimento a Phillip Island, menzionando l’idea di utilizzare il disco anche lì, citando inoltre l’uso a partire dal test di Jerez.
Pecco Bagnaia: pista e feeling con la Ducati
Il feeling con la “Cattedrale”, indicata come pista in cui Bagnaia ottiene confidenza anche quando non si è al 100% con la moto, resta centrale. La connessione personale è rafforzata dal fatto che la pista è anche tatuata sul braccio, richiamando la prima vittoria in carriera in Moto3.
Rispetto allo scorso anno, il pilota ha segnalato un miglioramento nella capacità di fermarsi e far girare meglio la moto, elemento ritenuto di grande aiuto soprattutto su un tracciato considerato particolare.
Persone citate:
- Pecco Bagnaia
- Bezzecchi
- Alex Marquez
- Fermin Aldeguer
- Aprilia
- Brembo
