MotoGP bagnaia diggia usa più potenza e scarica tutto io la perdo appena prendo il gas

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MotoGP bagnaia diggia usa più potenza e scarica tutto io la perdo appena prendo il gas

Balaton Park è apparso subito come un banco di prova delicato per Pecco Bagnaia, già associato lo scorso anno a un weekend difficile per il pilota Ducati. Con l’arrivo della GP26, la situazione sul fronte anteriore sembra migliorata, ma il nuovo equilibrio della moto ha portato con sé un problema opposto sul grip posteriore.

balaton park e bagnaia: anteriore più efficace, grip posteriore in difficoltà

Dopo il podio al Mugello della settimana precedente, l’orizzonte verso il Gran Premio d’Ungheria si era mostrato promettente: il tracciato viene descritto come caratterizzato da poca vita e capace, quindi, di garantire un grip elevato. Il contesto però non ha permesso a Bagnaia di restare stabilmente nelle prime posizioni, perché durante il venerdì si è ritrovato a perdere il posteriore con continuità.

Nel giro migliore, che con ogni probabilità sarebbe stato sufficiente per entrare in Q2, il pilota ha avuto un episodio alla curva 13. Il risultato è stato un 14° posto a fine giornata, con la conseguenza di dover transitare dalla Q1 prevista per la mattina successiva.

bagnaia spiega il problema: chiusura del gas e posteriore che parte da solo

Ai giornalisti presenti al Balaton Park, Bagnaia ha chiarito come la pista si discosti dallo stile di guida abituale, sottolineando al tempo stesso un miglioramento del feeling quest’anno: con la GP26, l’accesso in curva risulta più gestibile e l’esperienza viene descritta come più positiva. Il nodo resta il grip nella parte posteriore, indicato come un aspetto che non era atteso in un contesto teoricamente favorevole.

Il racconto tecnico entra nel dettaglio: quando Bagnaia tenta di aumentare la velocità d’ingresso, nel momento in cui chiude il gas in piega il posteriore “parte da sola”. Secondo la descrizione fornita, quando il problema si manifesta senza una causa legata a freni o acceleratore, la mancanza di aderenza viene letta come più ampia e consistente.

il dato del giro migliore e l’occasione mancata per q2

Analizzando i dati del giro migliore, Bagnaia afferma che avrebbe potuto valere addirittura il settimo tempo, con accesso a Q2. L’episodio che ha portato la moto a partire da dietro ha impedito di trasformare quell’opportunità, costringendo a passare dalla Q1 del giorno successivo.

ducaTI: marc marquez e vr46 con situazioni opposte nel box

Nel quadro complessivo del lavoro Ducati, la situazione viene descritta come speculare tra team e piloti. Nel box dell’area ufficiale, Marc Marquez risulta settimo, mentre nell’area VR46 Fabio Di Giannantonio viene indicato come primo inseguitore della KTM di Pedro Acosta, oggi considerato inarrivabile per gli avversari.

bagnaia e il confronto con altri ducatisti: possibile vantaggio dal tracciamento dei dati

Bagnaia riferisce di aver osservato anche i dati degli altri piloti Ducati, riportando che la condizione risulterebbe abbastanza simile tra lui e Marc Marquez. Questo elemento viene considerato potenzialmente utile, perché potrebbe aiutare a individuare la direzione da seguire. Allo stesso tempo, la presenza di un altro riferimento interno, rappresentato da Diggia, viene letta come un contrasto significativo: Di Giannantonio sarebbe invece dotato di tanto grip posteriore, in netto opposto rispetto a Bagnaia.

La strategia operativa prevista diventa quindi un confronto mirato: cercare di comprendere le cause e, se possibile, replicare quanto funziona sull’altra GP.

elettronica e potenza: differenze percepite tra pecco e diggia

Alla richiesta sul motivo della differenza con Di Giannantonio, Bagnaia attribuisce gran parte della questione a un tema di elettronica. Il racconto evidenzia che Diggia avrebbe più potenza nella scarica totale, mentre Bagnaia ne avrebbe meno, ma il punto critico per lui si presenta in modo rapido appena prende il gas: l’interpretazione è che risulti difficile inquadrare esattamente il meccanismo che genera quel comportamento.

lavoro sul setup e sulla guida: prove senza risolvere il grip dietro

Bagnaia afferma di aver lavorato sullo stile di guida nel tentativo di stabilizzare il posteriore, provando diverse varianti: fermare prima, fermare dopo, portare più dentro con i freni. In tutte le situazioni descritte, il risultato è stato un peggioramento o una perdita del posteriore.

Nonostante i tentativi, la fiducia per la giornata successiva viene mantenuta. Il feeling anteriore viene definito abbastanza buono e il pilota sottolinea la capacità di gestire con freno forte il lavoro in ingresso. La criticità resta il grip dietro: se non cambia, diventa difficile ottenere un miglioramento netto.

strategie di pista e time attack: consumi elevati e gomma che cala

Sul piano della gestione pista, viene citata la possibilità che altri piloti abbiano provato tre time attack. Bagnaia spiega che la strategia applicata era diversa: prevedeva due giri con entrambe le gomme. Al secondo passaggio, però, il pilota dichiara di non riuscire più a mantenere il ritmo, citando consumi elevati. Il risultato è che già in quella fase si manifesta un peggioramento con partenza del posteriore, rendendo necessario un intervento per risolvere l’aspetto.

Personaggi citati:

  • Pecco Bagnaia
  • Marc Marquez
  • Fabio Di Giannantonio
  • Pedro Acosta
Francesco Bagnaia, Ducati Team

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