MotoGP Bagnaia convinto: se fosse partito bene avrebbe lottato con Raul e Ogura

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MotoGP Bagnaia convinto: se fosse partito bene avrebbe lottato con Raul e Ogura

La Sprint del Gran Premio d’Olanda a Assen non ha regalato a Pecco Bagnaia l’esito desiderato: settimo posto per la Ducati, un risultato che il piemontese ha definito ingannevole per l’insieme di eventi che ne hanno condizionato lo svolgimento. Tra partenza, traffico e verifiche tecniche, la gara breve ha messo in evidenza criticità precise che Bagnaia intende affrontare con l’obiettivo di migliorare già nelle sessioni successive.

pecco bagnaia: settimo posto sprint a assen e sensazione di potenziale sprecato

Secondo Bagnaia, il piazzamento maturato nella Sprint non rispecchia pienamente il valore mostrato in pista. Il pilota Ducati ha collegato la prestazione a un errore in avvio che lo ha fatto scendere subito di un paio di posizioni rispetto alla posizione che occupava in griglia, ovvero la quinta. Da quel momento, la sua corsa si è sviluppata in un contesto sfavorevole, con ostacoli e tempi di recupero che hanno limitato la possibilità di attacco.

Il nove volte? no: Il piemontese ha sottolineato come, se la partenza fosse stata differente, avrebbe potuto puntare a un risultato più alto. Ha indicato la possibilità di lottare con Raul Fernandez e Ai Ogura, protagonisti di un confronto diretto per la vittoria, rimarcando che il potenziale percepito era maggiore rispetto al risultato finale.

errore in partenza: frizione e reazione brusca dopo la gestione al semaforo

Bagnaia ha spiegato che la dinamica dell’avvio è stata determinante. Ha riferito di essere partito male e di ritenere che un avvio corretto avrebbe consentito di rimanere nel gruppo in lotta con le Aprilia Trackhouse. Ha poi chiarito il punto specifico dell’errore: la procedura di rilascio della frizione mentre il semaforo era ancora acceso.

Il pilota ha aggiunto di aver rischiato una penalità, tanto da dover riprendere il controllo. La reazione, una volta rilasciata la frizione, è stata descritta come un po’ brusca, fattore che ha compromesso l’impatto iniziale in pista.

traffico dietro a marc e recupero parziale: poi ripartenza verso martin

Oltre alla partenza, Bagnaia ha indicato un ulteriore freno: il tempo trascorso diversi giri dietro a Marc. Solo quando è riuscito a superarlo ha potuto impostare l’azione successiva, staccandolo e iniziando a recuperare verso Martin.

Nonostante la ripresa, la sensazione complessiva è stata quella di un potenziale che non ha trovato spazio sufficiente nelle fasi cruciali. Ha quindi collegato la possibilità di lottare per posizioni di vertice proprio all’impossibilità creatasi subito dopo la partenza.

penalità dopo la bandiera a scacchi: dal sesto al settimo e il nodo del “verde”

Il risultato, già condizionato dall’avvio e dal traffico, è stato ulteriormente complicato da una penalità giunta immediatamente dopo il traguardo. Bagnaia ha dichiarato di aver tagliato in sesta piazza, ma di essere stato arretro dopo la sanzione, andando a posizionarsi alle spalle di Marc Marquez.

Il motivo è stato ricondotto a un episodio nella fase finale: all’ultima chicane, nel tentativo di superare Jorge Martin, la ruota posteriore è stata messa sul verde. La manovra, secondo Bagnaia, è stata gestita con l’intento di mantenere il controllo, anche se la decisione non lo convince fino in fondo.

manovra di sicurezza e dubbio sul sensore: almeno metà gomma sul cordolo

Il pilota ha spiegato che, in uscita dall’ultima chicane, l’impostazione della traiettoria è stata influenzata dall’uscita malfunzionante secondo la sua percezione (“uscito malissimo”). Ha riferito di aver cercato di passare all’interno, ma di aver percepito che Martin ha chiuso la traiettoria, con il conseguente rischio di urto. Per evitare il contatto, Bagnaia ha descritto lo spostamento sul verde come scelta di sicurezza, aggiungendo che non c’è stato neppure un contatto completo.

Bagnaia ha dichiarato di voler rivedere le immagini, convinto che la situazione coinvolgesse oltre metà della gomma sul cordolo. Ha inoltre sollevato un possibile limite della rilevazione: la distanza del sensore rispetto al cordolo potrebbe non lasciare un margine d’errore, tema che intende approfondire chiedendo chiarimenti sul criterio con cui viene definito il tratto in “verde”.

vibrazioni e difficoltà di attacco: curve 7 e 15 come punti critici

Un altro elemento centrale, presente anche nelle condizioni della Sprint, riguarda le vibrazioni. Bagnaia ha raccontato che in alcune fasi della gara le vibrazioni gli hanno impedito di avvicinarsi con continuità a chi precedeva, compromettendo la capacità di attacco, in particolare nei confronti di Martin.

Il pilota ha citato due riferimenti specifici: nelle curve 7 e 15 il problema è stato descritto come molto marcato (“vibrava da morire”), ostacolando la possibilità di restare in scia e gestire i tempi per l’inserimento. Ha aggiunto che anche Marc avrebbe manifestato una criticità simile, rendendo più complesso isolare l’origine.

piano di lavoro per il dopo sprint: vibrazioni sul lato sinistro

Per il lavoro previsto dopo la Sprint, Bagnaia ha indicato la necessità di intervenire sulle condizioni legate alle vibrazioni, con un focus sul lato sinistro. La prospettiva dichiarata è orientata a un miglioramento concreto per la sessione successiva.

Bagnaia ha anche osservato che il problema non gli era stato riscontrato in modo analogo altrove, né durante altri momenti di giornata (ieri e nel corso della mattinata), sottolineando che, nonostante la comparsa in Sprint, la diagnosi resta da completare.

sprint nel 2024 e svolta nel 2026: gestione del momento giusto per attaccare

Bagnaia ha inserito anche una riflessione sulla propria evoluzione nella gestione delle Sprint. Ha affermato che oggi la Sprint sembra non rappresentare più un ostacolo come accaduto in passato, pur riconoscendo che il ricordo di un approccio errato nel 2024 resta doloroso, anche per l’impatto sul campionato nonostante le 11 vittorie ottenute nelle gare domenicali.

Il pilota ha spiegato che, negli anni, è riuscito a capire quando provare e quando, invece, mantenere un’impostazione focalizzata anche sul risultato di punti senza forzare eccessivamente. In alcune Sprint del 2024, a suo giudizio, l’atteggiamento sarebbe stato sbilanciato, portando a decisioni troppo aggressive.

più punti nelle sprint nel 2026: possibile vantaggio anche nel 2024

Concludendo, Bagnaia ha collegato la crescita alle Sprint di questa stagione: secondo la sua lettura, con i punti raccolti nelle Sprint del 2026 avrebbe potuto avere concrete chance di vincere il titolo anche nel 2024. La valutazione finale descrive quindi un passo avanti nella gestione delle gare brevi, pur restando l’obiettivo di consolidare prestazione e gestione tecnica.

personaggi citati

  • Pecco Bagnaia
  • Marc Marquez
  • Jorge Martin
  • Raul Fernandez
  • Ai Ogura
  • Crafar
Francesco Bagnaia, Ducati Team

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