Motogp, bagnaia cade a mandalika: pressione della gomma anteriore eccessiva per la moto
Il fine settimana di Mandalika aveva mostrato segnali incoraggianti per Francesco Bagnaia, ma la gara principale si è conclusa molto prima del previsto. Il pilota Ducati ha dovuto fare i conti con una gestione complessa della gomma anteriore e con una Desmosedici GP incapace di offrirgli il sostegno necessario nei momenti più delicati.
Francesco Bagnaia e la caduta a Mandalika
Bagnaia era riuscito a conquistare finalmente l’accesso diretto alla Q2 e aveva terminato la Sprint all’ottavo posto. Le aspettative per la gara lunga sono state cancellate dopo appena sei giri, quando il piemontese è scivolato alla curva 17. Si tratta dello stesso punto in cui era caduto anche durante il Gran Premio d’Indonesia dell’anno precedente.
Secondo la spiegazione fornita dal pilota, la pressione della gomma anteriore è scesa sotto i valori stabiliti da Michelin già nelle prime fasi della corsa. Per cercare di riportarla nella finestra corretta, Bagnaia ha provato a restare vicino al pilota che lo precedeva, Marco Bezzecchi? No, la fonte indica Marini. Ha quindi cercato di raggiungere Marini, così da sfruttare il ritmo e mantenere più alta la pressione dello pneumatico.
La strategia non ha prodotto i risultati sperati. La moto era in evidente difficoltà e, quando Bagnaia ha provato ad aumentare la velocità, l’anteriore si è chiuso provocando la caduta. Il pilota ha spiegato di aver chiesto troppo alla Ducati in una fase in cui non riusciva a sentirsi adeguatamente sostenuto.
Pressione degli pneumatici Ducati a Mandalika
Interrogato sulla possibilità che il problema avesse coinvolto tutte le Ducati, Bagnaia ha confermato che la pista indonesiana rende particolarmente complessa la gestione delle pressioni. Il tracciato presenta poche frenate realmente impegnative, una caratteristica che complica il raggiungimento e il mantenimento del corretto intervallo di funzionamento.
A rendere la situazione ancora più difficile contribuiscono anche l’umidità e le temperature. La combinazione di questi fattori rende meno semplice portare gli pneumatici nella condizione ideale e conservarli durante la gara.
Phillip Island e il problema del grip posteriore
La prossima trasferta a Phillip Island potrebbe rappresentare un’altra sfida per Bagnaia. Dall’inizio della stagione il pilota segnala una carenza costante di aderenza al posteriore, un limite che potrebbe risultare particolarmente penalizzante su una pista nella quale il comportamento della moto e la trazione hanno un peso rilevante.
Bagnaia auspica che si possa intervenire per rendere la sua Ducati più competitiva e avvicinarne il rendimento a quello delle altre moto. Le difficoltà riscontrate a Mandalika, quindi, non riguardano soltanto l’episodio della caduta, ma si inseriscono in un quadro tecnico più ampio.
Le aspettative di Bagnaia prima della caduta
Il pilota Ducati ha precisato che, anche senza l’uscita di pista, le prospettive per la gara non sarebbero state particolarmente elevate. La previsione più realistica era una lotta per la top 10, probabilmente insieme a Fabio Quartararo e Luca Marini. La caduta ha quindi interrotto una gara già considerata complessa, senza cancellare un quadro prestazionale che appariva distante dalle posizioni di vertice.
Protagonisti citati nella gara di Mandalika
- Francesco Bagnaia, pilota del Ducati Team;
- Luca Marini, riferimento inseguito da Bagnaia per provare a mantenere la pressione della gomma anteriore;
- Fabio Quartararo, indicato tra i possibili rivali per la top 10.
