Motogp a motegi, il pneumatico bistrattato che ha svelato la lezione decisiva della gara
La gestione degli pneumatici posteriori Michelin ha condizionato il Gran Premio del Giappone a Motegi, trasformando una gomma inizialmente esclusa da tutti i team nella soluzione scelta dall’intera griglia per la gara principale. La decisione è maturata dopo la Sprint, quando il rendimento delle mescole soft ha evidenziato i rischi legati al nuovo asfalto del circuito giapponese.
Michelin e la scelta degli pneumatici per Motegi
Alla vigilia del Gran Premio, Jack Miller aveva commentato la selezione Michelin destinata al fine settimana. Per il posteriore, in caso di pista asciutta, erano disponibili le mescole soft, media e hard. L’opzione più dura si distingueva per una carcassa più rigida, ma questa caratteristica non indicava necessariamente una mescola più dura nella parte esterna.
La specifica hard prevista a Motegi utilizzava infatti una struttura interna più rigida, mentre lo strato di gomma presentava una composizione uguale a quella della variante soft. Nonostante questa particolarità, Miller aveva definito quella soluzione con una frase diventata rappresentativa dell’orientamento generale nei box: “Quella non è un’opzione”.
Il nuovo asfalto di Motegi cambia lo scenario
Durante le giornate di venerdì e sabato, nessuna squadra aveva scelto di utilizzare la gomma hard posteriore, neppure per valutarne il comportamento sul manto appena riasfaltato. Il nuovo asfalto di Motegi offriva molto grip, ma risultava anche particolarmente abrasivo.
La situazione è diventata evidente dopo la Sprint, conclusa da Jorge Martin e Pecco Bagnaia con gli pneumatici soft fortemente danneggiati nella zona centrale. Il deterioramento ha spinto team e piloti a riunirsi per definire una strategia diversa in vista della gara lunga.
La gomma hard posteriore sorprende la griglia
Tra le decisioni prese è stato stabilito il divieto di utilizzare la mescola soft. Inoltre, la durata del Warm-Up è stata portata da 10 a 20 minuti, così da consentire ai piloti di provare per la prima volta la gomma hard che era stata ignorata nelle sessioni precedenti.
Il risultato dei test ha sorpreso la maggior parte dei protagonisti. La gomma hard ha mostrato un rendimento positivo e, per la gara principale, tutti i piloti hanno scelto la combinazione con media anteriore e hard posteriore. Marc Márquez ha tagliato il traguardo da vincitore, completando la gara in un tempo di 37 secondi inferiore rispetto a quello realizzato da Pecco Bagnaia l’anno precedente. Il dato ha evidenziato sia le caratteristiche del nuovo asfalto sia l’efficacia dello pneumatico adottato.
Anche Enea Bastianini ha mostrato un ritmo molto elevato nelle fasi finali, facendo segnare diversi giri veloci. Dopo la gara, numerosi piloti hanno riconosciuto di aver sottovalutato una soluzione che avrebbe meritato una valutazione anticipata.
Le responsabilità riconosciute da piloti e team
Pecco Bagnaia ha attribuito ai piloti una parte importante della responsabilità. Secondo il pilota italiano, Michelin aveva presentato la hard come una gomma di riserva e, per questo motivo, era sembrato normale non utilizzarla. Bagnaia ha ammesso che la combinazione tra asfalto nuovo e mescola soft avrebbe dovuto essere considerata con maggiore attenzione.
Il pilota Ducati ha inoltre spiegato che la selezione degli pneumatici viene effettuata già il lunedì e ha riconosciuto l’errore commesso nel non aver valutato tutte le possibilità disponibili. Dopo aver concluso il Gran Premio in ottava posizione, ha sostenuto la necessità di provare ogni opzione nelle future gare.
Alex Márquez, ritiratosi dopo una caduta a sei giri dalla fine, ha sottolineato che spesso ogni pilota attende che sia un altro a testare per primo la soluzione più incerta. Alex Rins ha collegato la mancata prova della hard alla scarsità di tempo disponibile durante i fine settimana di gara: nessun team vuole sacrificare un’uscita quando il margine per lavorare sulla moto è ridotto.
Le critiche di Luca Marini a Michelin
Luca Marini ha espresso una posizione differente rispetto a chi ha parlato di errore dei piloti. Il portacolori di Honda HRC ha ricordato che quella tipologia di pneumatico era già stata utilizzata in precedenza su altri circuiti, con risultati inferiori rispetto alle alternative disponibili.
Proprio sulla base di queste esperienze, le squadre avevano deciso di scartarla. Marini ha osservato che cinque costruttori e 22 piloti avevano seguito la stessa direzione, ritenendo che ci fosse una motivazione concreta. La prova svolta nel Warm-Up ha poi prodotto un esito opposto alle aspettative, con una gomma definita sorprendentemente efficace.
La posizione di Michelin dopo il Gran Premio
Piero Taramasso, responsabile Michelin in MotoGP, ha confermato che la scelta di utilizzare la gomma hard nel Warm-Up era stata indicata ai piloti. La decisione successiva è stata unanime, mentre durante le prove i team avevano preferito non impiegare quello pneumatico per la mancanza di tempo.
Secondo Taramasso, l’esito del Gran Premio ha dimostrato che la valutazione iniziale era stata sbagliata. La vicenda di Motegi rappresenta quindi un insegnamento per le prossime gare, soprattutto quando le caratteristiche di un nuovo asfalto possono modificare il comportamento delle mescole rispetto alle esperienze precedenti.
Protagonisti e dichiarazioni sul caso pneumatici
- Jack Miller
- Marc Márquez
- Pecco Bagnaia
- Jorge Martin
- Enea Bastianini
- Alex Márquez
- Alex Rins
- Luca Marini
- Piero Taramasso
