Moses itauma, tony bellew mette in dubbio la sua passione per la boxe
Tony Bellew ha messo in discussione il rapporto di Moses Itauma con la boxe, sostenendo che il giovane peso massimo possa contare soprattutto su doti naturali più che su una reale passione per il pugilato. La sconfitta contro Filip Hrgovic ha evidenziato problemi tecnici e tattici che la sola predisposizione atletica non è sufficiente a risolvere.
Moses Itauma e i dubbi sollevati da Tony Bellew
Secondo Bellew, Itauma non sembrerebbe ancora un combattente pienamente interessato allo studio del ring. L’ipotesi è che la boxe rappresenti per lui soprattutto un’attività nella quale riesce bene, senza un coinvolgimento altrettanto forte verso gli aspetti tecnici e strategici.
Il confronto con Hrgovic ha alimentato queste perplessità. Itauma è apparso in difficoltà ogni volta che l’avversario ha risposto ai suoi attacchi, mostrando una reazione poco controllata alla pressione e ai colpi ricevuti. La capacità di allenarsi con continuità non garantisce, da sola, lucidità durante gli scambi prolungati.
Moses Itauma contro Filip Hrgovic: gli errori tecnici
Quando Hrgovic ha iniziato a rimandare i colpi, Itauma ha cercato ripetutamente di allontanarsi con balzi all’indietro per uscire dalla distanza. Subito dopo, rientrava con la stessa energia per tentare di trovare un colpo risolutivo. Questo movimento continuo ha comportato un consumo eccessivo di energie e ha reso meno efficace la sua azione offensiva.
Il suo stile è stato paragonato a una versione poco efficiente del passo indietro utilizzato da Shakur Stevenson. Itauma portava l’intero corpo fuori dalla portata dei pugni avversari, poi si lanciava nuovamente in avanti per cercare il knockout. La ricerca immediata dell’interruzione ha finito per ridurre rapidamente le sue riserve fisiche.
Moses Itauma e la gestione dei colpi subiti
Il limite più evidente è emerso nella risposta ai colpi incassati. Ogni pugno di Hrgovic sembrava spingere Itauma ad aumentare la fretta e la potenza degli attacchi, invece di favorire una gestione più ordinata del match. Con il passare delle riprese, Hrgovic riusciva ad assorbire la pressione e Itauma iniziava lo scambio successivo con un livello di energia sempre più basso.
Ben Davison e le indicazioni dall’angolo
Bellew ha difeso il lavoro dell’allenatore Ben Davison, ricordando che l’angolo aveva invitato Itauma a ridurre l’intensità. Dopo quattro o cinque riprese trascorse a colpire Hrgovic con una grande quantità di pugni, la strategia più razionale sarebbe stata quella di affidarsi al jab per diversi round, mantenendo il controllo della distanza.
L’utilizzo costante del jab avrebbe potuto aiutare, ma Itauma aveva bisogno soprattutto di una difesa più compatta e di una maggiore capacità di restare composto quando gli scambi diventavano aperti e pericolosi. Si tratta di aspetti legati alla tecnica e all’esperienza sul ring, non soltanto al livello di passione per il proprio lavoro.
Moses Itauma, età e margini di crescita
A 21 anni, Itauma dispone ancora di molto tempo per correggere le proprie abitudini. La giovane età, però, non elimina automaticamente i difetti già evidenziati. Avversari fragili, incapaci di resistere alla sua potenza iniziale, possono consentirgli di vincere senza obbligarlo a risolvere i problemi più profondi.
Un veterano resistente, pronto a portarlo nelle riprese avanzate, potrebbe invece sfruttare gli stessi spazi e le medesime reazioni mostrate contro Hrgovic. I dubbi di Bellew sulla passione di Itauma per la palestra hanno attirato l’attenzione, mentre l’aspetto decisivo resta la capacità del giovane peso massimo di gestire il fuoco avversario senza perdere equilibrio, energie e lucidità.
Le personalità coinvolte nella vicenda
Le valutazioni sul rendimento e sulla preparazione di Moses Itauma coinvolgono figure centrali del confronto con Filip Hrgovic e del lavoro svolto all’angolo.
- Tony Bellew
- Moses Itauma
- Filip Hrgovic
- Ben Davison
