Morace difende malagò: no al commissariamento, servono tempo e riforme

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Morace difende malagò: no al commissariamento, servono tempo e riforme

Carolina Morace ha esaminato le principali questioni che attraversano il calcio italiano, dalla situazione interna alla FIGC al rapporto tra sport e politica. L’ex attaccante della Nazionale femminile ha inoltre posto l’attenzione sulla formazione dei giovani, sulle competenze richieste ai dirigenti e sulle prospettive del calcio femminile, indicando la necessità di interventi strutturali e di programmi concreti.

Carolina Morace e il caso Malagò nella FIGC

Secondo Morace, l’ipotesi di commissariamento della FIGC dovrebbe essere evitata. La posizione del presidente Giovanni Malagò è stata al centro di valutazioni e contestazioni, ma l’ex nazionale ritiene opportuno lasciargli il tempo necessario per realizzare le riforme promesse.

Morace ha espresso stima nei confronti di Malagò e ha sostenuto che la guida dell’organizzazione dovrebbe essere affidata a una persona concentrata sul cambiamento, non sulla propria rielezione. Tra gli interventi indicati figura anche la possibilità di creare condizioni migliori per consentire ai giovani di trovare maggiore spazio nel calcio.

Sport e politica: le interferenze istituzionali

Il rapporto tra sport e politica rappresenta un altro elemento centrale delle riflessioni di Morace. L’ex attaccante ha giudicato poco coerenti le dichiarazioni di un ministro sulle scelte relative ai vicepresidenti del Coni, soprattutto alla luce della volontà dichiarata dal governo di non intervenire nelle dinamiche interne dell’ente.

Nel quadro delle valutazioni istituzionali è stato ricordato anche il sostegno manifestato nei confronti di Roberto Mancini, considerato un ulteriore segnale della presenza della politica nelle vicende sportive.

Calcio italiano e difficoltà nella crescita dei giovani

Per Morace, il dibattito dovrebbe concentrarsi sui problemi strutturali del sistema calcio, a partire dai vivai. Le selezioni giovanili svolgono una funzione positiva, ma il percorso di crescita non riesce sempre a trasformare un talento in un calciatore di alto livello.

La pressione per ottenere risultati immediati e la scarsa conoscenza del lavoro svolto nei settori giovanili contribuiscono, secondo l’ex nazionale, a una valutazione superficiale del problema. Nel sistema, inoltre, sarebbero presenti persone interessate soprattutto ai propri guadagni e ai propri interessi personali.

Dirigenti qualificati e competenze nel calcio

Un ruolo decisivo dovrebbe essere assegnato alla preparazione dei dirigenti. La carriera da calciatore, anche quando è stata di alto livello, non garantisce automaticamente le capacità necessarie per svolgere incarichi manageriali.

Morace ha sottolineato l’importanza di scegliere professionisti qualificati, dotati di competenze specifiche e non selezionati soltanto in base alla notorietà. Tra gli esempi positivi è stato citato Filippo Galli, considerato una figura capace di analizzare il calcio con conoscenza e metodo, nonostante persone con tali caratteristiche siano spesso escluse dai ruoli di responsabilità.

Diana Bianchedi e il ruolo nella Nazionale

Le dimissioni di Diana Bianchedi dall’incarico di capo delegazione della Nazionale sono state valutate distinguendo il giudizio sulla nomina dalla stima personale. Morace aveva considerato inizialmente più appropriata la scelta di una persona proveniente direttamente dall’ambiente calcistico.

La professionalità di Bianchedi non è stata messa in discussione. Secondo Morace, la decisione di lasciare l’incarico potrebbe essere stata legata alla volontà di votare liberamente nella prossima giunta del Coni.

Calcio femminile e futuro del professionismo

La situazione del calcio femminile richiede, secondo Morace, una strategia definita e di lungo periodo. Dichiarare fiducia nel movimento senza accompagnare le parole con un programma concreto non sarebbe sufficiente.

Particolare attenzione è stata riservata al professionismo femminile, che oggi dipende dal fondo governativo. In assenza di un progetto strutturato, questo modello rischierebbe di non riuscire a mantenersi nel tempo.

La posizione del calcio sull’eventuale commissariamento

Morace ha ribadito che, qualora il commissariamento della FIGC diventasse realtà, il calcio dovrebbe assumere una posizione chiara. La sua valutazione parte dal riconoscimento dell’elezione democratica di Giovanni Malagò, avvenuta il 22 giugno, e dalla necessità di tutelare l’autonomia del sistema sportivo.

Le personalità citate da Carolina Morace

Le valutazioni hanno coinvolto figure istituzionali, dirigenti e professionisti legati al calcio italiano e al movimento sportivo.

  • Carolina Morace, ex attaccante della Nazionale femminile;
  • Giovanni Malagò, presidente della FIGC;
  • Diana Bianchedi, ex capo delegazione della Nazionale;
  • Filippo Galli, indicato come esempio di dirigente competente;
  • Roberto Mancini, citato nel contesto del rapporto tra sport e politica;
  • Andrea Abodi e Giancarlo Giorgetti, menzionati in relazione alle valutazioni istituzionali sulla FIGC.

Il quadro delineato da Morace richiama la necessità di riforme, competenze dirigenziali, investimenti nei vivai e un programma stabile per il calcio femminile, insieme a una posizione autonoma e chiara del sistema sportivo.

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Categorie: Calcio

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