Mondiali di sci ogni anno: pro e contro e la battaglia politica sul futuro dello sport invernale

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Mondiali di sci ogni anno: pro e contro e la battaglia politica sul futuro dello sport invernale

La FIS valuta una riforma storica del calendario dei Mondiali di sci alpino, sci nordico, snowboard e freestyle. L’ipotesi prevede l’organizzazione delle rassegne iridate in ogni inverno non olimpico, superando l’attuale alternanza biennale. La proposta ha già aperto un confronto acceso tra federazioni, atleti e altri protagonisti degli sport invernali.

FIS e Mondiali ogni anno: la proposta sul calendario

La Federazione Internazionale dello Sci e dello Snowboard ha annunciato l’intenzione di modificare la frequenza dei Campionati del mondo. Oggi gli eventi iridati si disputano negli anni dispari, con una cadenza biennale. Secondo il progetto, dal prossimo decennio i Mondiali avrebbero luogo in ogni stagione non olimpica.

La prima annata potenzialmente interessata dalla riforma sarebbe il 2031-32. All’interno della FIS è emersa anche la volontà di anticipare l’applicazione al 2027-28. La modifica non è ancora stata approvata: al momento si tratta di una proposta che dovrà essere esaminata e confermata oppure respinta nelle prossime settimane.

La FIS dispone di una struttura articolata, con organi, competenze e livelli decisionali distinti. Per questo motivo, una scelta di tale portata deve seguire un iter istituzionale preciso, che si trova ancora nelle fasi iniziali.

Mondiali FIS annuali: i principali vantaggi

Un grande evento in ogni stagione non olimpica

La presenza dei Mondiali in ogni inverno non olimpico eviterebbe stagioni prive di un appuntamento di massimo rilievo. Nel panorama sportivo contemporaneo, il grande evento è considerato una componente essenziale di ogni disciplina. La sua assenza può trasmettere l’immagine di una stagione incompleta.

La maggiore frequenza dei Mondiali non comporterebbe necessariamente una svalutazione della Coppa del Mondo. Il circuito principale conserverebbe il proprio valore sportivo, indipendentemente dalla presenza di competizioni con medaglie in palio. Una pausa superiore a un mese potrebbe persino aumentare l’interesse verso le gare di Coppa del Mondo, evitando una successione continua di appuntamenti capace di renderli meno distintivi.

Diritti televisivi e sponsorizzazioni

Un ulteriore beneficio riguarderebbe la visibilità mediatica, elemento decisivo per qualsiasi evento sportivo. Un’edizione iridata aggiuntiva ogni quadriennio potrebbe incrementare le entrate derivanti da diritti televisivi e sponsorizzazioni. L’inserimento di un altro grande appuntamento sarebbe considerato positivo se non penalizzasse le altre competizioni.

La frequenza dei Mondiali nelle altre federazioni

La riforma risponderebbe anche a un’esigenza di uniformità nel movimento olimpico. La FIS è rimasta l’unica federazione internazionale degli sport invernali a organizzare i Mondiali con cadenza biennale. Le federazioni IBU, ISU, FIL, IBSF, WCF e IIHF svolgono invece le proprie rassegne iridate ogni anno.

La modifica potrebbe offrire nuove opportunità anche agli atleti. Chi raggiunge il massimo rendimento in una stagione priva di Mondiali non ha oggi la possibilità di trasformare quella condizione in una medaglia iridata. Un esempio è rappresentato da Denise Karbon nel 2007-08, annata nella quale risultava particolarmente competitiva nello slalom gigante, senza però poter concorrere per un titolo mondiale perché la manifestazione non era prevista.

Mondiali FIS annuali: i rischi della riforma

Il valore storico delle medaglie

Un aumento delle occasioni per conquistare un oro iridato potrebbe modificare il peso storico delle medaglie. Se nell’arco di quattro anni un atleta avesse a disposizione tre possibilità invece delle attuali due, ogni successo avrebbe un’incidenza relativa inferiore rispetto alle vittorie ottenute in passato.

Il principio è simile a quello osservato in Formula 1, dove il numero di Gran Premi stagionali è aumentato nel tempo. Tre vittorie conquistate in un campionato composto da 24 gare non hanno lo stesso peso di tre successi ottenuti quando le prove erano 16, o ancora meno. Si tratta di un possibile fenomeno di inflazione del valore delle prestazioni.

La disponibilità delle località ospitanti

La criticità principale riguarda la possibilità di trovare sedi pronte a presentare la propria candidatura. Lo sci alpino potrebbe disporre di numerose località interessate a ospitare un Mondiale aggiuntivo nel quadriennio. La situazione appare più complessa per lo sci nordico, comprendente fondo, salto e combinata nordica, oltre che per snowboard e freestyle.

I Mondiali di sci nordico di Trondheim 2025 hanno prodotto gravi difficoltà economiche. La manifestazione si è svolta in Norvegia ed è stata condizionata da problemi organizzativi e da condizioni meteorologiche sfavorevoli. L’esito ha evidenziato i rischi finanziari di un evento di questo tipo, anche in un Paese con una forte tradizione nello sci nordico.

Il numero delle nazioni interessate a ospitare i Mondiali nordici si è inoltre ridotto. Le ultime esperienze al di fuori dei Paesi tradizionali sono state Sapporo 2007 e Liberec 2009, entrambe caratterizzate da gravi problemi, seppure per motivi differenti. Successivamente le assegnazioni sono rimaste concentrate in Europa e nelle sedi abituali.

Per snowboard e freestyle le difficoltà sono ancora più evidenti. In diverse occasioni la FIS ha dovuto riaprire le procedure di assegnazione perché nessun organizzatore aveva presentato la candidatura. Una sede è stata poi individuata, ma la situazione dimostra quanto possa diventare complesso moltiplicare il numero delle edizioni iridate.

Reazioni alla proposta della FIS

L’annuncio ha diviso il confronto tra sostenitori e oppositori. Le federazioni austriaca e tedesca hanno espresso una posizione particolarmente critica. Anche tra gli atleti sono emerse perplessità, con Johannes Høsflot Klæbo contrario all’ipotesi di aumentare la frequenza dei Mondiali.

Il dibattito politico e sportivo è appena iniziato. La proposta presenta quattro argomenti favorevoli e due contrari, ma il problema della disponibilità delle sedi possiede un peso specifico rilevante. Non emerge una posizione universalmente corretta: il confronto riflette prospettive differenti sul futuro delle discipline invernali.

Personalità e realtà coinvolte nel dibattito

  • Johannes Høsflot Klæbo, atleta che ha manifestato perplessità sulla riforma.
  • Denise Karbon, esempio di atleta penalizzata dall’assenza dei Mondiali nella stagione 2007-08.
  • Federazione austriaca di sci, schierata in modo fortemente contrario alla proposta.
  • Federazione tedesca di sci, anch’essa critica nei confronti del cambiamento.
Federica Brignone
Categorie: Sci

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