Mirza Alibegovic: "Alla Final Eight? Punteremo a sorprendere tutti

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Mirza Alibegovic: "Alla Final Eight? Punteremo a sorprendere tutti

Mirza Alibegovic guida Udine in una fase decisiva della stagione, con una vittoria in volata che rilancia le ambizioni e apre orizzonti importanti. L’intervista racconta momenti guidati dalla fiducia, dalla consapevolezza delle proprie capacità e da una lettura chiara del presente, con focus sulle prossime sfide e sulla prospettiva di crescita personale e di squadra.

mirza alibegovic: vittoria e prospettive

la vittoria in volata e le prossime sfide

La prova recente ha mostrato una squadra capace di rimanere competitiva fino all’ultimo istante. Mirza ricorda i momenti di sofferenza, ma mette in evidenza la capacità di trasformare una vittoria in slancio per l’immediato futuro: “Eravamo stati bravi in tante occasioni a giocarcela restando però alla fine con l’amaro in bocca. Era accaduto a Cantù, contro Brescia e a Milano.”

Nel mirino c’è ora la sfida contro Sassari: “Ci godiamo questa vittoria ed ora la testa è già alla prossima contro Sassari.” La Final Eight di Coppa Italia è vista come un obiettivo potenzialmente decisivo, ma l’attenzione resta puntata sui sardi, considerata una partita cruciale della stagione.

Da neopromossi, l’obiettivo dichiarato è la conservazione della Serie A, ma la prospettiva va oltre: “La strada è giusta e poi si guarderà oltre.” L’entusiasmo è tangibile anche nelle parole sul weekend a Torino, dove si vuole gustare ogni momento e analizzare la strada intrapresa.

l’eredità familiare e l’arrivo a udine

Mirza ritrova una traccia familiare molto marcata: “Avevo 7 anni, ero un pupetto, e rimanevo estasiato a guardarlo giocare in Friuli da capitano.” L’eredità del padre Teo è stata una leva fondamentale nel percorso di crescita, dandogli la motivazione per raggiungere la massima serie insieme al club e alla comunità friulana.

la carriera e le scelte

In Serie A, Alibegovic è arrivato a 33 anni facendo leva su una filosofia di crescita e scelte ponderate. “Mi sento un ragazzino e credo che in campo si veda abbastanza.” La carriera è stata caratterizzata da scelte orientate a progetti solidi: “Dall’altra parte avevo offerte dalla A2 di società solide, che avevano l’obiettivo di vincere su basi solide.” Non è stata preferita la vetrina immediata, ma la prospettiva di sviluppo a lungo termine, con piazze come Torino, Tortona, Cremona che hanno contribuito a modellare la sua maturazione. Ora Udine rappresenta una nuova tappa per emergere, con l’ausilio della gestione del presidente Pedone e la voglia di dimostrare di avere ancora molto da dire.

il legame con vertemati

Il rapporto con coach Adriano Vertemati è stato determinante fin dalle prime telefonate. “Dalla prima telefonata con Adriano ho sentito un feeling particolare. Ho deciso che avrei voluto giocare per lui e per Udine, senza pensare al contratto.” Si è instaurato un percorso di conoscenza reciproca: “Ora lui sa perfettamente quali sono i miei pregi ed i miei difetti.” Con questa consapevolezza, la squadra ha rafforzato la fiducia nel progetto tecnico e nella possibilità di crescere insieme.

prospettive per la coppa e udine

Guardando avanti, l’orizzonte è segnato da obiettivi concreti e dalla volontà di continuare a migliorare. La partecipazione al Final Eight è vista come una possibilità da sfruttare al meglio, con una mentalità orientata a dimostrare che la squadra può restare competitiva anche contro avversari di alto livello. La prossima uscita a Torino verrà interpretata come un banco di prova per confermare la crescita individuale e collettiva, mantenendo rigore e determinazione lungo tutto l’arco della stagione.

persone citate nell’intervista

  • mirza alibegovic
  • teo alibegovic
  • adriano vertemati
Categorie: Serie ABasket

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