Milan, la differenza di livello tra Modric e Jashari è abissale: le critiche dopo la Fiorentina
Nel confronto disputato al Franchi, Fiorentina e Milan hanno chiuso sul pareggio di 1-1 offrendo una lettura articolata delle dinamiche di campo: una squadra viola in crescita che ha saputo riprendersi e un Milan capace di reagire nella ripresa, pur con segnali evidenti di fragilità. l’analisi restituisce una fotografia chiara delle singole fasi, evidenziando come il risultato sia stato determinato da scelte tattiche, condizioni atletiche e gestione delle risorse durante i 90 minuti.
pareggio milan-fiorentina al franchi: analisi e chiavi
Nel primo tempo la Fiorentina ha espresso una fase offensiva efficace e ha trovato spunti utili grazie a una gestione meno accurata degli avversari. Dal lato milanista, l’episodio decisivo è arrivato alla chiusura della prima frazione, quando la pressione viola ha trovato risposte affievolite e il punteggio ha retto. Nella seconda parte della gara, invece, il Milan ha mostrato una presenza più riconoscibile, dictando ritmi meno scontati e, pur senza dominarla, ha trovato il pareggio con una rete decisiva nel finale. Due conferme emergono dall’analisi: la squadra rossonera continua a lasciare punti pesanti contro squadre di medio-bassa classifica, mentre la Fiorentina prosegue nel suo percorso di crescita e fiducia, confermando una rinascita sul piano del gioco.
milan: gestione di modric e assenza pesante
La ripresa ha risentito della gestione delle risorse: l’assenza di modric, quarant’anni e reduce da impegni ravvicinati, ha preso peso sullo snodo centrale. Secondo l’analisi, tra modric e jashari esiste una differenza significativa di livello che si è fatta sentire nelle scelte e nel tono della partita. Nonostante le difficoltà, il Milan ha risposto con alcuni inserti offensivi mirati, ma la mancanza di continuità ha frenato il contributo generale della squadra.
la fiorentina in ascesa: condizione atletica e protagonisti
La ripresa della viola è stata accompagnata da una condizione atletica ritrovata, con la testa che funziona e le gambe che sostengono il pressing. Questo ha rigenerato le individualità: un dodo tornato imprendibile, un fagioli che domina il centrocampo e una serie di parate decisive che hanno tenuto aperta la contesa nel finale. Nonostante i segnali incoraggianti e i nuovi innesti di mercato, resta centrale la cautela sulla classifica: la posizione non è stabile e il margine di errore è ridotto.
quadro tattico e considerazioni sulla classifica
Dal punto di vista tattico emergono elementi di fragilità strutturale: il Milan non appare una squadra costruita per dominare il gioco e tende a subsistere su fiammate singole. Quando il capocannoniere pulisic perde tre occasioni da gol potenziali, le alternative offensive restano limitate. Paradossalmente, il primo tempo, giocato con saidi cambi, è stato superiore rispetto alla ripresa con la squadra rinnovata: la deviazione di Nkunku si è rivelata una consolazione marginale per una situazione che orienta l’obiettivo verso una posizione in zona Champions solo in attesa di ulteriori sviluppi.
nominativi principali presenti nell’analisi:
- Alberto polverosi
- Max allegri
- Modric
- Jashari
- De Gea
- Dodo
- Fagioli
- Nkunku
- Kean
- Pulisic
- Vanoli
