Mike d’antoni nella hall of fame: gherardini celebra il suo contributo al basket italiano
Mike D’Antoni è ufficialmente entrato nella NBA Hall of Fame nella categoria “Contributors”, portando nel massimo riconoscimento del basket mondiale una carriera costruita tra Italia, NBA e Nazionale. Il legame con il nostro Paese rappresenta una parte decisiva del suo percorso, sviluppato per oltre vent’anni tra Milano, Treviso e la maglia azzurra.
Mike D’Antoni nella Hall of Fame NBA
L’ingresso di D’Antoni nella Naismith Basketball Hall of Fame premia i diversi ruoli ricoperti durante la carriera: prima protagonista del basket italiano da giocatore e allenatore, poi tecnico di cinque franchigie NBA e assistente della Nazionale statunitense.
Nato a Mullens, in West Virginia, nel 1951 e formatosi alla Marshall University, fu scelto da Kansas City al secondo giro del Draft NBA del 1973, con il numero 20. Tra NBA e ABA disputò 180 partite, prima di trasferirsi in Italia nel 1977. La sua esperienza nel nostro Paese si sviluppò per ventuno stagioni consecutive dal 1977 al 1998, con un successivo ritorno sulla panchina di Treviso nel 2001-2002.
Mike D’Antoni e l’esperienza all’Olimpia Milano
Il passaggio all’Olimpia Milano cambiò radicalmente la sua carriera. L’esperienza americana era stata complicata e D’Antoni aveva iniziato a lavorare nel ristorante di famiglia. L’offerta milanese arrivò nel 1977 e, nonostante una condizione fisica non ottimale, superò un’amichevole organizzata senza preavviso, ottenendo un contratto biennale.
Quel biennio si trasformò in tredici stagioni con l’Olimpia, fino al ritiro dal basket giocato nel 1990. In campo fu il playmaker di riferimento della squadra: un giocatore dotato di grande lettura del gioco, capacità di gestione e leadership elegante, ma anche determinata nei momenti necessari.
La sua abilità nel recuperare palloni gli valse il soprannome di “Arsenio Lupin”, richiamando la figura del ladro gentiluomo della letteratura francese. Non era principalmente un realizzatore, ma sapeva segnare nei momenti decisivi e preferiva creare occasioni per i grandi compagni dell’Olimpia.
Con Milano conquistò cinque scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa Korac e due Coppe Italia. La maglia numero 8 è stata ritirata in suo onore. Dopo il ritiro, rimase sulla panchina dell’Olimpia per quattro stagioni, aggiungendo una Coppa Korac al proprio palmarès.
Con l’ingresso nella Hall of Fame, D’Antoni si aggiunge alle leggende dell’Olimpia Milano già riconosciute nella Naismith Hall of Fame: Bill Bradley, Bob McAdoo, Cesare Rubini, Sandro Gamba e Dino Meneghin.
Mike D’Antoni alla Benetton Treviso
Nel 1994 Maurizio Gherardini, allora general manager della Benetton Treviso, lo volle alla guida della squadra veneta. Il rapporto con Treviso si sviluppò per un primo ciclo di quattro stagioni e proseguì con il ritorno del 2001-2002.
In panchina D’Antoni ottenne a Treviso i risultati più importanti della sua esperienza italiana da allenatore. Vinse due scudetti, nel 1997 e nel 2002, una Coppa Europa e una Coppa Italia nel 1995, oltre alla Supercoppa del 2001. Nel 2002 raggiunse anche la Final Four di Eurolega.
Gherardini ha ricordato di averlo seguito già agli inizi della carriera da giocatore a Milano e di aver studiato il suo modo di interpretare il basket prima di sceglierlo per la Benetton. Nel tempo, il rapporto professionale si è trasformato in amicizia. Secondo Gherardini, il suo sistema basato sui “7 secondi” ha modificato il modo di concepire il gioco, prima in Italia e poi nella NBA.
Mike D’Antoni con la Nazionale italiana e statunitense
Grazie alle radici familiari a Nocera Umbra, in provincia di Perugia, D’Antoni ottenne il passaporto italiano e disputò gli Europei del 1989 a Zagabria con la Nazionale. L’Italia concluse il torneo al quarto posto, nell’edizione vinta dalla Jugoslavia.
In quella competizione erano presenti anche Arvydas Sabonis e Šarūnas Marčiulionis con l’Unione Sovietica, oltre a Nikos Galis e Panagiotis Giannakis con la Grecia. D’Antoni ha poi ricoperto per diversi anni il ruolo di assistente della Nazionale USA, conquistando due medaglie d’oro olimpiche, a Pechino 2008 e Londra 2012.
Euroleague lo ha inoltre inserito tra i cinquanta giocatori più importanti nella storia della principale competizione europea, vinta da D’Antoni con Milano nel 1987 e nel 1988. È sposato con Laurel, conosciuta a Milano, e ha un figlio, Michael Jr.
La carriera NBA di Mike D’Antoni
In NBA D’Antoni ha allenato Denver, Phoenix, New York, i Los Angeles Lakers e Houston. È stato nominato allenatore dell’anno in due occasioni, nel 2005 e nel 2017, chiudendo la carriera con 1.215 presenze.
Il suo bilancio comprende 680 vittorie in regular season, pari al 56%, e 55 successi nei playoff, con una percentuale del 50%. Ha raggiunto tre finali di Conference: due alla guida di Phoenix e una con Houston. Per dieci volte è stato scelto come allenatore del mese.
La filosofia offensiva di Mike D’Antoni
Il sistema di D’Antoni si fondava su ritmi elevati, circolazione della palla, campo aperto e conclusioni rapide. Il principio “7 seconds or less” privilegiava il tiro da tre punti o l’attacco al ferro, schierando in campo i cinque giocatori ritenuti più efficaci senza considerare prioritario il ruolo tradizionale o la stazza fisica.
La sua idea era chiara: in assenza di un centro dominante, la squadra poteva giocare con cinque elementi capaci di muoversi e tirare sul perimetro. A Phoenix, nella prima stagione completa del 2003-2004, il quintetto formato da Steve Nash, Amar’e Stoudemire, Shawn Marion, Joe Johnson e Quentin Richardson iniziò con 31 vittorie e 4 sconfitte e concluse la regular season con un bilancio di 62-20.
I Suns guidarono la NBA per punti segnati a partita, con 110,4 punti di media, per efficienza offensiva, con 114,5 punti ogni 100 possessi, e per triple realizzate, tentativi da tre e percentuale dall’arco. D’Antoni ha riconosciuto il ruolo decisivo di Nash, degli altri giocatori e dello staff nel trasferimento in NBA del sistema sperimentato in Italia.
Le personalità legate alla carriera di Mike D’Antoni
Il percorso che ha condotto D’Antoni nella Hall of Fame comprende figure centrali del basket italiano, europeo e NBA.
- Mike D’Antoni
- Maurizio Gherardini
- Steve Nash
- Amar’e Stoudemire
- Shawn Marion
- Joe Johnson
- Quentin Richardson
- Bill Bradley
- Bob McAdoo
- Cesare Rubini
- Sandro Gamba
- Dino Meneghin