Mercedes svela l'ala anteriore F1 con flap singolo e canale sotto il muso

Giampiero Colossi • Pubblicato il 27/01/2026 • 3 min

Con il regolamento tecnico in vigore, l’aerodinamica delle monoposto si gioca su dettagli che definiscono la resa in curva e l’efficienza complessiva. Le interpretazioni delle novità sull’ala anteriore variano tra squadre, con focus particolare sulla gestione dei flap mobili e sulla possibilità di modulare i flussi d’aria per contenere la resistenza e l’impatto energetico sulla power unit.

aerodinamica attiva sull’ala anteriore: principi e margini regolamentari

La cornice normativa consente l’uso di elementi mobili sugli flap anteriori entro limiti stabiliti: numero di elementi, asse di rotazione e deviazioni ammesse. In sostanza, il sistema può includere uno o due flap attivi, classificati in base alla posizione sull’ala, con restrizioni sull’‑asse di rotazione e sulla quantità di deviazione. Le deviazioni massime sono di 30 mm per il flap primario e di 60 mm per quello secondario, con l’obiettivo di diminuire la resistenza al avanzamento e di contenere l’impatto sull’energia impiegata dalla power unit.

interpretazioni delle squadre e approcci divergenti

La tendenza dominante è quella di far ruotare due elementi distinti, massimizzando la riduzione del drag nelle zone dove l’aerodinamica attiva è operativa. Un percorso differente è stato intrapreso da una casa che ha collegato i sostegni del muso direttamente al secondo flap, limitandone la mobilità rispetto agli altri team. L’interpretazione del regolamento lascia spazio a scegliere quali flap definire “primari” o “secondari” e a decidere quali elementi rendere attivi, ma resta ferma la possibilità di modificare l’asse di rotazione e l’ampiezza di deviazione entro i parametri indicati.

proposta tecnica della mercedes w17

Nella configurazione osservata, l’architettura ha privilegiato un solo elemento mobile, con il secondo flap che presenta un’incidenza diversa rispetto ai rivali. Durante una sessione di valutazione, sono stati impiegati filetti di lana per analizzare i flussi lungo l’ala e la zona frontale. Inoltre, una porzione dell’ultimo flap risulta apparentemente fissa, mentre inserti metallici posti al termine della sezione orientano il flusso verso il sottoscocca, generando vortici funzionali alla gestione in prossimità del T‑tray.

domande aperte e scenari stagionali

Resta da definire se questa soluzione rimarrà invariata per tutta la stagione o se su tracciati specifici sarà opportuno modificare l’ala in funzione delle caratteristiche del circuito e del carico richiesto dalla vettura. Il margine di intervento sul muso, noto per offrire alternative senza richiedere nuovi crash test, potrebbe aprire ulteriori varianti nel corso dell’annata.

effetti pratici sul flusso e sull’architettura frontale

Un canale dedicato nella parte inferiore del muso convoglia il flusso verso il sottoscocca, agevolando la gestione del flusso fino all’area del T‑tray. In tal senso, piccole appendici aerodinamiche concentrate sulla gestione dei flussi in questa zona emergono come strumenti chiave per modulare la generazione di carico e l’efficienza del profilo anteriore.

persone menzionate

  • Andrea Kimi Antonelli
Mercedes W17
Categorie: Formula 1Motori

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