Mercedes in f1 senza budget: i piloti rinunciano al gilet refrigerante, la fia deve intervenire?

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Mercedes in f1 senza budget: i piloti rinunciano al gilet refrigerante, la fia deve intervenire?

Durante il fine settimana in Malesia, la Mercedes ha chiarito i motivi per cui i suoi piloti non hanno utilizzato la veste refrigerante in gara. La scelta non è dipesa da un guasto tecnico, ma dalla decisione di non destinare risorse sufficienti allo sviluppo del sistema, preferendo concentrare il budget sugli aggiornamenti della monoposto.

Il tema riguarda direttamente la sicurezza dei piloti e il modo in cui le squadre devono bilanciare comfort, affidabilità e prestazioni all’interno dei limiti finanziari previsti.

veste refrigerante in formula 1: origine e funzionamento

La veste refrigerante è stata studiata dalla FIA dopo il Gran Premio del Qatar 2023, quando diversi piloti terminarono la gara in condizioni di forte affaticamento a causa di caldo intenso, umidità elevata e notevole impegno fisico. Il circuito, caratterizzato da numerose curve veloci, impose uno sforzo particolarmente elevato.

La Federazione sviluppò una soluzione in tempi brevi, inizialmente pensando di renderla obbligatoria quando fosse stato dichiarato l’allarme caldo, definito “heat hazard”, all’inizio di un fine settimana di gara. Il progetto avrebbe dovuto garantire un supporto aggiuntivo negli appuntamenti più impegnativi dal punto di vista climatico.

Il sistema non raccolse un consenso unanime tra i piloti. Per questo motivo, l’obbligo generalizzato venne ridimensionato e fu lasciata ai concorrenti la possibilità di scegliere se utilizzare o meno la veste.

veste refrigerante e zavorra obbligatoria sulle monoposto

La maglietta refrigerante è formata da circa 48 metri di tubi, disposti attorno al torace, sulle spalle e lungo la schiena del pilota. All’interno dei tubi circola un liquido raffreddato da un apposito impianto.

Per evitare uno svantaggio regolamentare a carico delle squadre che adottano il sistema, chi decide di non indossarlo deve collocare sulla vettura una zavorra aggiuntiva. Il peso complessivo della soluzione si aggira infatti intorno ai due chilogrammi, che devono essere compensati per mantenere l’equilibrio previsto dalla normativa.

George Russell ha sostenuto a lungo l’introduzione della veste refrigerante. Nella stagione precedente l’aveva utilizzata anche in appuntamenti in cui non era stato dichiarato l’allarme caldo, perché la Mercedes disponeva di una monoposto sottopeso e poteva sostituire parte della zavorra necessaria al raggiungimento della massa minima con il sistema di raffreddamento.

Mercedes rinuncia allo sviluppo del sistema refrigerante

Rispetto alla stagione precedente, la tecnologia è stata modificata insieme alle monoposto. In precedenza il sistema funzionava attraverso una batteria esterna installata sulla vettura. Dalla stagione successiva, il collegamento è stato integrato direttamente nell’impianto elettrico della monoposto, mentre è cambiata anche la posizione dei componenti.

Le squadre hanno quindi dovuto rivedere e aggiornare la propria configurazione. La Mercedes ha scelto di non sviluppare una soluzione personalizzata, con l’obiettivo di contenere le spese e destinare le risorse alle prestazioni della vettura.

Russell ha spiegato che il team non avrebbe utilizzato la veste perché non erano stati investiti fondi sufficienti per renderla affidabile per l’intera durata della gara. Il pilota ha riconosciuto l’efficacia del sistema quando opera correttamente, sottolineando il desiderio di poterlo impiegare in gare caratterizzate da condizioni climatiche difficili come quelle della Malesia e di Singapore.

Per sviluppare il componente, ogni squadra può procedere autonomamente oppure collaborare con un’azienda specializzata. Tra queste figura Chillout Motorsports, che aveva già fornito supporto alla FIA e a diverse scuderie. Il lavoro non riguarda soltanto la realizzazione della veste, ma anche l’impianto incaricato di raffreddare il liquido che percorre i tubi.

FIA e budget cap per la sicurezza dei piloti

In Malesia Russell ha chiesto un intervento della FIA per garantire maggiori risorse ai team. Secondo il pilota britannico, sarebbe necessario prevedere fondi aggiuntivi all’interno del cost cap oppure affidare lo sviluppo a un’azienda esterna incaricata di fornire il sistema a tutte le squadre.

La Federazione aveva già previsto un’esenzione dal limite di spesa pari a 125.000 dollari. La somma poteva essere utilizzata sia per lo sviluppo della veste sia per quello dell’impianto di raffreddamento, anche ricorrendo al supporto di un fornitore esterno.

Poiché il progetto è collegato alla sicurezza e richiede modifiche rispetto alla configurazione precedente, il costo era stato escluso dal budget cap. Diverse squadre hanno sfruttato questa possibilità, aggiornando il sistema per la nuova stagione.

Secondo la Mercedes, l’importo concesso non era sufficiente per realizzare una soluzione abbastanza robusta da funzionare per tutta la gara. Bradley Lord ha spiegato che i piloti erano stati coinvolti nella decisione e avevano accettato il compromesso tra comodità e rendimento. Il miglioramento del raffreddamento dell’abitacolo ha inoltre ridotto la necessità percepita di utilizzare la veste, portando il team a privilegiare la prestazione pura rispetto al comfort.

protagonisti della decisione Mercedes sulla veste refrigerante

Le posizioni espresse sul sistema di raffreddamento hanno coinvolto direttamente i principali rappresentanti della Mercedes:

  • George Russell, pilota favorevole all’utilizzo della veste refrigerante e promotore di un maggiore sostegno da parte della FIA.
  • Bradley Lord, vice team principal Mercedes, intervenuto sulla scelta di privilegiare le prestazioni e sull’esenzione economica prevista dalla Federazione.
George Russell, Mercedes
Categorie: Formula 1Motori

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