Mancini, otto anni dopo l'esordio in azzurro: cosa è cambiato 'Arabia Saudita al Belgio
Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana ha segnato l’avvio di una nuova fase, iniziata con la sfida di Nations League contro il Belgio. Il commissario tecnico ha riproposto il 4-3-3, modulo già centrale nella sua precedente esperienza, affidandosi però a una squadra profondamente rinnovata e orientata alla valorizzazione dei giovani.
Roberto Mancini e il primo esordio con l’Italia
Il primo debutto di Mancini alla guida degli Azzurri risale al 28 maggio 2018, pochi mesi dopo la mancata qualificazione al Mondiale maturata nello spareggio contro la Svezia. L’esordio arrivò in amichevole contro l’Arabia Saudita, allo Kybunpark di San Gallo, in Svizzera.
Italia-Arabia Saudita, la vittoria del 2018
La partita si concluse con un successo italiano per 2-1. Mario Balotelli sbloccò il risultato nel primo tempo con una conclusione dalla distanza, realizzando il primo gol della gestione Mancini. Nella ripresa Andrea Belotti firmò il raddoppio, mentre nel finale Yahya Al-Shehri ridusse lo svantaggio per l’Arabia Saudita.
Il 4-3-3 scelto da Mancini
In quella gara il commissario tecnico propose subito il 4-3-3, sistema destinato a caratterizzare buona parte del suo percorso sulla panchina azzurra. Gianluigi Donnarumma difese la porta, con Zappacosta, Bonucci, Romagnoli e Criscito schierati in difesa. Il centrocampo era composto da Jorginho, Pellegrini e Cristante, mentre il tridente offensivo comprendeva Politano, Balotelli e Insigne.
La formazione riuniva giovani in crescita e calciatori già affermati. Quel percorso avrebbe condotto alla conquista dell’Europeo 2020, disputato nel 2021, con la vittoria ottenuta nella finale di Wembley contro l’Inghilterra.
Italia-Belgio e il nuovo ciclo azzurro
Il ritorno di Mancini contro il Belgio ha presentato una Nazionale molto diversa rispetto a quella del 2018. Il modulo è rimasto il 4-3-3, mentre gli interpreti sono cambiati quasi integralmente. L’unico collegamento diretto tra le due formazioni è Gianluigi Donnarumma, titolare in porta in entrambe le occasioni.
Tra i convocati del primo ciclo e quelli della nuova fase figura anche Rolando Mandragora, che nel 2018 giocava nel Crotone e oggi milita nel Torino. Il resto della squadra ha evidenziato una forte attenzione verso le nuove generazioni.
I giovani lanciati contro il Belgio
Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari classe 2006, è partito titolare disputando la sua prima gara dal primo minuto con la Nazionale maggiore. In difesa ha trovato spazio Diego Coppola, chiamato a maturare esperienza internazionale, mentre il reparto offensivo ha avuto in Pio Esposito il proprio riferimento.
Durante la ripresa sono arrivati anche gli esordi assoluti di Doumbia e Mohamed Alì Zoma. Le scelte hanno confermato la volontà di ampliare il gruppo azzurro e di costruire il futuro attraverso nuovi calciatori.
La sconfitta contro il Belgio
Il risultato della sfida di Nations League è stato negativo: il Belgio ha vinto 2-0. Il confronto tra i due esordi di Mancini evidenzia una diversa fase del progetto. Nel 2018 l’obiettivo era rilanciare una Nazionale segnata dalla mancata qualificazione mondiale; nella nuova esperienza, il compito è avviare un ciclo basato su giovani elementi e nuove certezze.
Protagonisti della nuova Nazionale italiana
I principali giocatori e riferimenti citati nel percorso della gestione Mancini sono:
- Roberto Mancini, commissario tecnico dell’Italia;
- Gianluigi Donnarumma, portiere presente in entrambe le formazioni;
- Mario Balotelli e Andrea Belotti, marcatori contro l’Arabia Saudita;
- Rolando Mandragora, elemento di continuità tra i due cicli;
- Alessandro Romano, Diego Coppola e Pio Esposito, giovani schierati contro il Belgio;
- Doumbia e Mohamed Alì Zoma, esordienti nella ripresa.


