Malagò: «La Nazionale ha ritrovato fiducia ed entusiasmo, su Bianchedi ho sbagliato i tempi»
Giovanni Malagò, commissario della FIGC, ha affrontato il momento del calcio italiano intervenendo a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Dalla situazione delle Nazionali al futuro della Federazione, passando per arbitri, riforme, stadi e organizzazione di Euro 2032, sono emerse le principali questioni che riguardano il movimento.
Giovanni Malagò tra Nazionale, Under 21 e giovani talenti
Malagò ha evidenziato alcuni segnali positivi provenienti dalle rappresentative azzurre. La Nazionale maggiore non ha iniziato nel modo migliore la sfida contro il Belgio, ma nella seconda parte della gara e nelle tre partite successive ha mostrato progressi considerati inaspettati e sorprendenti.
Particolare attenzione è stata riservata all’Under 21, che ha conquistato la qualificazione agli Europei. L’obiettivo indicato è raggiungere un risultato da podio e ottenere anche il pass per le Olimpiadi del 2028. Nel gruppo sono presenti giocatori ritenuti pronti, anche in tempi brevi, per il salto nella Nazionale maggiore.
Il passaggio dei giovani verso la selezione principale viene sostenuto dal lavoro di Claudio Ranieri, con il supporto di Gianfranco Zola. Malagò ha inoltre ricordato l’attesa per il ritorno della Nazionale femminile a Firenze e l’importanza di una possibile qualificazione ai Mondiali.
Giovanni Malagò e il futuro della FIGC
Sul tema delle candidature alla guida della Federazione, il commissario ha spiegato di aver cercato di ridurre il più possibile la durata della fase commissariale. La disciplina prevista per il calcio stabilisce che una candidatura possa essere presentata soltanto con l’accredito di una componente.
Secondo Malagò, eventuali nuove candidature dovrebbero essere valutate dai presidenti delle componenti federali. La questione resta legata alle regole specifiche del sistema calcistico e alla necessità di individuare un percorso istituzionale definito.
Giovani arbitri e situazione dell’AIA
La carenza di giovani arbitri è stata indicata come uno dei problemi più rilevanti. Malagò ha espresso apprezzamento per il nuovo presidente Massini, eletto al termine di una competizione conclusa con un risultato molto ravvicinato, sottolineando al tempo stesso la profonda divisione interna all’AIA.
Il tema del reclutamento è aggravato dagli episodi di aggressione fisica ai danni di giovani direttori di gara. Eventi di questo tipo rappresentano un ostacolo per chi valuta l’ingresso nella professione arbitrale e rendono più difficile costruire un ricambio generazionale.
Un ulteriore elemento riguarda le risorse economiche. Il commissario ha spiegato di aver trovato un budget 2026 già impostato e non particolarmente ampio, rendendo necessario individuare nuove coperture e ulteriori fondi per affrontare le esigenze del settore.
Commissariamento FIGC e segnali dal calcio italiano
Malagò ha riconosciuto che il commissariamento ha prodotto un danno e che sarebbe poco serio ignorarne le conseguenze. La vicenda, secondo la sua ricostruzione, è complessa da spiegare soprattutto a chi non conosce gli aspetti tecnici e istituzionali del calcio.
Il commissario ha ricordato che la FIGC possiede uno storico particolarmente significativo in materia di commissariamenti, definendo il caso attuale diverso dai precedenti e destinato a essere analizzato anche in futuro. Allo stesso tempo, ha respinto l’idea di un calcio italiano privo di segnali incoraggianti.
Il campionato di Serie A è stato descritto come interessante, mentre le squadre italiane vengono considerate in grado di competere per arrivare in fondo alle competizioni internazionali. La Nazionale ha recuperato fiducia ed entusiasmo in pochi mesi, con una risposta positiva anche da parte del pubblico.
Malagò ha inoltre citato il ritorno degli investimenti da parte di aziende e sponsor, la presenza di pubblico negli stadi di Serie A, Serie B e Serie C e i dati di ascolto legati alle partite dell’Italia. Il quadro delineato comprende quindi difficoltà istituzionali, ma anche una crescita dell’interesse e della partecipazione.
Riforme del calcio italiano e confronto federale
Tra i temi valutati da Malagò figurano alcune riforme strutturali, compresa la disciplina relativa agli agenti. Il commissario ha precisato di non voler affrontare in quella sede la questione della Serie A a 18 squadre.
Era stato ipotizzato un consiglio federale per il 21 ottobre, ma, dopo la decadenza dell’organo, l’intenzione era proporre un incontro informale con le persone coinvolte. L’obiettivo indicato è favorire un confronto comune e costruire una unità di intenti e di visione tra le diverse componenti del calcio.
Diana Bianchedi e il ruolo del tempismo
Parlando delle decisioni che non ripeterebbe, Malagò ha citato la vicenda legata a Diana Bianchedi. A suo giudizio, Bianchedi rappresenta una figura capace di creare un collegamento tra il calcio e altri ambiti, dallo sport all’imprenditoria.
Il commissario ha riconosciuto di aver sbagliato il momento della proposta. La richiesta era stata formulata ad agosto, prima dell’inizio del campionato e subito dopo la conclusione del Mondiale. La scelta fu interpretata anche dagli organi di informazione come una provocazione, mentre l’intenzione dichiarata era diversa.
La vicenda ha portato Malagò a sottolineare l’importanza del fattore temporale: anche una decisione ritenuta logica può essere condizionata dal momento in cui viene presentata.
Euro 2032, politica e responsabilità dello sport
Sui rapporti tra politica e sport, Malagò ha ridimensionato il termine “moniti” riferito alle posizioni di CIO e UEFA. Le due organizzazioni richiamano la Carta Olimpica e le responsabilità che spettano allo sport sul piano organizzativo e valutativo.
Il riferimento principale è Euro 2032, per il quale sono coinvolte diverse città e numerosi stadi. Alcune decisioni rientrano esclusivamente nell’ambito calcistico, mentre la politica mantiene il proprio ruolo istituzionale. La collaborazione dovrebbe basarsi sulla capacità di offrire supporto senza oltrepassare le rispettive competenze.
Per quanto riguarda le scadenze relative agli stadi destinati alla manifestazione, Malagò ha espresso l’auspicio che arrivino il più tardi possibile, così da consentire la prosecuzione di tutti i progetti già avviati.
Le personalità citate da Giovanni Malagò
Nel confronto sono stati menzionati dirigenti, tecnici e figure dello sport italiano coinvolti nei temi legati alle Nazionali, all’AIA e al rapporto tra calcio e altre realtà sportive.
- Giovanni Malagò, commissario della FIGC;
- Claudio Ranieri, impegnato nel percorso di avvicinamento dei giovani alla Nazionale maggiore;
- Gianfranco Zola, indicato come supporto al lavoro sui giovani talenti;
- Massini, nuovo presidente dell’AIA;
- Diana Bianchedi, considerata un possibile collegamento tra calcio, sport e imprenditoria.


