Malagò commissario figc: perché il coni ha scelto proprio lui, il retroscena della decisione

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Malagò commissario figc: perché il coni ha scelto proprio lui, il retroscena della decisione

La nomina di Giovanni Malagò a commissario della FIGC nasce da una valutazione legata sia al nuovo indirizzo assunto dalla Federazione sia al sostegno ricevuto dalle sue componenti. Le motivazioni contenute nelle delibere della Giunta e del Consiglio Nazionale del CONI chiariscono anche le responsabilità attribuite agli organi federali nella gestione della candidatura e dei controlli previsti.

Giovanni Malagò commissario FIGC: le ragioni della scelta

La decisione di affidare a Malagò il commissariamento è stata adottata dopo l’annullamento della sua elezione e il caso relativo al mancato possesso della tessera federale. Nei documenti firmati dal segretario generale Carlo Mornati e dal presidente Luciano Buonfiglio emergono due profili distinti: la scelta del commissario e l’individuazione delle responsabilità che hanno portato al provvedimento.

Il CONI avrebbe considerato il rinnovato corso federale, anche sotto il profilo tecnico-sportivo, avviato dal 22 giugno, data dell’insediamento di Malagò alla presidenza della FIGC. Tra gli elementi valutati rientrano i segnali arrivati dalle Nazionali, con particolare riferimento alla squadra maggiore e alla decisione di affidare a Roberto Mancini il ruolo di commissario tecnico.

Un ulteriore fattore ha riguardato le attestazioni di fiducia e sostegno espresse da tutte le componenti federali nei confronti di Malagò. Tale consenso era già emerso in occasione del voto di giugno e avrebbe contribuito a orientare la scelta del CONI nella fase commissariale.

FIGC e candidatura: le responsabilità indicate dal CONI

Le delibere riconoscono il tesseramento come un requisito imprescindibile per la candidatura, ma concentrano l’attenzione soprattutto sul funzionamento dell’apparato federale incaricato delle verifiche. Secondo il CONI, una combinazione di condotte omissive, negligenti ed elusive avrebbe prodotto conseguenze istituzionali di rilievo.

Tra le criticità evidenziate compare la mancata rilevazione della domanda di partecipazione al procedimento. I documenti richiamano inoltre un’attività di controllo condotta secondo criteri anomali e irregolari, insieme a gravi omissioni e negligenze nella gestione da parte degli organi direttivi della Federazione.

Commissariamento FIGC: i compiti affidati a Malagò

Il provvedimento non appare rivolto direttamente contro Malagò, ma contro gli organismi federali responsabili dell’ammissione e della verifica delle candidature. L’attenzione si concentra quindi sulla macchina amministrativa della FIGC, compresa la segreteria generale guidata da Marco Brunelli.

Nel ruolo di commissario, Malagò dovrà accompagnare la Federazione verso nuove elezioni e contribuire a chiarire le anomalie emerse nella documentazione e nelle procedure di controllo. Il commissariamento rappresenta un passaggio di forte rilievo per la Federcalcio, mentre la sua designazione segnala la volontà del CONI di assicurare continuità politica e istituzionale durante una fase particolarmente delicata.

Protagonisti della vicenda FIGC

Le persone citate nelle decisioni e nella gestione della vicenda federale sono:

  • Giovanni Malagò, commissario della FIGC;
  • Carlo Mornati, segretario generale del CONI;
  • Luciano Buonfiglio, presidente del CONI;
  • Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale maggiore;
  • Marco Brunelli, segretario generale della FIGC.
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