Malagò buonfiglio no a ct stranieri e le critiche alla proposta

• Pubblicato il • 3 min
Malagò buonfiglio no a ct stranieri e le critiche alla proposta

Il futuro del calcio italiano torna al centro del dibattito con le parole del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, Buonfiglio ha affrontato due nodi decisivi: la scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale e l’ipotesi di un coinvolgimento di Giovanni Malagò nella guida della FIGC.

commissario tecnico della nazionale: priorità agli allenatori italiani

Interpellato sull’ipotesi di affidare la panchina azzurra a Pep Guardiola, Buonfiglio ha espresso una posizione netta e argomentata. Il punto di partenza è la necessità di valorizzare la presenza di tecnici italiani nel massimo campionato: «La stragrande maggioranza dei nostri allenatori di serie A è italiana: è con loro che si dovrà confrontare il ct. Sono bravi, professionali, sono frutto della nostra tradizione. Perché tagliarli fuori?».

Secondo il presidente del CONI, la scelta del commissario tecnico deve quindi inserirsi in un contesto in cui gli allenatori del campionato italiano restano i principali interlocutori. L’attenzione viene posta sul legame tra competenza, professionalità e tradizione calcistica.

esperienza personale di buoni risultati mancati con un tecnico straniero

Per rafforzare il proprio ragionamento, Buonfiglio ha richiamato un episodio personale legato alla presidenza della Federazione Canoa. Il racconto evidenzia una criticità specifica nella scelta di un tecnico: «Quand’ero presidente della Federazione Canoa feci l’errore di prendere un tecnico basco», ha spiegato. «Era bravo ma non si preoccupò di conoscere la mentalità italiana. Non vincemmo nulla e si perse anche tutto il lavoro buono fatto in precedenza».

giovanni malagò alla guida della figc: stima e fiducia

Dopo aver chiarito la preferenza per un commissario tecnico italiano, Buonfiglio ha concentrato le proprie parole anche su una possibile guida della FIGC da parte di Giovanni Malagò. La posizione risulta fortemente favorevole: «Nessuno potrebbe far meglio di lui in federazione. Quando Giovanni punta un obiettivo lo raggiunge, ha un’enorme attenzione per gli atleti e un’incredibile rete di relazioni. Poi conosce il calcio alla perfezione».

La convinzione del presidente del CONI si fonda su caratteristiche manageriali e operative attribuite a Malagò: capacità di raggiungere obiettivi, attenzione agli atleti e una rete relazionale ritenuta decisiva. Il quadro delineato include anche una competenza tecnica maturata sul calcio, descritta come profonda e strutturata.

punti chiave del messaggio di buonfiglio

  • Valorizzazione degli allenatori italiani come base per la scelta del commissario tecnico.
  • Rischio legato alla scarsa comprensione della mentalità locale, richiamato tramite un’esperienza in ambito federale.
  • Stima per malagò con fiducia nella guida in ambito federativo.
  • Orientamento agli obiettivi e attenzione agli atleti come elementi distintivi.

personaggi citati

Nel quadro delle dichiarazioni riportate compaiono figure legate sia alla panchina sia alla governance del calcio.

  • Luciano Buonfiglio
  • Giovanni Malagò
  • Pep Guardiola
Buonfiglio
Categorie: Calcio

Per te