Malagò attacca buonfiglio: la ricostruzione dello scontro politico e personale
Il confronto tra FIGC e CONI entra in una fase ancora più delicata dopo le nuove dichiarazioni di Giovanni Malagò. Il presidente federale ha contestato apertamente la gestione della vicenda legata al tesseramento necessario per la candidatura, indicando una possibile origine politica e personale dello scontro con i vertici del Comitato olimpico.
Giovanni Malagò attacca la gestione del CONI
Intervenuto a margine dell’evento Fenix di Roma, manifestazione organizzata da Gioventù Nazionale alla quale ha partecipato anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, Malagò è tornato sul caso che riguarda la regolarità della sua candidatura. Il presidente della Federcalcio ha risposto alle domande sulla possibilità che le contestazioni burocratiche rappresentino un’iniziativa costruita per danneggiarlo.
La replica è stata particolarmente netta. Malagò ha sostenuto che, per comprendere la situazione, sarebbe sufficiente leggere la comunicazione ufficiale, aggiungendo che la vicenda avrebbe una natura esclusivamente politica e personale. Le sue parole hanno ampliato il confronto, trasformando una questione procedurale in una contrapposizione diretta tra istituzioni sportive.
Alla domanda relativa a un possibile rimpianto per il sostegno offerto a Luciano Buonfiglio nella corsa alla presidenza del CONI, Malagò ha risposto con tono sarcastico, definendo l’intera situazione “stupefacente”. La dichiarazione ha evidenziato il livello di tensione raggiunto nei rapporti tra i due dirigenti.
Il caso del tesseramento per la candidatura
Il contenzioso nasce dalle valutazioni della Procura generale dello Sport, guidata da Ugo Taucer. Secondo l’orientamento espresso dall’organo, il possesso di un tesseramento valido costituirebbe un requisito indispensabile sia per la candidabilità sia per garantire la regolarità delle votazioni.
La posizione di Malagò è stata archiviata sotto il profilo strettamente disciplinare. Il fascicolo è stato comunque trasferito al Comitato olimpico, chiamato a verificare il corretto svolgimento delle procedure associative connesse alla candidatura e al voto.
Le valutazioni di Luciano Buonfiglio e gli scenari istituzionali
Alla luce degli elementi emersi, Buonfiglio ha manifestato l’intenzione di richiedere il parere di giuristi autorevoli nel diritto sportivo. L’obiettivo è acquisire una valutazione prima che la Giunta del CONI assuma decisioni ufficiali sulla vicenda.
Tra le ipotesi che accompagnano il confronto compare anche quella del commissariamento, senza che siano state indicate determinazioni definitive. L’esame delle procedure associative resta quindi centrale per gli sviluppi successivi del caso.
La posizione della FIGC sul futuro della presidenza
Malagò ha descritto con rammarico il clima di sfiducia creatosi nei rapporti istituzionali, osservando che molti componenti del mondo sportivo sarebbero rimasti sorpresi da alcuni comportamenti. Il presidente federale ha inoltre dichiarato di riconoscere una logica precisa nella sequenza dei rilievi presentati contro la sua elezione.
Nonostante la crescente contrapposizione, il numero uno di Via Allegri ha affermato di non temere una possibile decadenza dalla carica. La situazione rimane legata alle valutazioni giuridiche e alle decisioni che saranno assunte dagli organi competenti.
Le principali personalità coinvolte
Il confronto istituzionale coinvolge esponenti di primo piano dello sport italiano e figure chiamate a esaminare gli aspetti procedurali della candidatura.
- Giovanni Malagò, presidente della FIGC.
- Luciano Buonfiglio, presidente del CONI.
- Ugo Taucer, a capo della Procura generale dello Sport.
- Andrea Abodi, ministro per lo Sport.


